Piatti “variegati” ma non certo “italiani”

Piatti “variegati” ma non certo “italiani”

Esistono palati “eroici”, in grado di mangiare particolari carbonare a base di yogurt e panna ma che non si possono, di certo, definire “Made in Italy

 di Giordana Fauci

Chissà in quante occasioni gli italiani, in viaggi di piacere o di lavoro all’estero, avvertono la nostalgia di un buon piatto di pasta. E, in quelle stesse occasioni, chissà che delusione ritrovarsi innanzi a piatti che, al di là del nome, nulla hanno a che fare con il cibo italiano e neppure vagamente gli somigliano. In primis la pastasciutta che, tra gli errori più comuni nel cucinarla, è cotta per tempi infiniti, col risultato che, quando si mangia, non sa di altro se non di colla, oltre a presentare uno sgradevole aspetto molliccio.

A non dimenticare chi, invece di lasciar bollire l’acqua già salata, vi immerge subito gli spaghetti… Per così dire “a freddo…”!

Non si può, in merito, non ricordare il noto film di Checco Zalone, alquanto esterrefatto per il modo di cucinare gli spaghetti nei Paesi del Nord Europa.

E come dimenticare le molte carbonare improponibili che, anziché essere cucinate con uova, guanciale, pecorino e pepe, all’estero sono servite con una cremosità a base di yogurt e panna.

O, ancora, le varianti di pasta al pesto in cui, invece dei gustosissimi pinoli – oltremodo difficili da reperire all’estero –, si utilizza qualunque altro genere di frutta secca.

Da non dimenticare, infine, la pasta allo scoglio condita col formaggio, come sono soliti fare i molti turisti che giungono in Italia e non comprendono la gravità del gesto.

Vi è, inoltre, chi scambia per caprese formaggi che nulla hanno a che vedere con la mozzarella di bufala o il fior di latte, preferendo usare formaggi industriali; oppure chi serve le melanzane utilizzando fette di pollo.

E, poi, come non considerare che esistono ormai da tempo pietanze attribuite ingiustamente al Bel Paese, quali la pasta con le polpette, tanto in voga in Francia e negli Stati Uniti ma che non rientra, di certo, tra i piatti italiani.

Da ultimo, la pizza, ormai completamente “distrutta”, visto che esiste quella con i crauti, in uso in Germania e, ancora, quella svedese – cosiddetta hawaiana – con ananas, banana e curry.

…Pizze improponibili, abbinate oltretutto al cappuccino o, per meglio dire, ad una brodaglia calda che neppure gli somiglia lontanamente; come avviene per il caffè, diverso da quello italiano finanche per il colore.

Un capitolo a parte è caratterizzato dall’“italianità nei cibi in scatola”, che nulla hanno a che fare col “Made in Italy” e che solo gli italiani, con la loro italianità, sanno realizzare.

…Perché, se è vero che si può essere o meno d’accordo su “rivisitazioni” di piatti tipici del Bel Paese che, in ogni caso, sono e devono restare italiani, è ancor più vero che, “spacciare” per italiano ciò che non lo è, è a dir poco intollerabile. E, invero, ricorda una vera e propria “truffa” per un Paese che considera i suoi alimenti – in primis, pasta e caffè – emblemi dell’Italia da sempre.

Credit photo by: Nadia Di Mario