AS Roma Autistic Football Club: il calcio che abbatte le barriere

AS Roma Autistic Football Club: il calcio che abbatte le barriere
“Da quest’anno siamo stati adottati dall’AS Roma. Il nostro impegno è volto a sostenere iniziative come queste, dimostrando concretamente come lo sport possa essere un potente strumento per superare barriere e favorire l’inclusione. Perché il diritto allo sport è un Diritto Umano…”, queste le parole di Pietro Cirrincione, Capitano dell’AS Roma Autistic Football Club
di Damiana Cicconetti
Il calcio come strumento di inclusione, relazione e crescita. È questa la direzione dell’AS Roma Autistic Football Club, realtà che unisce sport e inclusione.
Un progetto che mette al centro ragazze e ragazzi, giovani e adulti, dentro e fuori lo spettro autistico.
Dal 1° luglio, il progetto Autistic Football Club della SS Romulea è stato adottato dall’AS Roma, dando vita ufficialmente all’AS Roma Autistic Football Club.
Una nuova fase per una realtà già impegnata da anni nel promuovere la partecipazione sportiva delle persone nello spettro autistico.

Credit Photo by: Damiana Cicconetti
Un progetto nato oltre dieci anni fa e cresciuto grazie all’impegno di chi ha creduto nello sport come strumento di inclusione, relazione e crescita.
“Autistic Football Club nasce nel 2015, grazie all’impegno di alcune associazioni e cooperative che sul territorio romano si occupano di autismo, da quest’anno siamo stati adottati dall’AS Roma…”, dichiara Pietro Cirrincione, Capitano dell’AS Roma Autistic Football Club.
La squadra AS Roma Autistic Football Club è stata invitata come unica rappresentante italiana alla Genuine Cup, torneo internazionale di calcio inclusivo che si svolge a Houston, in Texas, presso la Rice University.
Un torneo dedicato ad atleti in condizione di disabilità intellettiva, dello sviluppo e autismo, che riunisce più di 1.000 atleti, suddivisi in 53 squadre provenienti da 50 nazioni differenti.
Un’esperienza internazionale che porta sul campo non soltanto il valore dello sport, ma anche quello dell’incontro, della condivisione e della possibilità di confrontarsi con realtà provenienti da tutto il mondo.
In quest’ottica il Club giallorosso ha individuato nel progetto Autistic Football Club la realtà ideale per dare continuità all’iniziativa, raccogliendo il testimone della collaborazione con la Cooperativa CassiAvass, conclusasi il 30 giugno.
La nascita dell’AS Roma Autistic Football Club si inserisce perciò nella strategia di sviluppo delle attività del Club, nell’ambito della Divisione Calcio Paralimpico della FIGC, con l’obiettivo di rafforzare l’impatto sociale del progetto e offrire a un numero sempre maggiore di atleti e famiglie l’opportunità di vivere un’esperienza sportiva, educativa e inclusiva.
Questo nuovo capitolo conferma l’impegno dell’AS Roma nel promuovere il calcio come strumento di inclusione, partecipazione e crescita personale, rafforzando il legame con il territorio e contribuendo alla diffusione di una cultura sportiva sempre più accessibile e aperta a tutti.
Il progetto assume così una nuova dimensione, mantenendo al centro la persona e la possibilità di vivere lo sport non soltanto come attività agonistica, ma come spazio di relazione, autonomia e crescita.
“Il nostro impegno è volto a sostenere iniziative come queste, dimostrando concretamente come lo sport possa essere un potente strumento per superare barriere, favorire l’inclusione e rappresentare un esempio tangibile di come, attraverso il calcio, sia possibile promuovere una cultura del rispetto e della solidarietà. Un contributo allo sviluppo psicofisico attraverso il gioco del calcio, puntando sull’interazione, l’autostima, l’autoironia, l’impegno, la perseveranza e lo spirito di gruppo…”, sostiene Pietro Cirrincione.
“Il progetto coinvolge una parte consistente della popolazione di ogni fascia di età, perché il calcio è uno sport molto diffuso, punto d’incontro tra educatori e persone nello spettro autistico. La costituzione di una squadra responsabilizza e rende attivi i suoi giocatori, facilitando i processi di inclusione, autodeterminazione, autorappresentanza e autonomia. L’attività sportiva promuove il benessere psicofisico…”, aggiunge ancora Cirrincione.
“Perché il diritto allo sport è un Diritto Umano...”, conclude poi.
Il campo da calcio diviene così un luogo nel quale incontrarsi, confrontarsi e sentirsi parte di una squadra.
Con l’AS Roma Autistic Football Club, il calcio rappresenta un linguaggio attraverso cui costruire relazioni e riconoscere nello sport uno spazio realmente aperto a tutti.
Foto dell’archivio personale di Pietro Cirrincione









