Torrecuso, tra eno-turismo e cultura: un modello integrato di valorizzazione del territorio nel Sannio

Torrecuso, tra eno-turismo e cultura: un modello integrato di valorizzazione del territorio nel Sannio

L’obiettivo è creare valore per il territorio attraverso il lavoro e le iniziative culturali…”: queste le parole di Fiorenza Mirella Dello Russo, Direttrice del Lemi

di Giordana Fauci

Nel cuore del Sannio Torrecuso si afferma come un territorio in cui ospitalità, eno-turismo e progettualità culturali convergono in un sistema sempre più organico di valorizzazione locale.

Un processo che coinvolge strutture ricettive, aziende del vino e realtà legate agli eventi, con l’obiettivo di rafforzare l’identità del territorio attraverso un modello integrato di sviluppo.

In tale prospettiva si inserisce la visione di Fiorenza Mirella Dello Russo, direttrice dell’Hotel Lemi, che interpreta l’ospitalità non come semplice servizio ricettivo, bensì come parte di una strategia territoriale più ampia, in cui turismo, benessere e cultura risultano profondamente interconnessi.

L’obiettivo è creare valore per il territorio attraverso il lavoro e le iniziative culturali…”, dichiara Dello Russo.

In questa direzione l’Hotel Lemi si inserisce in un contesto in cui l’ospitalità evolve verso forme sempre più integrate di accoglienza ed esperienza.

La struttura propone un modello di benessere globale della persona, in cui percorsi wellness, attenzione all’ambiente e valorizzazione del territorio convivono all’interno di un’unica visione progettuale.

Credit Photo by: Damiana Cicconetti

Qui il benessere non è concepito come evasione o lusso, ma è pensato per favorire il recupero delle energie fisiche e mentali in modo profondo e sostenibile…”, aggiunge Mario Giordano, consorte di Fiorenza Mirella Dello Russo, così definendo una filosofia dell’ospitalità basata su equilibrio, continuità e centralità della persona.

Credit Photo by: La Fortezza

All’interno della struttura il percorso di benessere si articola attraverso idro-terapia, haloterapia, un circuito kneipp, stanza del sale e finanche una snow room.

La visione della Direttrice si intreccia con il territorio circostante, ove Torrecuso rappresenta una delle aree più identitarie del Sannio vitivinicolo.

Negli ultimi anni, infatti, il territorio ha visto crescere il dialogo tra produzione agricola, accoglienza e turismo esperienziale, con proposte culinarie che tendono a mantenere viva la tradizione degli antichi piatti locali, sapientemente rivisitata da valenti Chef qual è, senza alcun dubbio, Giuseppe Raiola.

Credit Photo by: Damiana Cicconetti

In questo contesto si inseriscono le attività della Tenuta La Fortezza, struttura dedicata agli eventi e al settore wedding, oggi punto di riferimento per ricevimenti e iniziative professionali, con l’avvio del format “Wedding Talk”, un ciclo di incontri pensato per favorire il confronto tra operatori del settore, offrendo spunti formativi a professionisti e futuri sposi, con la partecipazione dell’architetto ed event designer Angelo Garini, figura di riferimento nel panorama nazionale della progettazione di eventi.

Credit Photo by: Damiana Cicconetti

Senza dimenticare l’attenzione del territorio alla promozione di attività culturali, con letture collettive e presentazioni di libri, a cui ha partecipato, tra gli altri, l’ex magistrato Luigi De Magistris, con la sua interessante opera “Poteri Occulti”.

Pertanto, le Cantine Taburno rappresentano uno dei principali poli produttivi dell’area, inseriti in una filiera che integra coltivazione, trasformazione e promozione del vino e, al contempo della cultura.

Credit Photo by: La Fortezza

Ed è in tal scenario che si colloca la figura dell’imprenditore Enzo Rillo, protagonista del sistema produttivo e ricettivo locale. Proprietario del Lemi, delle Cantine Taburno e della Tenuta La Fortezza, Rillo promuove una visione imprenditoriale fondata sulla connessione tra agricoltura, ospitalità e cultura, all’interno di un modello unitario di sviluppo territoriale. Un approccio che si inserisce nella più ampia strategia di valorizzazione del Sannio attraverso l’integrazione delle filiere produttive e turistiche.

Torrecuso è un paesaggio collinare di rara bellezza ma, prima ancora, è un luogo di eno-turismo...”, aggiunge Mario Giordano.

Credit Photo by: Damiana Cicconetti

Da ultimo, come non evidenziare la nuova fruizione museale del territorio, grazie alla nascita del Museo dell’Aglianico del Taburno, con integrazione di opere d’arte e installazioni immersive.

Dello Russo ha, in effetti, evidenziato la volontà di superare il concetto tradizionale di museo, trasformandolo in uno spazio esperienziale: “Il Museo dell’Aglianico del Taburno espone tele provenienti da Capodimonte, antichi oggetti agresti, pannelli led e ambienti in cui poter vivere esperienze sensoriali, prima ancora che degustare le prelibatezze eno-gastronomiche locali..”, ha perciò dichiarato.

Credit Photo by: La Fortezza

Così Torrecuso si configura come territorio in cui ospitalità, produzione vitivinicola, eventi e cultura si integrano in un sistema unico e coerente, in un modello in evoluzione che punta a rafforzare l’identità del Sannio, costruendo una rete tra imprese, paesaggio e patrimonio eno-gastronomico.

…Un obiettivo che, invero, risulta già perfettamente consolidato nel panorama dell’eno-turismo nazionale ed internazionale.




“Tennis & Friends 2026”: Piazza del Popolo diventa la Capitale della prevenzione, del benessere e dello sport

Tennis & Friends 2026“: Piazza del Popolo diventa la Capitale della prevenzione, del benessere e dello sport

Due giorni tra screening gratuiti, sport, spettacolo e sensibilizzazione: oltre 30 specialistiche mediche, eventi dedicati alla prevenzione oncologica e tanti volti noti per promuovere salute e corretti stili di vita

di Damiana Cicconetti

Dall’8 al 9 maggio Piazza del Popolo a Roma si è trasformata in un grande Villaggio della Salute per ospitare l’attesissima edizione inaugurale di “Tennis & Friends – Salute e Sport”, la manifestazione che unisce prevenzione, sport, informazione e intrattenimento, con l’obiettivo di avvicinare sempre di più i cittadini alla cultura del benessere.

Per due intense giornate il cuore della Capitale ha vissuto un’esperienza unica: il messaggio “La prevenzione scende in campo” ha preso forma concreta tra screening gratuiti, visite specialistiche, attività di prevenzione e momenti di divulgazione sanitaria aperti a tutti, senza prenotazione e senza costi.

Piazza del Popolo è diventata così un grande spazio dedicato alla salute, ove cittadini di ogni età hanno potuto incontrare medici, specialisti e operatori sanitari.

Il Villaggio della Salute, coordinato da ASL Roma 1 e Regione Lazio, ha offerto oltre 30 specialistiche mediche tra cui cardiologia, diabetologia, ginecologia, pediatria e malattie infettive, insieme a percorsi di prevenzione, counseling e attività informative.

Ampio spazio è stato dedicato anche alla prevenzione pratica, con corsi aperti al pubblico su rianimazione cardiopolmonare, disostruzione delle vie aeree e corretti stili di vita, oltre a iniziative dedicate alla donazione del sangue e alla sensibilizzazione sanitaria generale.

Particolarmente significativa è stata la partecipazione delle scuole del Lazio: centinaia di studenti hanno avuto l’opportunità di vivere l’esperienza sportiva direttamente su un campo da tennis  allestito per l’occasione, guidati dai maestri della Federazione Italiana Tennis e Padel. Un modo diretto e coinvolgente per trasmettere il valore dell’attività fisica e dell’educazione alla salute.

Accanto alla componente sanitaria e sportiva, l’evento ha mantenuto la sua anima di grande festa aperta alla città.

Non sono mancati momenti di spettacolo e intrattenimento che hanno reso l’atmosfera ancora più coinvolgente: tra gli ospiti più attesi, anche i ragazzi del Serale diAmici”, che hanno portato energia e musica.

La loro presenza ha contribuito a rafforzare il dialogo con i più giovani, rendendo il messaggio della prevenzione ancora più vicino alle nuove generazioni.

Sul palco si sono alternati inoltre artisti e volti noti del mondo dello spettacolo e dello sport, tra cui Fiorello, Silvia Salemi, Max Gazzè e molti altri, trasformando l’evento in un grande momento collettivo tra cultura, intrattenimento e salute.

Il valore dell’iniziativa è stato sottolineato dalle istituzioni e dai rappresentanti del mondo sanitario, che hanno ribadito come portare la prevenzione fuori dagli ospedali significhi avvicinare concretamente la sanità alle persone, rendendola più accessibile e partecipata.

Un modello che negli anni ha dimostrato tutta la sua efficacia nel promuovere consapevolezza e corretti stili di vita.

Dopo la tappa romana, il tour 2026 di “Tennis & Friends” proseguirà a Napoli dal 22 al 24 maggio; a Torino dall’11 al 13 settembre; nuovamente a Roma dal 2 al 4 ottobre per la main edition al Foro Italico; ancora a Torino dal 15 al 22 novembre in occasione delle Nitto ATP Finals e, infine, a Bologna dal 24 al 29 novembre durante la Davis Cup Finals.

Dal 2011 ad oggi “Tennis & Friends” ha coinvolto oltre un milione di cittadini e realizzato centinaia di migliaia di visite e check-up gratuiti, confermandosi come uno dei progetti più importanti in Italia per la promozione della prevenzione e della salute pubblica, attraverso lo sport e la partecipazione attiva della comunità.

Credit Photo by: Giordana Fauci




Benessere e natura a Posillipo: tra relax e storia

Benessere e natura a Posillipo: tra relax e storia

Un’esperienza immersiva di rigenerazione fisica e mentale tra panorami unici, acque termali e ambienti pensati per il piacere del corpo e dello spirito

di Giordana Fauci

La Campania, con la sua storia millenaria e i paesaggi naturali straordinari, offre esperienze di benessere che vanno ben oltre la semplice cura del corpo.

Tra mare, colline e vulcani il territorio è custode di luoghi capaci di unire relax, natura e rigenerazione mentale, ove ogni dettaglio è pensato per ritrovare l’equilibrio e il piacere di prendersi cura di sé.

Posillipo, con la sua posizione privilegiata e la vista sul Vesuvio, è tra le zone più suggestive per vivere momenti di vero benessere.

Lite Life Wellness & Spa propone un ambiente elegante e armonioso, con piscina, saune e angoli per il ristoro e la contemplazione.

Qui il relax non è solo una pausa dal quotidiano, bensì un’esperienza che coinvolge tutti i sensi: il calore dell’acqua, il profumo degli oli essenziali, la luce soffusa e la musica avvolgente creano un percorso immersivo in grado di rigenerare corpo e spirito.

L’esperienza di benessere in questi spazi non si limita a trattamenti estetici o percorsi fisici, ma coinvolge anche la mente e le emozioni.

La combinazione tra natura e architettura, tra paesaggio e design, rende ogni momento unico, pensato per isolarsi dal frastuono della città.

In Campania il concetto di benessere affonda le radici nella storia termale della regione, risalente all’Antica Roma, quando le acque naturali e gli ambienti dedicati all’ozio rappresentavano strumenti di cura e rigenerazione per corpo e spirito.

Oggi questo patrimonio culturale e naturale viene reinterpretato in chiave moderna, con strutture che coniugano comfort, innovazione e rispetto per l’ambiente, offrendo esperienze che si inseriscono in un contesto sostenibile e responsabile.

Tra i benefici delle SPA di Posillipo vi è la possibilità di sperimentare trattamenti personalizzati, percorsi di idroterapia e aree dedicate al relax sensoriale, massaggi ayurvedici, linfodrenanti, californiani, al cioccolato, pressoterapia, il tutto immersi in panorami di rara bellezza.

La vista sul Vesuvio, simbolo della regione, nonché il contatto con il mare creano un dialogo armonico tra natura e benessere, dove ogni momento diventa occasione per ritrovare energie fisiche e mentali.

Queste esperienze testimoniano come il turismo wellness in Campania non sia solo un’occasione per rilassarsi, ma finanche un’opportunità per riscoprire la bellezza del territorio, tra storia, paesaggi naturali e cultura.

Credit Photo by: Damiana Cicconetti 




Il Gaslini a Sanremo: 3.000 ranuncoli “Giannina” per sostenere il Nuovo Gaslini

Il Gaslini a Sanremo: 3.000 ranuncoli “Giannina” per sostenere il Nuovo Gaslini

Intervista di Giordana Fauci a Beatrice Iato, ufficio stampa dell’Ospedale Gaslini di Genova

di Giordana Fauci

Sanremo 2026 ha visto la musica italiana farsi portatrice di un messaggio di solidarietà e speranza, grazie alla presenza per la prima volta in città dell’Istituto Giannina Gaslini, con iniziative dedicate al progetto del Nuovo Gaslini.

A far brillare questo legame tra musica, bellezza e impegno sociale sono stati 3.000 ranuncoli Pon Pon “Giannina”, creati e donati da Biancheri Creazioni, simbolo del percorso di rinnovamento del Gaslini e disponibili a fronte di un’offerta libera a sostegno della realizzazione del nuovo ospedale pediatrico tramite la Fondazione Gaslininsieme ETS.

Il corner Gaslini, allestito accanto alla statua di Mike Bongiorno, a pochi passi dal Teatro Ariston, si è trasformato in un punto d’incontro unico tra cittadini, turisti e solidarietà.

Ogni giorno visitatori di tutte le età hanno potuto scoprire il ranuncolo Giannina, conoscere il progetto del Nuovo Gaslini, incontrare volontari, testimoni e partecipare alle attività pensate per i più piccoli.

La cornice del Festival, con il suo fermento e il suo pubblico internazionale, ha offerto così la possibilità di avvicinare arte, spettacolo e beneficenza in maniera concreta.

È un vero piacere accogliere a Sanremo l’Istituto Giannina Gaslini...” dichiarano il sindaco Alessandro Mager e l’assessore al turismo Alessandro Sindoni.

Portare in città un progetto di comunicazione e raccolta fondi dedicato al Nuovo Gaslini arricchisce il valore della manifestazione, affiancando alla musica e allo spettacolo un messaggio concreto di solidarietà e attenzione verso i più piccoli...”, ha aggiunto.

La Charity Night del Gaslini a bordo della nave Costa Toscana, ormeggiata di fronte a Sanremo, ha registrato il tutto esaurito già diversi giorni prima dell’evento. La serata, organizzata con il supporto di Costa Crociere, ha unito spettacolo, musica e solidarietà e ha visto la partecipazione speciale del Maestro Iginio Massari, che ha creato un dolce ispirato al ranuncolo Giannina.

Intervista di Giordana Fauci a Beatrice Iato, ufficio stampa dell’Ospedale Gaslini di Genova

Il ranuncolo Giannina a Sanremo è più di un fiore: racconta un progetto complesso come il Nuovo Gaslini. Può spiegarci come nasce questa idea e perché la scelta di Sanremo è così significativa?

Il ranuncolo Giannina nasce dall’idea di trasformare un gesto semplice in un messaggio potente. Il nostro ospedale sta vivendo un momento di grande trasformazione con il progetto del Nuovo Gaslini; volevamo un simbolo tangibile che potesse rappresentare speranza, cura e rinascita. Il fiore Giannina, dedicato alla figlia del fondatore dell’istituto, racchiude in sé questi valori. La scelta di Sanremo non è casuale: il Festival è un palcoscenico internazionale, capace di attrarre l’attenzione di cittadini, turisti e artisti. Qui possiamo parlare di innovazione, solidarietà e attenzione all’infanzia, portando il messaggio del Gaslini fuori dai confini dell’ospedale e trasformando il fiore in un vero veicolo di emozioni…”.

Durante la settimana del Festival avete coinvolto artisti, ambassador e il pubblico. Che impatto ha avuto questa interazione diretta?

È stato incredibile vedere quanto entusiasmo e partecipazione ci siano stati. Ogni ranuncolo consegnato a un artista o a un visitatore diventa un messaggio concreto: un invito a sostenere il Nuovo Gaslini. Gli artisti, dalle performance ai selfie con i bambini, hanno dato voce alla nostra missione; mentre il pubblico ha potuto vedere come un piccolo gesto può tradursi in un cambiamento reale. Questa interazione rende tangibile la solidarietà: non è astratta, ma si concretizza nel sorriso di un bambino, nella bellezza del fiore e nel sostegno al progetto…”.

Guardando al futuro, che ruolo avrà il ranuncolo Giannina?

Il ranuncolo continuerà a essere il simbolo del percorso di rinnovamento e del legame con la comunità. Vogliamo che diventi riconoscibile non solo come fiore, ma come emblema di cura, attenzione e innovazione. Il Nuovo Gaslini è pensato per durare nel tempo, con strutture più funzionali e accoglienti e il fiore accompagnerà idealmente questo percorso, ricordando a tutti che la salute dei bambini è una responsabilità collettiva e che bellezza, ricerca e solidarietà possono camminare insieme…”.

Che tempi sono previsti per la realizzazione del progetto del Nuovo Gaslini?

Il progetto Nuovo Gaslini rappresenta un intervento strategico per la salute pediatrica. Il Padiglione Zero, destinato alle attività più complesse, sta già prendendo forma, mentre i padiglioni storici verranno gradualmente riqualificati. L’ospedale sarà organizzato per intensità di cura, dotato di tecnologie all’avanguardia, con spazi funzionali, sicuri, accoglienti con servizi dedicati alle famiglie, agli studenti e alla ricerca. Il completamento del Padiglione Zero è previsto entro il 2027; mentre l’intero Nuovo Gaslini sarà operativo entro il 2030, grazie anche al sostegno della Fondazione Gerolamo Gaslini, presieduta da Mons. Marco Tasca, arcivescovo di Genova, con due finanziamenti complessivi di 20 milioni di euro...”.

Un ringraziamento a Beatrice Iato per l’interessante intervista rilasciata ad Occhio sul mondo.

Credit Photo by: Gaslini




Wellness travel: il nuovo mondo del benessere tra rituali e visione manageriale 

Wellness travel: il nuovo mondo del benessere tra rituali e visione manageriale

Incontro con Sabrina Andriaccio, Manager di V SPA Roma

di Giordana Fauci

Il turismo del benessere sta vivendo una fase di trasformazione significativa, con esperienze personalizzate e sempre più integrate nella proposta complessiva dell’ospitalità.

Un’evoluzione che coinvolge non solo l’offerta di trattamenti, bensì anche il modo in cui il benessere viene pensato, organizzato e gestito.

In tal contesto il concetto di lusso si ridefinisce: meno ostentazione e maggiore attenzione al tempo dedicato all’ospite, alla qualità del servizio, all’ascolto e alla coerenza dell’esperienza.

Ed è la V SPA di Roma BF Wellness, collocata all’interno dell’Hotel Villa Pamphili, a rappresentare sapientemente tale approccio contemporaneo al wellness.

A guidarne la gestione è Sabrina Andriaccio, SPA Manager, con un profilo che unisce competenze operative e visione manageriale.

Oggi l’hotel non è più soltanto luogo di soggiorno, ma uno spazio multi-funzionale: si frequenta per lavoro, per socialità, per la ristorazione o per ritagliarsi momenti di pausa, con un’area wellness che assume un ruolo sempre più centrale.

Credit Photo by: V SPA

I benefici per gli ospiti sono molteplici: dalla riduzione dello stress sul piano psichico all’alleviamento di tensioni e dolori fisici, fino alla cura della pelle…”, ha dichiarato Andriaccio.

L’impostazione dei trattamenti segue, dunque, una logica di personalizzazione, con percorsi adattati alle esigenze individuali e allo stile di vita di chi ne usufruisce.

La collocazione della struttura rappresenta un ulteriore elemento di contesto: la vicinanza a Villa Pamphili, pur restando a breve distanza dal centro cittadino, consente una percezione di distacco dalla routine urbana.

La possibilità di trovarsi immersi nel verde favorisce una reale disconnessione dalla frenesia quotidiana…”, osserva la Manager, sottolineando al tempo stesso l’importanza dell’aggiornamento continuo dell’offerta.

Credit Photo by: V SPA

Elemento centrale è la piscina interna, cuore pulsante dell’esperienza di benessere: un’area dedicata all’idroterapia, dotata di 8 cascate cervicali e ben 9 idromassaggi.

La gestione delle temperature varia in base alla stagione, con particolare attenzione al controllo dell’acqua:È un elemento centrale nel benessere e per questo adottiamo sistemi di riciclo e monitoraggi costanti dei parametri…”, ha aggiunto Andriaccio.

Credit Photo by: V SPA

Accanto all’area acquatica, il percorso comprende massaggi orientati al rilassamento e alla riattivazione della circolazione, accompagnati da momenti di pausa con tisane e infusi.

Dal punto di vista professionale, Sabrina Andriaccio interpreta il ruolo della SPA finanche come realtà aziendale autonoma e che, perciò, richiede pianificazione, sostenibilità economica e gestione delle risorse umane.

…Una visione che supera l’idea del benessere quale semplice servizio accessorio, collocandolo all’interno di un modello organizzativo ben più ampio.

In un settore in continua trasformazione, la V SPA dimostra come il wellness si sia evoluto, perfettamente coniugando visione manageriale, innovazione e sostenibilità.

Credit Photo by: Damiana Cicconetti




1° dicembre: la Giornata Mondiale contro l’AIDS. Malattia ancora in agguato ma, forse, “dimenticata”

1° dicembre: la Giornata Mondiale contro l’AIDS. Malattia ancora in agguato ma, forse, “dimenticata”

Intervista alla D.ssa Patrizia Ferri, Segretario Generale e Direttore Amministrativo ANLAIDS – Sezione Lazio

di Damiana Cicconetti  

Nell’anno 1988 è stata istituita la Giornata Mondiale contro l‘AIDS, celebrata il 1° dicembre di ogni anno ed il cui simbolo, fin dal 1991, è rappresentato da un fiocco rosso incrociato, a significare l’abbraccio di tutte le persone impegnate nella lotta contro AIDS e malattie correlate al virus dell’HIV.

Una ricorrenza che merita massima attenzione, visti gli elevati numeri di coloro che sono affetti da AIDS e che ancor oggi sono contagiati dal virus dell’HIV, identificato per la prima volta nel 1981 e che, dunque, ha oramai oltre quarant’anni di vita.

Il picco massimo di vittime da HIV si è raggiunto nel 2004 ma a tutt’oggi è oltremodo elevato e oltretutto dimenticato: questo il grande cruccio della Dott.ssa Patrizia Ferri, Segretario Generale e Direttore Amministrativo della Sezione Laziale ANLAIDS, l’Associazione Nazionale Lotta contro l’AIDS, nata nel 1985 e di cui è stato emerito fondatore il Prof. Fernando Aiuti.

La Dott.ssa Ferri, oltre a rilasciare un’interessante intervista, ha fornito non pochi elementi di riflessione che permetteranno di fare maggior chiarezza sulla situazione attuale.

Dal 1981 sono morte per AIDS e malattie ad esso correlate ben 32,7 milioni di persone. Nel 2019 si sono contate 690.000 vittime, un numero sì inferiore rispetto a quello raggiunto nel 2010 – pari ad 1 milione – ma che non permette di abbassare la guardia e, anzi, deve preoccupare esattamente come è accaduto per il Covid-19.

“Perché i dati epidemiologici dei due anni a seguire, seppur dimezzati per ciò che concerne i nuovi positivi al virus dell’HIV, non si possono ritenere effettivi e, anzi, non potranno che aumentare, visto che l’accesso alle cure è stato drasticamente limitato a causa delle restrizioni adottate per contenere i contagi da Coronavirus…”.

Oltretutto, non può essere taciuta un’altra rilevante considerazione che la Dott.ssa Ferri lamenta giustamente: “A differenza del Covid, l’AIDS al suo esordio è stato erroneamente ritenuto un flagello che colpiva esclusivamente omosessuali, tossicodipendenti e mondo della prostituzione. Solo in seguito si è compreso trattarsi di una malattia che colpisce chiunque, indipendentemente dall’orientamento sessuale e/o dall’uso di droghe. Una malattia che, anzi, colpisce soprattutto gli etero-sessuali, al di là di insulsi pensieri elaborati da frange minoritarie che stigmatizzano a tutt’oggi categorie di persone e persino malattie ma che sarebbe opportuno vedere definitivamente tramontare…”.

Ed è, quindi, una fortuna che medicina e scienza abbiano proseguito il loro compito fin dall’inizio, mettendo in campo efficaci cure, oltre ad eccellenti campagne di informazione e prevenzione per assicurare diagnosi precoci, al fine di evitare l’aggravarsi della patologia, se conclamata e, al contempo, l’aumento dei contagi.

Cure e campagne nelle quali si è confidato fin dall’inizio, senza contestarle, seppur all’epoca sperimentali. Campagne e cure che non hanno subito battute d’arresto, se non quando è comparso il Coronavirus, agli inizi del 2020, una pandemia che ha concentrato su di sé l’attenzione del mondo intero, sminuendo l’importanza di AIDS e di ogni altra patologia cronica, altrettanto seria e letale, quali le malattie oncologiche, le cardiopatie o il diabete, a volerne citare solo alcune…”: confida, accorata, la Dott.ssa Ferri.

In effetti, prima della comparsa del Covid ben 26 milioni di malati di AIDS avevano sempre avuto modo di accedere alla terapia anti-retro-virale e 38 milioni erano stati diagnosticati positivi al virus dell’HIV e, quindi, debitamente monitorati. Va da sé che il numero di cotanti malati è destinato ad aumentare, proprio in considerazione delle mancate cure e/o diagnosi preventive a cui si è dovuto rinunciare.

Né è possibile tacere che a detenere il record dei contagi sono sempre stati i Paesi del Terzo Mondo, vista la mancata facilità di accesso alle cure – carenti, se non del tutto assenti – al punto che l’Africa ha continuato ad essere il continente più colpito al mondo con la presenza del 60% di tutti i soggetti malati di AIDS. 

Pertanto, la conseguenza di tante e tali trascuratezze comporterà l’aggravamento di una situazione già grave e di cui pagheranno le conseguenze proprio quegli stessi Paesi, del tutto “abbandonati”.

Ecco perché è opportuno ricordare alle Istituzioni internazionali – oggi più che mai – che l’AIDS non è scomparso; né può essere sottovalutato, seppur in presenza di altre patologie, calamità e pandemie…”: sostiene ancora la Dott.ssa Ferri.

E, in ogni caso, non si può non ricordare che a tutt’oggi non si è raggiunto l’obiettivo fondamentale: la scoperta di un vaccino in grado di debellare l’AIDS, perché esiste solo una terapia che, seppur efficace, non rappresenta la cura definitiva.

Per questo è opportuno proseguire la raccolta dei fondi, oltre ad aumentare la consapevolezza e l’attenzione di tutti, senza dimenticare la condizione di subordinazione e di emarginazione dei malati, colpiti persino in ambito lavorativo e sociale, oltre che personale…”. Questo l’intento-principe di ANLAIDS, di cui si fa nuovamente porta-voce la Dott.ssa Ferri che, anzi, prosegue: “Guai a sottovalutare l’importanza di tale giornata, rammentando, al contempo, che l’assistenza alle persone con AIDS è di primaria importanza per evitare l’aggravamento della patologia; parimenti utile quella alle persone con HIV. Senza tralasciare le attività di prevenzione e diagnosi precoce, fondamentali per evitare l’aumento dei contagi.  Mai, inoltre, sminuire il ruolo dell’educazione sanitaria, per sensibilizzare tutti – in primis i più giovani – soprattutto all’uso del profilattico, oltre che all’esecuzione di test rapidi in caso di dubbio sulla contrazione del virus…”.

Utile è, senza alcun dubbio, fornire il Numero di Telefono Verde AIDS e Infezioni Sessualmente Trasmissibili, attivato dall’Istituto Superiore della Sanità fin dal 2020: 800861061: un servizio multi-lingue e, invero, un numero a cui rispondono esperti in grado di fornire consigli utili a chiunque, non solo in occasione di questa ricorrenza bensì ogni giorno. 

Graphic created by: Germano Fauci




World Diabetes Day 2025: per celebrare la più complessa “malattia sociale” 

World Diabetes Day 2025: per celebrare la più complessa “malattia sociale” 

Il numero delle persone diabetiche nel mondo supera ormai i 500 milioni: una persona su dieci ne rimane colpita

di Giordana Fauci

Il 14 novembre è il World Diabetes Day, la Giornata Mondiale del Diabete, occasione davvero importante per celebrare una patologia che interessa ben 500 milioni di persone nel mondo e che, ad essere più precisi, colpisce 1 individuo su 10.

…Un numero davvero elevato e che è, oltretutto, destinato ad aumentare ancora, visto che si stima possa raggiungere i 650 milioni nel 2040.

Dunque, una giornata che concede la possibilità a chiunque di usufruire della conoscenza di nuovi devices e ultimi farmaci e che, al contempo, evidenzia le buone pratiche per la gestione della patologia, senza dimenticare di sensibilizzare non solo chi il diabete lo vive in prima persona – di certo, col supporto dei familiari –, bensì l’intera comunità, offrendo ad ognuno le stesse opportunità di curarsi in ciascuna delle “21 autonomie sanitarie”.

E l’Italia, ad onore del vero, vanta una posizione di massimo rispetto a differenza di altri partner internazionali, anche se “rimane urgente la necessità di svolgere attività multi-laterali per promuovere e migliorare la salute umana, nonché per facilitare l’accesso alle cure e alle istruzioni per l’assistenza familiare in tutto il mondo…”, come emerge dal documento dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che ha, perciò, designato la data del 14 novembre quale Giornata dedicata al Diabete, ovvero il giorno in cui è nato Frederick Grant Banting, il ricercatore che ha scoperto l’insulina nell’anno 1921, assieme al collega Charles Herbert Best.

L’insulina, in effetti, è il farmaco salva-vita grazie al quale il diabete non è più una malattia dall’esito inevitabilmente infausto.

Ma seppur è vero che dal 1921 molto è stato fatto, è ancor più vero che parecchio resta da fare. 

Ecco perché l’impegno di tutti verso una malattia sì grave e diffusa non deve avvenire solo in questa giornata. E ciò con l’evidente fine non solo di prevenire il diabete laddove è presente familiarità, ovvero permetterne la corretta gestione in caso di malattia conclamata ma, prima ancora, per giungere quanto prima ad una cura definitiva, anziché alla somministrazione quotidiana di un farmaco, che permette sì la sopravvivenza e il controllo ma non anche la guarigione.

…Una data, il 14 novembre, in cui ci si adopera per rendere noti finanche gli effetti della patologia. Dunque, le sue gravi “complicanze”.

Non a caso, il diabete è ritenuto la più complessa “malattia sociale”: una patologia che, perciò, merita di essere celebrata – ma, invero, ricordata – non solamente in questa data, bensì ogni giorno dell’anno.

Graphic created by: Nadia Di Mario 




Le Terme di Bagnaccio: il ritorno di un gioiello della Tuscia

Le Terme di Bagnaccio: il ritorno di un gioiello della Tuscia

Straordinaria riapertura delle Terme di Bagnaccio alle porte di Viterbo: un luogo paradisiaco, che i residenti amano definire “piccolo paradiso

di Giordana Fauci

Vi è un luogo, alle porte di Viterbo, che i residenti amano definire “un piccolo paradiso immerso nel verde”: si tratta delle antiche Terme di Bagnaccio, che, dopo tre anni di chiusura e di attesa, accompagnata da polemiche e speranze, lo scorso agosto sono tornate finalmente a rivivere. 

Una riapertura che non è solo un fatto locale bensì un vero e proprio segnale di rinascita per l’intera Tuscia, che così riconquista uno dei suoi simboli più autentici.

Perché il Bagnaccio non è una semplice stazione termale: è storia, natura, tradizione e comunità. 

In effetti, proprio in questo luogo, lungo la Via Francigena, i pellegrini hanno trovato ristoro per secoli, immergendosi nelle acque calde e benefiche che già i Romani conoscevano con il nome di Aquae Passeris, in onore della vicina località di Paliano. 

Una tradizione millenaria che, dunque, oggi è tornata a disposizione di cittadini e turisti, grazie al lavoro di recupero e valorizzazione portato avanti con passione.

Passeggiando tra i viali del parco, lo sguardo incontra subito l’armonia di un paesaggio unico: ampie vasche di acqua solfurea calda, circondate da vegetazione spontanea; scorci che si aprono sulla campagna viterbese; tramonti che si specchiano nelle acque fumanti. 

Qui la bellezza è semplice, autentica, capace di riconnettere chi arriva con il ritmo lento della natura.

Le vasche, ognuna con la sua particolarità, rappresentano l’anima del Bagnaccio: vi è la storica B4, intima e raccolta, amata da chi frequenta da sempre queste terme; poi, vi è la B5, la più calda e protetta, perfetta nelle giornate fredde. Infine, vi sono le grandi B1, B2 e B3, cuore pulsante del parco, ideali per un bagno rigenerante dopo una giornata di lavoro. 

Ogni notte ciascuna vasca viene svuotata, pulita e riempita di nuova acqua termale, garantendo la freschezza di un’esperienza che si rinnova quotidianamente.

Del resto, le proprietà delle acque non necessitano di alcuna presentazione, vista la presenza di solfato e bicarbonato: acque alcalino-terrose ed ipertermali che sgorgano alla temperatura di 63°C, note da sempre per i benefici che generano alla pelle, alle articolazioni ed all’apparato respiratorio. 

…Una vera medicina naturale che i viterbesi conoscono bene, tanto che molti scelgono di concedersi una sosta anche solo di mezz’ora, magari al termine della giornata lavorativa.

Ma il Bagnaccio non è solo salute: è cultura e rispetto per il territorio. 

Non a caso, accanto alle vasche, è nato un orto botanico dedicato alla conservazione della flora autoctona, realizzato in collaborazione con l’Università della Tuscia: un progetto che arricchisce l’esperienza dei visitatori, rafforzando il legame tra il parco e la sua terra, così trasformando ogni visita in un’occasione per scoprire la biodiversità del viterbese.

La storia di questo luogo è lunga e affascinante: dai Romani agli Etruschi, passando per i pellegrini medievali, fino ai camperisti di oggi.

Le Terme di Bagnaccio hanno sempre saputo adattarsi, rimanendo punto di riferimento per chi è alla ricerca di benessere e contatto con la natura. 

Fin dal Novecento, pertanto, non pochi sono stati i progetti ambiziosi, purtroppo mai realizzati, come quello del 1919 per la costruzione di nuove terme, a cui sono seguiti decenni di frequentazioni spontanee e, infine, dagli anni ’90, Bagnaccio Terme è finalmente divenuta una riscoperta. Invero, sempre più viva. 

Così, oggi, grazie all’impegno dell’Associazione di Promozione Sociale “Il Bagnaccio”, il sito sta vivendo una nuova stagione, più organizzata, sicura e rispettosa delle sue radici.

…Una visita alla Terme di Bagnaccio diviene, infatti, occasione per celebrare insieme il ritorno di un tesoro che appartiene alla città ed alla sua storia, permettendo la conoscenza di un luogo che, ora più che mai, rappresenta pace, salute e bellezza.

Perché le Terme del Bagnaccio non sono più considerate unicamente un parco termale, bensì un’esperienza che consente un tuffo in acque millenarie, con tramonti che si riflettono nel vapore; mentre il silenzio della campagna è interrotto solo dal gorgoglio delle sorgenti. 

Ecco perché non vi è dubbio: la Tuscia ha finalmente ritrovato uno dei suoi gioielli ed è, perciò, pronta ad accogliere chiunque voglia lasciarsi conquistare dalla sua magia senza tempo.

Credit Photo by: Luigi Fauci




Nel Lazio, l’11 ottobre si è tenuta la Giornata del Caregiver e dell’Inclusione Sociale 

Nel Lazio, l’11 ottobre si è tenuta la Giornata del Caregiver e dell’Inclusione Sociale 

Occasione per riconoscere, sostenere e valorizzare chi si prende cura degli altri

di Giordana Fauci

Nel Lazio, l’11 ottobre si è tenuta la Giornata del Caregiver e dell’Inclusione Sociale: un’occasione importante per mettere al centro dell’agenda pubblica il ruolo prezioso e spesso invisibile dei caregiver familiari, ossia coloro che, quotidianamente e senza compensi, si prendono cura di parenti non autosufficienti o con disabilità.

L’iniziativa è stata fortemente voluta dall’Assessore all’Inclusione Sociale e ai Servizi alla Persona della Regione Lazio, Massimiliano Maselli, che non ha potuto fare a meno di sottolineare quanto segue: “Solo nel Lazio vi sono oltre 25.000 caregiver che ogni giorno svolgono un lavoro silenzioso, gratuito e straordinario. Con tale Giornata abbiamo voluto dare loro visibilità, riconoscimento e sostegno, anche grazie all’approvazione della Legge Regionale n. 5/2024 che ne tutela finalmente i diritti…”.

Dunque, in occasione di questa giornata, si sono tenute tavole rotonde, testimonianze, confronti tra istituzioni, associazioni, cooperative sociali e sindacati. 

…Un’occasione per analizzare non solo i bisogni dei caregiver, ma anche le politiche attive messe in campo proprio dalla Regione Lazio, in materia di accoglienza, inclusione sociale, sostegno alla disabilità e integrazione socio-sanitaria.

…Perché i caregiver familiari – spesso donne o giovani – si trovano a dover gestire un impegno gravoso che rischia di compromettere il proprio percorso lavorativo, educativo o sociale, offrendo un supporto costante e indispensabile ai propri cari, spesso in condizioni di solitudine e con scarsissime tutele.

È essenziale garantire loro strumenti concreti di aiuto, affinché la cura degli altri non diventi un ostacolo alla realizzazione personale o professionale…” ha, perciò, aggiunto l’Assessore Maselli.

Un impegno che è impossibile non condividere.

…Perché prendersi cura degli altri non è solo un dovere familiare, ma una responsabilità collettiva che merita il giusto riconoscimento.

E, non a caso, il vero progresso sociale si misura da come trattiamo chi si prende cura degli altri.

Graphic created by: Germano Fauci




29 settembre: la Giornata Internazionale del Cuore

29 settembre: la Giornata Internazionale del Cuore

Il 29 settembre, da oltre vent’anni, si celebra la Giornata Internazionale del Cuore o World Heart Day, un’iniziativa promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) fin da 1999

di Giordana Fauci

Il 29 settembre, da oltre vent’anni, si celebra la Giornata Internazionale del Cuore o World Heart Day: un’iniziativa promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che coinvolge, fin dal 1999, oltre 200 associazioni in più di 100 Paesi, con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sull’importanza della prevenzione delle malattie cardiovascolari, che rappresentano la prima causa di morte nel mondo.

Nel 2025 questa giornata assume un significato particolare, perché le malattie cardiovascolari continuano a mietere 18,6 milioni di vite ogni anno, costituendo anche una delle principali cause di morbilità e disabilità. 

In Europa, secondo i dati della V° Edizione dello European Cardiovascular Disease Statistic, oltre 80 milioni di persone convivono con tali patologie, con un’allocazione quasi equa tra uomini (48%) e donne (52%). 

In totale le malattie cardiovascolari sono responsabili del decesso di 3,9 milioni di persone all’anno, rappresentando il 45% di tutte le cause di morte globali.

Per affrontare tale emergenza è, dunque, fondamentale adottare strategie efficaci di prevenzione e promuovere stili di vita sani, che possano ridurre sia l’insorgenza di malattie cardiovascolari sia il rischio di morti cardiache improvvise. 

Non a caso, il cuore, motore del corpo, ha bisogno di essere curato e mantenuto in salute. E ciò deve avvenire fin da giovani.

Pertanto, in occasione di questa Giornata è importante evidenziare cinque semplici accorgimenti per mantenere il cuore in salute:

1. Dieta equilibrata: seguire un’alimentazione ricca di frutta e verdura, evitando eccessi di grassi e carboidrati, è fondamentale per il benessere del cuore;

2. Controllo del peso: mantenere un peso corporeo sano è essenziale, poiché sovrappeso e obesità sono nemici del cuore;

3. Monitoraggio della pressione sanguigna: misurare regolarmente la pressione è cruciale, poiché livelli elevati possono danneggiare il sistema cardiovascolare;

4. Attività fisica regolare: anche una camminata veloce di 30 minuti al giorno può fare la differenza per la salute del cuore;

5. Stili di vita sani: moderare l’uso di alcol, evitare il fumo e limitare le bevande zuccherate e gli alimenti ad alto contenuto di grassi saturi è fondamentale per la salute cardiovascolare.

Inoltre, è importante sottoporsi a controlli clinici regolari, come visite cardiologiche annuali e monitoraggio della pressione sanguigna ogni 15 giorni, tenendo conto che un’adeguata sorveglianza della pressione arteriosa, con valori ottimali sotto 140/90 mmHg, è fondamentale per prevenire l’ipertensione.

Non bisogna, poi, sottovalutare i sintomi potenzialmente allarmanti, come mal di testa ricorrenti, palpitazioni, affaticamento nella vita quotidiana o disturbi visivi. È essenziale, infatti, consultare un medico e monitorare la pressione, anche attraverso un holter pressorio di 24 ore, se necessario.

Infine, per chi pratica sport, è importante eseguire una serie di esami mirati, come test da sforzo ed ecocardiogramma, per valutare l’idoneità fisica.

Da ultimo, ma non certo per importanza, è cruciale conoscere e prevenire i principali fattori di rischio per la salute cardiaca, tra cui:

– Fumo;

– Sedentarietà;

– Alimentazione scorretta;

– Sovrappeso e obesità;

– Ipertensione;

– Dislipidemie;

– Diabete mellito.

I programmi educativi previsti per il 2025 sono una parte fondamentale della Giornata: attraverso conferenze, dibattiti e iniziative pubbliche, esperti e associazioni di pazienti si impegnano anche per quest’anno a diffondere informazioni sulle malattie cardiovascolari e sui modi per prevenirle; senza dimenticare la vasta offerta di servizi di prevenzione gratuiti e distribuzione di materiali informativi.

Graphic created by: Damiana Cicconetti

 

September 29th: International Heart Day

For over twenty years, September 29th has been celebrated as International Heart Day or World Heart Day, an initiative promoted by the World Health Organization (WHO) since 1999

by Giordana Fauci

For over twenty years, September 29 has been celebrated as International Heart Day or World Heart Day: an initiative promoted by the World Health Organization (WHO), that has involved over 200 associations in more than 100 countries since 1999, with the aim of raising awareness among the population about the importance of preventing cardiovascular disease, which is the leading cause of death worldwide.

In 2025, this day takes on particular significance, as cardiovascular disease continues to claim 18.6 million lives each year, also constituting one of the leading causes of morbidity and disability.

In Europe, according to data from the 5th Edition of the European Cardiovascular Disease Statistics, over 80 million people live with these diseases, with an almost equal distribution between men (48%) and women (52%).

In total, cardiovascular disease is responsible for the deaths of 3.9 million people per year, accounting for 45% of all causes of death globally.

To tackle this emergency, it is therefore essential to adopt effective prevention strategies and promote healthy lifestyles, which can reduce both the onset of cardiovascular disease and the risk of sudden cardiac death.

It is no coincidence that the heart, the body’s engine, needs to be cared for and kept healthy. And this must start from a young age.

Therefore, on this Day, it is important to highlight five simple steps to keep your heart healthy:

1. Balanced diet: eating a diet rich in fruit and vegetables, avoiding excess fat and carbohydrates, is essential for heart health;

2. Weight control: maintaining a healthy body weight is essential, as being overweight and obese are enemies of the heart;

3. Blood pressure monitoring: measuring your blood pressure regularly is crucial, as high levels can damage the cardiovascular system;

4. Regular physical activity: even a brisk 30-minute walk every day can make a difference to your heart health;

5. Healthy lifestyle: moderating alcohol consumption, avoiding smoking, and limiting sugary drinks and foods high in saturated fat is essential for cardiovascular health.

In addition, it is important to undergo regular clinical checkups, such as annual cardiology visits and blood pressure monitoring every 15 days, bearing in mind that adequate blood pressure monitoring, with optimal values below 140/90 mmHg, is essential for preventing hypertension.

Potentially alarming symptoms, such as recurrent headaches, palpitations, fatigue in daily life, or visual disturbances, should not be underestimated. It is essential to consult a doctor and monitor blood pressure, including through a 24-hour holter monitor, if necessary.

Finally, for those who practice sport, it is important to perform a series of targeted tests, such as stress tests and echocardiograms, to assess physical fitness.

Last but not least, it is crucial to be aware of and prevent the main risk factors for heart health, including:

– Smoking;

– Sedentary lifestyle;

– Poor diet;

– Overweight and obesity;

– Hypertension;

– Dyslipidemia;

– Diabetes mellitus.

The educational programs planned for 2025 are a fundamental part of the Day: through conferences, debates, and public initiatives, experts and patient associations are committed once again this year to spreading information about cardiovascular diseases and ways to prevent them, not to mention the wide range of free prevention services and distribution of informational materials.

Graphic created by: Damiana Cicconetti