Claudia Conte madrina e moderatrice del “Caruso Tribute Prize 2026”

Claudia Conte madrina e moderatrice del “Caruso Tribute Prize 2026”

“Quella del Maestro Caruso è stata una voce capace di parlare all’Italia e agli italiani emigrati nel mondo, divenendo nel tempo un simbolo dell’eccellenza italiana…”, queste le parole di Claudia Conte

di Damiana Cicconetti

Martedì 6 ottobre, alla Camera dei Deputati, è stata presentata la sesta edizione del “Caruso Tribute Prize”, Premio ideato da Dante Mariti.

A ricoprire il ruolo di madrina e moderatrice dell’edizione 2026 Claudia Conte, giornalista e scrittrice.

All’incontro sono intervenuti il Presidente della Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone; l’On. Christian Di Sanzo; l’On. Elisa Montemagni e il Patron del Premio, Dante Mariti.

Il “Caruso Tribute Prize” è dedicato a personalità e realtà che, attraverso il proprio talento e impegno, hanno contribuito a rappresentare l’eccellenza italiana ed internazionale in diversi ambiti della cultura, dello spettacolo, della musica e della società.

Tra i premiati figurano Frate Alessandro, tenore francescano conosciuto come la “Voce di Assisi”; Mariano Rigillo, interprete di teatro, cinema e televisione; Peppe Servillo, cantante e attore; Danny Quinn, attore nato a Roma e protagonista di produzioni internazionali; Dominic Chianese, attore e cantante americano di origini italiane; Annalisa Minetti, cantautrice, interprete ed atleta e, infine, Mauro Masi, esperto di diritto d’autore e Intelligenza Artificiale, con esperienze in RAI e SIAE.

Riconoscimenti speciali anche alla Fondazione Festival Puccini, rappresentata dal Presidente Fabrizio Miracolo e dal direttore artistico Angelo Taddeo; a Nello Salza, interprete di colonne sonore e ambasciatore della musica italiana nel mondo; all’ex sindaco di New York Bill de Blasio, di origini campane; al medico italo-americano Rock Positano; allo chef campano Pasquale Cozzolino; al Metropolitan Opera di New York, per la diffusione delle opere dei grandi compositori italiani; all’UNESCO, destinataria di un premio speciale per il riconoscimento del canto lirico italiano come patrimonio culturale immateriale dell’Umanità; nonché all’attore e regista Francesco Branchetti, per l’impegno culturale e produttivo e al compositore e regista Marco Savatteri.

Il programma proseguirà il 13 ottobre all’Italian American Museum di New York, ove sarà dedicata una cerimonia alla comunità italo-americana e alla delegazione della Columbus.

Nel corso delle precedenti edizioni il “Caruso Tribute Prize” è stato assegnato a Katia Ricciarelli, Fabio Armiliato, Gianluca Terranova, Armand Assante e Santo Versace.

“Quella del Maestro Caruso è stata una voce capace di parlare all’Italia e agli italiani emigrati nel mondo, divenendo nel tempo un simbolo dell’eccellenza italiana. Dobbiamo fare in modo che anche i nostri giovani talenti possano contribuire alla diplomazia culturale; costruttori di ponti e non di muri, ambasciatori della nostra cultura e dei valori italiani nel mondo…”, queste le eloquenti parole di Claudia Conte.

Nel nome di Caruso il Premio rinnova il legame tra cultura italiana e Stati Uniti attraverso musica, cinema, teatro e arte, valorizzando una tradizione che, a partire dalla storia del grande tenore napoletano, continua a trovare espressione nella comunità italo-americana.

Foto dell’archivio personale di Claudia Conte




“Impronte”, su Rai Radio 1 il nuovo programma di Claudia Conte dedicato al mondo animale

“Impronte”, su Rai Radio 1 il nuovo programma di Claudia Conte dedicato al mondo animale

Storie, curiosità e testimonianze per raccontare il rapporto tra esseri umani e animali, dalla tutela della biodiversità alla pet-therapy

di Damiana Cicconetti

Raccontare il rapporto tra esseri umani e animali attraverso storie, testimonianze e curiosità. È questo l’obiettivo di “Impronte”, il nuovo programma di Rai Radio 1 condotto da Claudia Conte, in onda dal 24 settembre ogni giovedì dalle 10:30 alle 11:00.

Un appuntamento dedicato al mondo animale, che spazia dagli animali domestici alla fauna selvatica, affrontando temi legati alla tutela della biodiversità, al salvataggio e al soccorso degli animali.

Particolare attenzione è riservata anche agli animali che operano al fianco delle Forze Armate, protagonisti di attività e interventi spesso fondamentali.

Tra gli argomenti affrontati trovano spazio anche la pet-therapy, gli interventi assistiti con gli animali e il lavoro delle associazioni di volontariato.

A raccontare queste realtà sono le persone che quotidianamente si occupano della cura, della tutela e del benessere degli animali.

Il programma guarda, inoltre, al mondo della cultura, con una finestra dedicata a cinema e libri che hanno come protagonisti o tema centrale gli animali.

Tra i primi contenuti proposti da “Impronte” c’è “Parola di Cane”, scritto da Sara De Cristofaro, educatrice cinofila e Lauretana Satta, blogger.

Nel corso della prima puntata sono intervenuti Camilla Roses, ranger field, che ha raccontato il mondo dei safari in Sudafrica e Nicola Santini, protagonista di una testimonianza dedicata ai suoi tre Chihuahua.

Due storie differenti, accomunate dal legame quotidiano con gli animali e dalla volontà di raccontarne il ruolo all’interno della società.

Uno degli elementi distintivi del programma è anche il coinvolgimento diretto del pubblico.

Gli ascoltatori possono infatti condividere attraverso i social di Claudia Conte le proprie storie, esperienze e testimonianze legate agli animali.

Un modo per trasformare il programma in uno spazio di racconto e confronto, dando voce a chi vive ogni giorno un rapporto speciale con gli animali.

Le puntate di “Impronte” sono inoltre disponibili per il riascolto in formato podcast su RaiPlay Sound, permettendo agli ascoltatori di recuperare anche gli appuntamenti già andati in onda.

Foto dell’archivio personale di Claudia Conte




Enzo Salvi e l’amore per gli animali: “I cani sono angeli scesi dal cielo…”

Enzo Salvi e l’amore per gli animali: “I cani sono angeli scesi dal cielo…”

Dalla comicità romana al suo impegno per cani, pappagalli e non solo: l’attore racconta un legame fatto di amore, protezione e rispetto per gli animali

di Giordana Fauci

Il 26 settembre si celebra la Giornata Mondiale degli Amanti dei Cani, un’occasione per ricordare il valore del rapporto tra le persone e gli amici a quattro zampe. 

Un legame che attraversa anche il mondo dello spettacolo, ove sono numerosi i personaggi che hanno scelto di raccontare pubblicamente il proprio amore per gli animali.

È il caso di Enzo Salvi: volto noto della comicità romana, del cinema, della televisione e del teatro, la cui carriera è stata accompagnata da una passione per gli animali. Invero da sempre.

Prima di intraprendere la carriera artistica, Salvi ha lavorato come giardiniere per il Comune di Roma, occupandosi finanche della potatura di piante ad alto fusto. 

Un’esperienza che gli ha permesso di vivere quotidianamente a contatto con la natura, soprattutto nelle prime ore del mattino, nella pineta di Castel Fusano. 

Sono proprio quei ricordi, ad aver lasciato un “segno importante nella sua vita…”.

La sua popolarità è arrivata soprattutto attraverso il cinema e i cosiddetti “cine-panettoni”, con ben quindici film di Natale all’attivo e il successo di pellicole come “Natale sul Nilo“. 

Ed è stato ovvio che l’amore del noto attore verso gli animali arrivasse a coinvolgere il palcoscenico.

Così, con lo spettacolo “I love Pets”, Salvi ha portato a teatro questo mondo, registrando il tutto esaurito al Teatro Tirso de Molina e destinando parte del ricavato in beneficenza, ad associazioni impegnate nella tutela di cani e gatti in difficoltà. 

Anche nel cinema il rapporto con gli animali ha avuto un ruolo particolare: nel cortometraggio “Solamente tu”, che gli è valso il premio come miglior attore protagonista al Festival Cortinametraggio 2021, Enzo Salvi ha recitato  proprio accanto a Peggy, sua amata Labrador.

Significativo è, poi, il  ricordo di Victor, suo primo cane: un pastore tedesco che l’attore ha descritto come un figlio.

Non a caso, “Proteggere è la più bella voce del verbo amare…”:  convinzione che accompagna il suo rapporto con ogni animali .

Così, parlando di cani, Salvi li ha definiti “angeli scesi dal cielo…”, capaci di condividere con l’uomo una vita intensa, offrendo, ogni giorno, un amore puro e incondizionato.

Ma la sua attenzione non si e mai limitata ai soli cani, visto che parte importante del suo impegno riguarda anche i pappagalli. 

Salvi è, in effetti, Vicepresidente dell’associazione Passione Pappagalli Free Flight, presieduta da Chiara Alessandrini, realtà nata dalla volontà di condividere e promuovere una maggiore conoscenza di questi animali e del “volo libero”, con il supporto di esperti del settore.

L’obiettivo dell’associazione è educare i proprietari ad un approccio responsabile al volo dei pappagalli. Pertanto, prima di procedere, viene effettuata un’accurata bonifica del territorio, per verificare l’eventuale presenza di predatori, tra cui cornacchie, gabbiani e falchi, di modo da poter tutelare la sicurezza degli animali. 

Sono oltre trecento le persone che, secondo quanto ha reso noto da Enzo Salvi, condividono quest’interesse all’interno dell’associazione. 

In occasione dell’immimente Giornata Mondiale degli Amanti dei Cani, senza voler dimenticare, in realtà, l’intero mondo animale, come non ricordare le parole e il pensiero di Enzo Salvi: “I cani sono angeli scesi dal cielo, per condividere con noi la loro breve vita, donandoci ogni giorno amore puro e incondizionato…”.

Foto dell’archivio personale di Enzo Salvi




Salta l’incontro genitori-figli della ex-famiglia nel bosco 

Salta l’incontro genitori-figli della ex-famiglia nel bosco

Famiglia di Palmoli: anche il recente incontro programmato nella nuova abitazione è saltato, sempre in ragione del “superiore interesse dei minori”

di Giordana Fauci 

Famiglia di Palmoli: anche il recente incontro programmato nella nuova abitazione è saltato, sempre in ragione del “superiore interesse dei minori”, tolti ai genitori perché gli esperti erano contrari all’abitazione nel bosco e alla loro istruzione attraverso l’home-schooling.

Dunque, la domanda sorge spontanea: visto che è appena “saltato” anche l’incontro nella nuova casa (ben diversa da quella nel bosco) e visto che questi tre poveri angeli hanno appena iniziato ad andare a scuola (perché i genitori, pur di non perderli, si sono “adattati” al volere di detti esperti), perché, al di là di tanti e tali “adattamenti”, i tre bimbi non sono riusciti ad incontrare i genitori in questa nuova casa e, per di più, a pochi giorni dall’apertura delle scuole, dove tutti e tre si sono recati, seppur entrando da un cancello laterale, per evitare l’incontro coi giornalisti?

È, in effetti, il provvedimento del giudice a non essere rispettato ora… E, anzi, ancora! E a non rispettarlo sono proprio questi esperti.

Ora, infatti, gli esperti hanno ritenuto di non doverli far incontrare ai genitori, preferendo lasciarli “rinchiusi” dentro un mezzo (al di là delle temperature ancora elevate di questi giorni!), per evitare che la presenza dei giornalisti rischiasse di violare la loro privacy.

Eppure i giornalisti erano ben distanti dalla loro nuova casa e, in ogni caso, esiste il diritto/ dovere di cronaca.

Perché, quindi, anche l’incontro nella nuova casa è saltato?

Perché si è preferito far incontrare i tre bimbi coi genitori all’interno di un ospedale, di certo luogo inidoneo, in quanto destinato a persone malate?

Perché si continua a parlare di “interesse supremo dei minori”, anche se è a tutti noto che così tante volte questi tre poveri minori sono stati illusi, dopo essere stati strappati violentemente dai loro affetti ma, prima ancora, dai loro genitori, da ormai molti, moltissimi mesi?

A questo punto, non si può non dubitare: magari, pur avendo tanto insistito per fargli frequentare la scuola, adesso gli esperti decideranno di evitare la frequentazione scolastica, sempre nel loro “superiore interesse”… Quello di evitare che qualche giornalista o fotografo si “apposti” nei pressi della scuola per compiere il suo lavoro, documentando una realtà che nessuno ha fino ad ora compreso e che così tanti interrogativi ha generato e genera ancor oggi.

Perché tutto ciò é avvenuto mentre ognuno ha sempre svolto il suo dovere: i giornalisti tentando di documentare quel che accade ancora; il giudice emettendo un provvedimento che, però, gli esperti hanno disatteso ed eludono ancora oggi. Ovviamente sempre e solo “nel supremo interesse dei tre minori”.

…Tre minori che vivevano serenamente in un bosco, assieme ai loro amati genitori e ai loro adorabili animali; tre figli istruiti attraverso l’home-schooling ma, prima ancora, “educati, mantenuti ed istruiti da entrambi i genitori…”, come prevede il nostro Codice Civile (art. 147) ma, prima ancora, la stessa Costituzione (art. 30).

…Tre figli minori che non hanno subito abusi, soprusi e/o maltrattamenti tali da dover cagionare cotanti interventi, in un Paese che è – e non potrebbe non essere – democratico.

Chissà! Forse qualcuno sta sbagliando, ovvero ha già sbagliato. E quel che è ancor più grave è che, probabilmente, a sbagliare sono stati quegli stessi esperti tenuti ad intervenire nel “supremo interesse dei minori”.

Credit Photo by: Garante Infanzia




“Mio fratello Wilson”, il libro di Andrea Castellani: una storia vera che racconta il legame profondo tra un bambino e il suo cane

“Mio fratello Wilson”, il libro di Andrea Castellani: una storia vera che racconta il legame profondo tra un bambino e il suo cane

“Quando un animale entra a far parte della nostra vita, lascia un segno indelebile. Ci cambia per sempre e in meglio. Con questa storia ho voluto raccontare quanto i quasi diciassette anni trascorsi in compagnia di Wilson siano stati importanti per me e per la mia famiglia…”, queste le parole di Andrea Castellani, illustratore di libri e regista di animazione

di Damiana Cicconetti

Un cane, un bambino, una famiglia. È da questo legame che nasce “Mio fratello Wilson“, il nuovo libro di Andrea Castellani, scrittore, illustratore di libri e regista di animazione da oltre vent’anni, che nel 2001 ha fondato CARTOBALENO, studio di produzione di cui è direttore.

“Mio fratello Wilson” nasce dall’esperienza personale di Castellani e dal rapporto vissuto per diciassette anni con il proprio cane.

Attraverso una narrazione delicata, il libro immagina la crescita parallela di un ragazzo e del suo compagno a quattro zampe, raccontando come possano divenire, giorno dopo giorno, fratelli, condividendo giochi, scoperte, cambiamenti e affetto incondizionato.

…Una storia che parla ai bambini ma anche agli adulti, ricordando come il tempo trascorso insieme agli animali lasci un segno destinato a durare per sempre.

Il libro è arrivato in libreria il 25 agosto, alla vigilia del 26 agosto, Giornata Mondiale del Cane, una ricorrenza che, insieme al 26 settembre, Giornata dell’Amante dei Cani, rappresenta un momento simbolico per celebrare il rapporto speciale che ci unisce ai nostri amici a quattro zampe.

“Quando un animale entra a far parte della nostra vita, lascia un segno indelebile. Ci cambia per sempre e in meglio. Con questa storia ho voluto raccontare quanto i diciassette anni trascorsi in compagnia di Wilson siano stati importanti per me e per la mia famiglia…”, ha raccontato Castellani.

“Il libro ha come protagonista un cane, ma si rivolge a tutti coloro che condividono la propria vita con un animale che sia un cane, un gatto o un pesce rosso. Ispirandomi alla mia esperienza personale, ho immaginato come sarebbe stato se mio figlio e Wilson fossero cresciuti insieme, condividendo la stessa età e ogni tappa della loro vita. Mentre scrivevo mi sono reso conto di quanto siano i piccoli gesti quotidiani, quelli che spesso diamo per scontati, a costruire un legame così profondo con i nostri compagni animali….”, ha aggiunto.

Castellani ha scelto di devolvere i proventi derivanti dai diritti d’autore a ENPA, trasformando una storia personale in un gesto concreto a sostegno della protezione degli animali.

“Completato il libro – afferma Andrea Castellani – ho pensato che sarebbe stato bello devolvere gli eventuali proventi ad un’associazione che si occupasse di protezione animali. Mi rendo conto sia una goccia nel mare, spero che il libro possa sensibilizzare riguardo al valore della vita di ogni creatura…”.

Un pensiero condiviso da Giusy D’Angelo, Presidente Nazionale ENPA: “Quando un animale entra a far parte della nostra famiglia diventa fratello, sorella, un compagno di crescita, una presenza che contribuisce allo sviluppo emotivo dei bambini e al benessere dell’intero nucleo familiare…”.

Lo stesso articolo 9 della Costituzione riconosce “la tutela degli animali come valore della Repubblica…”.

Perché insegnare ai bambini ad amare e rispettare gli animali significa educarli alla responsabilità, all’empatia e alla cura dell’altro, costruendo una cultura del rispetto.

Credit Photo by: Andrea Castellani




Bomba d’acqua a Roma: albero cade su un’auto, ferito gravemente il conducente

Bomba d’acqua a Roma: albero cade su un’auto, ferito gravemente il conducente

Il nubifragio ha provocato allagamenti, caduta di alberi e rami, nonché forti disagi alla viabilità. Oltre 120 gli interventi dei vigili del fuoco nella Capitale e nei comuni limitrofi

di Giordana Fauci

Il violento nubifragio che ha colpito Roma nella giornata di giovedì 10 settembre ha provocato numerosi disagi in diversi quadranti della Capitale.

Piogge intense, allagamenti, alberi e rami caduti hanno impegnato per ore i vigili del fuoco, con oltre 120 interventi effettuati e circa 50 richieste ancora da evadere.

Credit Video by: Luigi Fauci

Tra gli episodi più gravi, quello avvenuto in Via Ardeatina, all’altezza dell’incrocio con Via delle Sette Chiese, dove un albero è precipitato su un’automobile.

Sul posto è intervenuta la squadra 7/A di Ostiense dei vigili del fuoco, insieme all’autogru, per liberare il conducente rimasto intrappolato all’interno della vettura.

L’uomo è stato estratto dall’abitacolo e affidato ai sanitari dell’Ares 118, che lo hanno trasportato in ospedale in codice rosso.

La forte ondata di maltempo ha interessato numerose zone della città. Sulla via Appia, all’altezza di Ciampino, i vigili del fuoco sono intervenuti anche con mezzi anfibi per soccorrere automobilisti rimasti bloccati nei sottopassaggi allagati.

Situazione critica anche in via della Stazione Aurelia, all’incrocio con via dei Bevilacqua, dove diversi automobilisti sono rimasti intrappolati nelle proprie vetture a causa dell’acqua e, perciò, soccorsi dalle squadre dei vigili del fuoco.

Credit Video by: Luigi Fauci

Interventi analoghi si sono registrati sulla via Cristoforo Colombo, all’altezza di Viale Europa.

Numerose le segnalazioni per alberi e rami pericolanti, pali telefonici caduti e allagamenti, anche all’interno di abitazioni. Nel quartiere Aurelio, in via del Casale di San Pio V, un pino è stato colpito da un fulmine e ha preso fuoco.

All’Esquilino, invece, il forte vento ha danneggiato il portone di un palazzo.

Disagi anche fuori dalla Capitale. A Velletri un grosso pino alto circa 25 metri è stato colpito da un fulmine, mentre in diverse strade si sono formate voragini a causa delle intense precipitazioni.

Le squadre dei vigili del fuoco continuano a operare sul territorio in coordinamento con la Polizia Locale di Roma Capitale e con le forze di polizia locale dei comuni interessati dall’ondata di maltempo, che ha avuto ripercussioni anche sul trasporto pubblico.

Cinecittà, Subaugusta e Lucio Sestio, sulla linea A della metropolitana, sono state temporaneamente chiuse. A comunicarlo è stata Atac, attraverso i propri canali social.

Una giornata di forte maltempo che ha dunque messo a dura prova la Capitale, con numerosi interventi ancora in corso per fronteggiare le conseguenze delle piogge e garantire la sicurezza di automobilisti e cittadini.

Credit Photo by: Luigi Fauci




Tragedia a Times Square: uccisa a coltellate Erin Piacenti, vicepresidente di Bank of America 

Tragedia a Times Square: uccisa a coltellate Erin Piacenti, vicepresidente di Bank of America

Follia nell’area più sorvegliata della città: la killer era da tempo seguita per problemi psichiatrici

di Damiana Cicconetti 

Nel pieno pomeriggio di lunedì 31 agosto, l’incrocio tra la Settima Avenue e la 42esima strada di fronte a One Times Square si è trasformato nel teatro di un’aggressione improvvisa e brutale.

Poco prima delle 16:30, in quello che è considerato il «crocevia del mondo», una donna ha estratto due grossi coltelli da cucina da una busta della spesa e si è scagliata su due passanti.

A perdere la vita è Erin Piacenti, 32 anni, manager del New Jersey e vicepresidente di Bank of America.

La donna, tornata al lavoro da pochissimo dopo la licenza di maternità, è stata trafitta all’addome mentre camminava a poca distanza dal quartier generale dell’istituto a Bryant Park.

Ferito gravemente ma in condizioni stabili anche un uomo di 68 anni, colpito all’uscita della metropolitana sotto gli occhi della moglie.

La dinamica, ricostruita dal NYPD anche grazie ai video diffusi sui social network, parla di un’azione fulminea.

Pamela Cisneros, 49 anni, residente nel Queens, ha prima colpito l’anziano; appena venti secondi dopo si è avventata sulla donna.

In pochissimi istanti una decina di agenti della vicina stazione di polizia di Times Square ha circondato l’aggressore.

Ne sono seguiti quattro minuti di altissima tensione.

Gli agenti hanno tentato ripetutamente di persuaderla a posare i coltelli. Dopo il fallimento del taser, inefficace nell’immobilizzarla, Cisneros si è scagliata contro i poliziotti.

A quel punto, due agenti hanno aperto il fuoco. Trasportata d’urgenza in ospedale, la donna è deceduta poco dopo.

La commissioner della polizia Jessica Tisch e il sindaco Zohran Mamdani hanno escluso qualsiasi matrice terroristica.

Cisneros era già nota alle forze dell’ordine per una complessa storia di disturbi mentali che avevano richiesto l’intervento della polizia sia nel 2018 sia nel 2019.

“Gli agenti hanno impedito che un attacco folle degenerasse ulteriormente…”, ha dichiarato il sindaco Mamdani.

L’episodio, tuttavia, ha riacceso il dibattito sulla gestione della salute mentale in città e sulla tutela dei grandi snodi urbani, arrivando alla vigilia del ponte del Labor Day, quando Times Square attende centinaia di migliaia di turisti.

Credit Photo by: RTE




Mediaset: segretaria di redazione precipita dagli studi di Cologno Monzese, Marta muore a 27 anni

Mediaset: segretaria di redazione precipita dagli studi di Cologno Monzese, Marta muore a 27 anni

“Marta era qui a Mediaset tutti i giorni. Lavorava con noi e ci regalava la sua umanità e la sua dolcezza…”, queste le parole del giornalista e conduttore televisivo Giuseppe Brindisi

di Damiana Cicconetti

Una tragedia ha colpito Mediaset e, in particolare, la redazione di Videonews: Marta, giovane segretaria di redazione di 27 anni, è morta dopo essere precipitata lunedì 31 agosto dall’ottavo piano di un edificio degli studi televisivi di Cologno Monzese.

L’allarme era scattato intorno alle 15:00. Sul posto sono intervenuti i soccorritori, le forze dell’ordine, i vigili del fuoco e l’elisoccorso.

La ragazza è stata trasportata d’urgenza all’ospedale San Gerardo di Monza, dove è arrivata in condizioni estremamente gravi.

Nonostante gli interventi dei sanitari, nelle ore successive è arrivata la drammatica notizia della sua morte.

Marta lavorava in Mediaset dal 2021 come segretaria di redazione e faceva parte della squadra di Videonews.

Da tempo collaborava anche alla realizzazione di “Zona Bianca”, il programma di Rete 4 condotto da Giuseppe Brindisi.

In apertura della puntata di “Zona Bianca” di lunedì sera, Giuseppe Brindisi ha voluto dedicarle un momento di ricordo, circondato da alcuni dei colleghi che avevano lavorato con lei.

“Questa sera, nell’anteprima di Zona Bianca, voglio parlarvi di Marta, una nostra giovane collega che oggi ci ha lasciato…”, ha esordito il conduttore commosso.

Alle sue spalle, sul grande led dello studio, la scritta “Ciao Marta…”.

Brindisi ha poi ricordato Marta per la sua presenza quotidiana negli studi Mediaset e per le qualità umane che, nel tempo, avevano conquistato chi lavorava con lei: “Marta era qui a Mediaset tutti i giorni. Lavorava con noi e ci regalava la sua umanità e la sua dolcezza…”, ha detto il conduttore.

Parole che hanno accompagnato un momento di grande commozione, prima dell’ultimo saluto: “A nome della squadra di Zona Bianca, a nome di Videonews e di tutta Mediaset, di salutarla per l’ultima volta. Tutta la nostra azienda si stringe intorno alla sua famiglia che oggi sentiamo come la nostra famiglia…”.

Sulla morte della giovane sono in corso gli accertamenti delle forze dell’ordine.

Gli investigatori dovranno ricostruire con precisione quanto accaduto e chiarire le circostanze della caduta, valutando le diverse ipotesi ancora al vaglio.

Al momento, dunque, non è possibile stabilire con certezza se si sia trattato di un incidente o di un gesto volontario.

Credit Photo by: Pambianco




“Beach in a jar”, il trend social che danneggia l’ambiente

“Beach in a jar”, il trend social che danneggia l’ambiente

Dalla spiaggia al barattolo: il fenomeno social che minaccia l’equilibrio dei sedimenti marini

di Giordana Fauci

Un barattolo di vetro riempito con sabbia, conchiglie e piccoli frammenti raccolti sulla battigia è questa l’idea alla base di “Beach in a jar”, un trend che nelle ultime settimane ha trovato spazio sui social.

Il fenomeno nasce dal desiderio di conservare un ricordo concreto del luogo visitato. Ma ciò che viene presentato on line come un gesto creativo e innocuo riguarda in realtà materiali che fanno parte dell’ambiente costiero e che non possono essere prelevati liberamente.

In Italia l’asportazione di materiali dal demanio marittimo è soggetta a precise limitazioni: il primo riferimento è il Codice della Navigazione in cui l’articolo 28 stabilisce che fanno parte del demanio marittimo, tra gli altri beni, il lido e la spiaggia.

L’articolo 1162 disciplina, invece, l’estrazione abusiva di arena, alghe, ghiaia o altri materiali dal demanio marittimo o dal mare territoriale senza la concessione prevista dalla legge.

La violazione dell’articolo 1162 può comportare una sanzione amministrativa da 1.549 a 9.296 euro.

Uno degli esempi più noti è quello della Sardegna, ove una normativa regionale ha introdotto disposizioni specifiche per contrastare l’asportazione di sabbia, ciottoli e conchiglie dal litorale.

La Legge Regionale n. 16 del 28 luglio 2017 prevede sanzioni amministrative che possono andare da 500 a 3.000 euro per determinate violazioni relative alla raccolta e all’asportazione di questi materiali.

La normativa ha, inoltre, ampliato il quadro dei soggetti che possono effettuare controlli e contestare le violazioni, coinvolgendo anche il corpo forestale e di vigilanza ambientale e le polizie locali.

Il tema è particolarmente rilevante in una regione dove le spiagge rappresentano una delle principali attrazioni turistiche e la sottrazione di sabbia, ciottoli e conchiglie è diventata negli anni un fenomeno monitorato dalle autorità.

Una conchiglia vuota può, in effetti, continuare ad avere una funzione anche dopo la morte del mollusco che l’ha prodotta.

Il caso più conosciuto è quello dei paguri, crostacei dal corpo morbido che utilizzano i gusci vuoti dei gasteropodi come protezione.

Le conchiglie svolgono anche un ruolo nel ciclo naturale dei sedimenti. Sono costituite prevalentemente da carbonato di calcio; mentre una parte minore è composta da sostanze organiche. Nel tempo, il movimento delle onde e l’attrito con gli altri sedimenti ne provocano il deterioramento e la frammentazione.

Le conchiglie costituiscono pertanto una componente del materiale sedimentario e, in alcuni ambienti, possono contribuire in modo significativo al suo bilancio.

Uno studio condotto lungo la costa mediterranea della penisola iberica ha confrontato la quantità di conchiglie presenti sulla battigia in due periodi tra il 1978-1981 e il 2008-2010.

In circa trent’anni gli arrivi turistici sono aumentati di 2,74 volte; mentre l’abbondanza delle conchiglie sulla riva era diminuita di 2,62 volte.

Gli autori hanno inoltre evidenziato le potenziali conseguenze della perdita di questo materiale sul riciclo del carbonato di calcio, sulla disponibilità di habitat e, potenzialmente, sull’equilibrio dei sedimenti.

Ed è proprio la ripetizione del comportamento da parte di un numero crescente di visitatori a trasformare il trend in un problema ambientale.

La diffusione di una pratica sui social può trasformare rapidamente un comportamento personale in un fenomeno collettivo.

Guardare, fotografare e lasciare sulla spiaggia ciò che si trova significa permettere alla conchiglia di continuare il proprio percorso naturale e, allo stesso tempo, rispettare le regole che tutelano il demanio marittimo.




Rita De Crescenzo acquista una scimmietta in Egitto e scoppia la bufera social

Rita De Crescenzo acquista una scimmietta in Egitto e scoppia la bufera social

“L’acquisto, la vendita e il possesso di scimmie sono severamente vietati dalla legge italiana e non solo; qualsiasi forma di commercio di primati rientra nel mercato nero del traffico illegale di fauna selvatica…”, queste le parole del deputato Avs Francesco Borrelli

di Damiana Cicconetti

Rita De Crescenzo, tiktoker napoletana, torna al centro dell’attenzione dopo aver pubblicato diversi video sui social nei quali mostra una scimmietta che ha acquistato in Egitto.

Nei filmati il piccolo animale appare tra le sue braccia con un pannolino e un vestitino mentre beve latte dal biberon; in un’altra scena viene mostrato mentre mangia in braccio al marito della creator.

Le immagini hanno rapidamente raccolto migliaia di commenti e reazioni, tra critiche degli utenti e gli interventi di associazioni e rappresentanti impegnati nella tutela degli animali.

Il caso è stato rilanciato dal deputato Francesco Emilio Borrelli che ha annunciato una segnalazione alle autorità competenti: “L’acquisto, la vendita e il possesso di scimmie sono severamente vietati dalla legge italiana e non solo; qualsiasi forma di commercio di primati rientra nel mercato nero del traffico illegale di fauna selvatica…”.

Nei contenuti pubblicati sui social De Crescenzo racconta inizialmente di aver acquistato la scimmietta durante il viaggio in Egitto, spiegando di non conoscere ancora il sesso dell’animale e valutando possibili nomi.

Successivamente la tiktoker racconta di aver acquistato due esemplari, spiegando che uno sarebbe rimasto con lei mentre l’altro sarebbe stato affidato a una persona di sua conoscenza.

In un altro filmato, però, la versione cambia. De Crescenzo racconta di aver trovato la scimmia all’interno di uno scatolone e di averla raccolta dalla strada.

Rispondendo alle critiche ricevute sui social De Crescenzo ha dichiarato: “La scimmia è mia e resta con me…”.

A suscitare il dibattito sono anche le modalità con cui la scimmia viene rappresentata nei video. Il primate viene tenuto in braccio, vestito, con un pannolino e alimentato attraverso un biberon. Una rappresentazione che richiama volutamente quella di un bambino.

L’etologa Chiara Grasso, Presidente dell’Associazione Etico-scienza, ha evidenziato il rischio di trasformare la cura di un animale selvatico in una forma di umanizzazione.

Ciò che può apparire tenero agli occhi di una persona non coincide necessariamente con ciò che garantisce il benessere dell’animale.

Il rischio è confondere l’affetto con una corretta gestione, attribuendo al primate comportamenti, bisogni e caratteristiche proprie dell’essere umano.

A questo si aggiungono i rischi legati alle zoonosi e alle conseguenze della privazione del contesto naturale.

La vicenda pone anche una questione più ampia, che va oltre il singolo animale: la responsabilità dei contenuti pubblicati sui social.

Quando un animale selvatico viene rappresentato come un animale da compagnia, soprattutto attraverso il profilo di una persona seguita da un pubblico molto ampio, quella situazione può apparire normale, desiderabile e replicabile.

Il primate diventa così un elemento della quotidianità domestica: viene tenuto in braccio, alimentato, vestito e inserito nelle dinamiche familiari.

La dimensione spettacolare del contenuto rischia di mettere in secondo piano la natura dell’animale e le sue specifiche necessità.

Come ha evidenziato Chiara Grasso, l’incessante ricerca di like può alimentare, anche inconsapevolmente, mercati illegali e modelli turistici dannosi per la biodiversità.

La presenza di un primate introduce anche un profilo strettamente giuridico.

Il commercio internazionale di numerose specie selvatiche è disciplinato dalla Convenzione di Washington, nota come CITES.

In Italia la materia è regolata dalla legge 7 febbraio 1992, n. 150, che prevede specifiche disposizioni in materia di importazione, esportazione, trasporto, commercio e detenzione di esemplari appartenenti a specie tutelate, privi della documentazione richiesta.

A questo quadro si aggiunge il decreto legislativo 5 agosto 2022, n. 135, che disciplina la detenzione, la commercializzazione e l’importazione di esemplari vivi di specie selvatiche ed esotiche prelevati dal loro ambiente naturale, fatte salve le eccezioni previste dalla normativa.

Tra le associazioni intervenute sulla vicenda c’è EARTH, realtà impegnata nella tutela dell’ambiente e degli animali.

La Presidente Valentina Coppola ha posto l’attenzione sull’età apparentemente molto giovane dell’esemplare e su una pratica più generale: la sottrazione di cuccioli di animali selvatici alle cure parentali per destinarli al mercato degli animali da compagnia.

Coppola ha, inoltre, richiamato il modo in cui l’opinione pubblica tende a reagire in maniera diversa a seconda della specie coinvolta. Una scimmia suscita empatia perché, per caratteristiche fisiche e comportamentali, viene percepita come particolarmente vicina all’essere umano. Ma il problema dovrebbe riguardare anche gli altri animali selvatici che vengono sottratti precocemente alle cure parentali e allevati dall’uomo.

Credit Photo by: Rita De Crescenzo