“Dalla testa ai piedi. Il corpo nella Collezione Würth”: a Capena, un viaggio nell’arte che racconta l’identità umana

“Dalla testa ai piedi. Il corpo nella Collezione Würth”: a Capena, un viaggio nell’arte che racconta l’identità umana
All’Art Forum Würth Capena oltre cinquanta opere di grandi maestri internazionali per esplorare il corpo come simbolo, memoria e specchio delle trasformazioni del nostro tempo
di Giordana Fauci
Venerdì 15 maggio, presso l’Art Forum Würth Capena, si è tenuta la presentazione ufficiale della mostra “Dalla testa ai piedi. Il corpo nella Collezione Würth”, accompagnata da una visita guidata riservata alla stampa, a cura di Valentina Spagnuolo, Direttrice dell’Art Forum.
L’esposizione, in mostra dal 18 maggio 2026 all’11 settembre 2027, raccoglie oltre cinquanta opere firmate da trentanove artisti internazionali, tra dipinti, sculture, fotografie, collage e stampe, costruendo un articolato itinerario visivo che attraversa più di un secolo di ricerca artistica.
Il corpo emerge come protagonista assoluto: presenza fisica e insieme metafora, luogo dell’identità e della memoria, spazio di conflitto, fragilità, desiderio e trasformazione.
La mostra propone una riflessione ampia e stratificata sul modo in cui il corpo è stato rappresentato e reinterpretato dall’arte moderna e contemporanea: si passa dalle forme monumentali e sensuali di Fernando Botero alle tensioni espressive di Georg Baselitz, dalle anatomie frammentate di Louise Bourgeois alla forza gestuale di Kazuo Shiraga, fino alle icone pop di Andy Warhol.
Il corpo appare talvolta riconoscibile e narrativo, altre volte deformato, nascosto o evocato attraverso segni e materiali. In questo modo la mostra riesce a raccontare le profonde trasformazioni culturali che hanno attraversato il Novecento e il contemporaneo: guerre, mutamenti sociali, rivoluzioni estetiche, crisi identitarie e nuove forme di percezione del sé.
Tra gli artisti presenti figurano nomi fondamentali della scena internazionale come Magdalena Abakanowicz, Hans Arp, Giorgio De Chirico, Antony Gormley, Alex Katz, Marc Quinn, Antoni Tàpies e Francesco Clemente, accanto a numerosi altri protagonisti della ricerca artistica europea ed internazionale.
Particolarmente significativo è il dialogo tra le opere storiche e contemporanee, che permette al visitatore di osservare come la rappresentazione del corpo si sia progressivamente trasformata da immagine idealizzata a territorio di sperimentazione psicologica, politica e concettuale.
Il corpo diventa così archivio emotivo, superficie vulnerabile, strumento di denuncia o mezzo di affermazione individuale.
La scelta curatoriale punta inoltre a valorizzare la varietà dei linguaggi artistici presenti nella Collezione Würth, una delle raccolte più importanti d’Europa, da sempre impegnata nella promozione dell’arte contemporanea attraverso esposizioni, attività educative e iniziative culturali aperte al pubblico.








