“Vendemmiata Romana 2026”, l’Orto Botanico di Roma celebra il rito dell’uva
All’Orto Botanico di Roma la quinta edizione della grande festa dedicata alla vendemmia: una giornata tra raccolta dell’uva, musica, danze popolari, laboratori, degustazioni e tradizioni contadine
di Damiana Cicconetti
Domenica 13 settembre l’Orto Botanico di Roma torna a celebrare uno dei momenti più suggestivi del calendario agricolo con la quinta edizione di “Vendemmiata Romana”, una giornata dedicata alla cultura della vite, del vino e delle tradizioni popolari.
A fare da protagonista sarà il Vigneto Italia, lo straordinario museo realizzato all’interno del giardino trasteverino, ove sono coltivate 150 varietà di vitigni autoctoni provenienti da tutte le regioni italiane.
Un patrimonio di biodiversità che, nel giorno della vendemmia, potrà essere scoperto e vissuto dal pubblico attraverso un programma pensato per adulti e bambini.
Dalle 9:00 alle 18:30 gli spazi dell’Orto Botanico saranno animati da giochi, laboratori creativi e didattici dedicati al mondo della vite e del vino, visite guidate, musica, canti e danze tradizionali, in un’atmosfera capace di coinvolgere grandi e piccoli.
È proprio il Vigneto Italia il grande protagonista della Vendemmiata Romana. Nato nel 2018 grazie all’iniziativa di Luca Maroni e Francesca Romana Maroni, in collaborazione con La Sapienza di Roma, l’Università della Tuscia e i Vivai Cooperativi Rauscedo, il vigneto rappresenta un progetto unico nel suo genere.
In circa 500 metri quadrati sono state riunite centocinquanta varietà di vitigni autoctoni italiani, provenienti da tutte le regioni del Paese, isole comprese. A queste si aggiungono venti varietà internazionali.
È una straordinaria concentrazione di biodiversità: vitigni diversi per storia, caratteristiche e territorio vengono coltivati nello stesso luogo, sottoposti alle medesime condizioni climatiche e osservati nel loro comportamento e nella loro capacità di adattamento.
Il risultato è un vero e proprio museo vivente della viticoltura italiana, ove la biodiversità non viene soltanto raccontata ma può essere osservata, studiata e preservata.
Durante la giornata non mancheranno canti, stornelli e musiche popolari, accompagnati da danze tradizionali come la pizzica e il saltarello, espressioni di una cultura popolare che attraversa il Centro e il Sud Italia e che per secoli ha accompagnato feste, raccolti e momenti di comunità.
L’idea è quella di ricreare, nel cuore della città, l’atmosfera della festa di paese: quella in cui il lavoro nei campi diviene occasione d’incontro, il raccolto patrimonio comune e il vino simbolo di condivisione.
Conservare in un unico spazio un patrimonio così ampio di varietà viticole significa custodire una parte importante della storia agricola e culturale del Paese, in un contesto urbano che invita a riscoprire un rapporto più diretto con la natura.
Credit Photo by: Vendemmiata Romana







