Emergenza nel Mar Ionio: strage di tartarughe Caretta Caretta a Corfù
Inquinamento da plastica, collisioni con le imbarcazioni e catture accidentali tra le principali minacce per la specie
di Damiana Cicconetti
Numerose tartarughe marine Caretta Caretta sono state rinvenute prive di vita sulle spiagge di Corfù, in Grecia.
Gli esemplari sono stati rinvenuti lungo le coste dell’isola dai turisti; un fenomeno che si inserisce nel quadro delle numerose minacce che interessano la specie nel Mar Ionio.
Tra i principali fattori di rischio l’inquinamento da plastica, le collisioni con le imbarcazioni e le catture accidentali legate alle attività di pesca.
Tra le minacce più rilevanti vi è l’ingestione di rifiuti plastici.
Sacchetti e frammenti di materiale plastico possono essere confusi dalle tartarughe con prede naturali, in particolare con le meduse.
Una volta ingeriti, provocano problemi all’apparato digerente, fino a determinare un’ostruzione intestinale.
L’animale non riesce più ad alimentarsi correttamente, andando incontro ad un progressivo indebolimento che, nei casi più gravi, può condurre alla morte.
Un ulteriore pericolo è rappresentato dal traffico nautico. Le collisioni con le imbarcazioni provocano traumi letali; mentre le eliche causano profonde lacerazioni, fratture del carapace e lesioni al cranio.
Anche le attività di pesca costituiscono una minaccia significativa. Reti abbandonate o disperse in mare, ami da palangaro e altri attrezzi possono ferire o intrappolare le tartarughe, impedendo loro di raggiungere la superficie per respirare. Le cosiddette “reti fantasma” possono, poi, continuare a rappresentare un pericolo anche dopo essere state perse o abbandonate, trasformandosi in trappole per la fauna marina.
Tra le possibili spiegazioni di fronte a una carcassa emerge anche quella di un attacco da parte di uno squalo. Tuttavia, la presenza di segni di morso sul corpo di una tartaruga non permette di stabilire automaticamente che l’animale sia stato ucciso da un predatore.
Le lesioni possono essere state provocate dopo il decesso, quando la carcassa è stata interessata dall’attività di altri animali marini.
In Grecia, ARCHELON rappresenta uno dei principali punti di riferimento per la tutela delle tartarughe marine.
L’organizzazione è impegnata nella protezione degli habitat attraverso attività di ricerca, monitoraggio, sensibilizzazione, tutela dei siti di nidificazione e soccorso degli esemplari feriti o in difficoltà.
La collaborazione di cittadini e visitatori è fondamentale. Una segnalazione tempestiva può consentire agli operatori di raggiungere rapidamente una tartaruga in difficoltà, valutarne le condizioni e stabilire l’intervento più appropriato.
l ritrovamento può inoltre essere comunicato alle autorità locali o alla Guardia Costiera greca.
Se viene rinvenuta una tartaruga morta, sulla spiaggia o in mare, è importante non toccare né spostarla e mantenere una distanza di sicurezza.
Il ritrovamento dovrebbe essere segnalato tempestivamente, indicando con precisione il luogo in cui si trova l’animale, attraverso coordinate geografiche o una posizione condivisa tramite Google Maps.
Se possibile, senza avvicinarsi o manipolare l’esemplare, è utile scattare fotografie della carcassa e degli eventuali segni presenti sul corpo. Queste informazioni possono aiutare gli esperti a documentare il ritrovamento e a valutare le possibili cause della morte.
Se invece la tartaruga è viva ma appare in difficoltà, è necessario evitare interventi improvvisati. Un esemplare trovato sulla spiaggia e minacciato dalle onde può essere spostato con estrema cautela in un luogo sicuro e ombreggiato, in attesa dell’arrivo dei soccorritori. Non deve invece essere costretto a tornare in mare.
Nel caso di una tartaruga in difficoltà in acqua, non bisogna tentare di trascinarla verso il largo, forzarne l’immersione o intervenire autonomamente. Traumi e lesioni interne potrebbero non essere immediatamente visibili e richiedere l’intervento di personale specializzato.
Dalla corretta segnalazione di un esemplare morto all’intervento tempestivo su una tartaruga in difficoltà, il contributo di cittadini, autorità e organizzazioni specializzate come ARCHELON è, senza alcun dubbio, determinante per la tutela della specie e dell’ecosistema marino del Mar Ionio.
Credit Photo by: Damiana Cicconetti







