Rita De Crescenzo acquista una scimmietta in Egitto e scoppia la bufera social
“L’acquisto, la vendita e il possesso di scimmie sono severamente vietati dalla legge italiana e non solo; qualsiasi forma di commercio di primati rientra nel mercato nero del traffico illegale di fauna selvatica…”, queste le parole del deputato Avs Francesco Borrelli
di Damiana Cicconetti
Rita De Crescenzo, tiktoker napoletana, torna al centro dell’attenzione dopo aver pubblicato diversi video sui social nei quali mostra una scimmietta che ha acquistato in Egitto.
Nei filmati il piccolo animale appare tra le sue braccia con un pannolino e un vestitino mentre beve latte dal biberon; in un’altra scena viene mostrato mentre mangia in braccio al marito della creator.
Le immagini hanno rapidamente raccolto migliaia di commenti e reazioni, tra critiche degli utenti e gli interventi di associazioni e rappresentanti impegnati nella tutela degli animali.
Il caso è stato rilanciato dal deputato Francesco Emilio Borrelli che ha annunciato una segnalazione alle autorità competenti: “L’acquisto, la vendita e il possesso di scimmie sono severamente vietati dalla legge italiana e non solo; qualsiasi forma di commercio di primati rientra nel mercato nero del traffico illegale di fauna selvatica…”.
Nei contenuti pubblicati sui social De Crescenzo racconta inizialmente di aver acquistato la scimmietta durante il viaggio in Egitto, spiegando di non conoscere ancora il sesso dell’animale e valutando possibili nomi.
Successivamente la tiktoker racconta di aver acquistato due esemplari, spiegando che uno sarebbe rimasto con lei mentre l’altro sarebbe stato affidato a una persona di sua conoscenza.
In un altro filmato, però, la versione cambia. De Crescenzo racconta di aver trovato la scimmia all’interno di uno scatolone e di averla raccolta dalla strada.
Rispondendo alle critiche ricevute sui social De Crescenzo ha dichiarato: “La scimmia è mia e resta con me…”.
A suscitare il dibattito sono anche le modalità con cui la scimmia viene rappresentata nei video. Il primate viene tenuto in braccio, vestito, con un pannolino e alimentato attraverso un biberon. Una rappresentazione che richiama volutamente quella di un bambino.
L’etologa Chiara Grasso, Presidente dell’Associazione Etico-scienza, ha evidenziato il rischio di trasformare la cura di un animale selvatico in una forma di umanizzazione.
Ciò che può apparire tenero agli occhi di una persona non coincide necessariamente con ciò che garantisce il benessere dell’animale.
Il rischio è confondere l’affetto con una corretta gestione, attribuendo al primate comportamenti, bisogni e caratteristiche proprie dell’essere umano.
A questo si aggiungono i rischi legati alle zoonosi e alle conseguenze della privazione del contesto naturale.
La vicenda pone anche una questione più ampia, che va oltre il singolo animale: la responsabilità dei contenuti pubblicati sui social.
Quando un animale selvatico viene rappresentato come un animale da compagnia, soprattutto attraverso il profilo di una persona seguita da un pubblico molto ampio, quella situazione può apparire normale, desiderabile e replicabile.
Il primate diventa così un elemento della quotidianità domestica: viene tenuto in braccio, alimentato, vestito e inserito nelle dinamiche familiari.
La dimensione spettacolare del contenuto rischia di mettere in secondo piano la natura dell’animale e le sue specifiche necessità.
Come ha evidenziato Chiara Grasso, l’incessante ricerca di like può alimentare, anche inconsapevolmente, mercati illegali e modelli turistici dannosi per la biodiversità.
La presenza di un primate introduce anche un profilo strettamente giuridico.
Il commercio internazionale di numerose specie selvatiche è disciplinato dalla Convenzione di Washington, nota come CITES.
In Italia la materia è regolata dalla legge 7 febbraio 1992, n. 150, che prevede specifiche disposizioni in materia di importazione, esportazione, trasporto, commercio e detenzione di esemplari appartenenti a specie tutelate, privi della documentazione richiesta.
A questo quadro si aggiunge il decreto legislativo 5 agosto 2022, n. 135, che disciplina la detenzione, la commercializzazione e l’importazione di esemplari vivi di specie selvatiche ed esotiche prelevati dal loro ambiente naturale, fatte salve le eccezioni previste dalla normativa.
Tra le associazioni intervenute sulla vicenda c’è EARTH, realtà impegnata nella tutela dell’ambiente e degli animali.
La Presidente Valentina Coppola ha posto l’attenzione sull’età apparentemente molto giovane dell’esemplare e su una pratica più generale: la sottrazione di cuccioli di animali selvatici alle cure parentali per destinarli al mercato degli animali da compagnia.
Coppola ha, inoltre, richiamato il modo in cui l’opinione pubblica tende a reagire in maniera diversa a seconda della specie coinvolta. Una scimmia suscita empatia perché, per caratteristiche fisiche e comportamentali, viene percepita come particolarmente vicina all’essere umano. Ma il problema dovrebbe riguardare anche gli altri animali selvatici che vengono sottratti precocemente alle cure parentali e allevati dall’uomo.
Credit Photo by: Rita De Crescenzo







