“Videocittà 2026” accende il Gazometro: tra arte immersiva, musica elettronica e visioni del futuro prende vita “Watercult”

“Videocittà 2026” accende il Gazometro: tra arte immersiva, musica elettronica e visioni del futuro prende vita “Watercult”

Il Gazometro di Ostiense si trasforma in un laboratorio di creatività, ove l’acqua diventa il filo conduttore di installazioni, performance, video-arte e innovazione

di Damiana Cicconetti

Dal 10 al 12 luglio il Gazometro di Roma ospita la nona edizione di “Videocittà”, il Festival della Visione e della Cultura Digitale che trasforma gli spazi in un grande laboratorio dedicato all’arte contemporanea, alla musica e all’innovazione tecnologica.

Ideato da Francesco Rutelli, con la direzione artistica di Anna Lea Antolini e la direzione creativa di Michele Lotti, il festival propone un ricco calendario di installazioni luminose, esperienze immersive e interattive, Realtà Virtuale, video-arte, live A/V, dj set, talk e performance.

Protagonista dell’edizione 2026 è Watercult”, un percorso che pone al centro l’acqua come elemento naturale, simbolico e culturale, capace di unire arte, scienza e tecnologia.

Un tema che attraversa l’intero programma, invitando il pubblico a riflettere sul rapporto tra uomo, ambiente e trasformazione attraverso linguaggi artistici sempre più innovativi.

Tra gli appuntamenti più attesi spicca In Lympha, la grande installazione immersiva ideata e prodotta da Eni in collaborazione con Videocittà.

L’opera prende vita grazie alla nuova interpretazione di Black Water del compositore e producer tedesco Apparat, realizzata per il quindicesimo anniversario del brano.

Il percorso conduce i visitatori in un ambiente immersivo ove immagini, suoni e movimento raccontano la nascita della vita e il continuo processo di trasformazione della natura, facendo dell’acqua il principio generativo dell’intera esperienza.

Lo stesso Apparat sarà protagonista di uno speciale dj set, inserito in una line-up che vede alternarsi alcuni dei nomi più interessanti della scena elettronica contemporanea, tra cui Mace, Populous, Voices From The Lake e altri artisti internazionali.

Grande impatto scenografico anche per “UNDA, la nuova installazione luminosa site-specific prodotta da Eni e ideata da Visioni Parallele e Niulab.

Il Gazometro G4 diventa un’opera visibile dall’esterno: una composizione di luci e laser ispirata al moto perpetuo dell’acqua che ridisegna uno dei simboli dell’archeologia industriale, trasformandolo in un nuovo faro urbano in continua metamorfosi.

Ampio spazio anche alla vide-oarte internazionale, con opere firmate da Adrian Paci, Shahzia Sikander, FLATFORM, Cecilia Bengolea e Monira Al-Qadiri, artisti che affrontano temi come il cambiamento climatico, il rapporto tra uomo e natura, la memoria e la trasformazione del paesaggio.

Il Festival propone, inoltre, “OS Ocean Suite, progetto artistico-scientifico realizzato con il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, che traduce oltre settant’anni di dati climatici in un’esperienza sonora immersiva, rendendo percepibili le connessioni tra oceano, atmosfera e clima.

Accanto al programma artistico torna “Agorà”, lo spazio dedicato alle industrie creative e all’innovazione culturale, punto d’incontro tra professionisti, istituzioni, imprese e operatori internazionali per approfondire le nuove frontiere della digital art, dell’audiovisivo immersivo e delle tecnologie creative.

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