La ritualità del mito in scena: “Sagra del Signore della Nave” inaugura i lunedì della Pirandelliana
Nel Giardino di Sant’Alessio all’Aventino, Marcello Amici porta in scena uno dei testi più visionari di Luigi Pirandello: un viaggio tra commedia dell’arte, rito popolare e teatro delle origini
di Damiana Cicconetti
La trentesima edizione della “Pirandelliana“, nel suggestivo Giardino di Sant’Alessio all’Aventino, dedica i lunedì di luglio – il 6, 13, 20 e 27 – ad uno dei lavori più singolari di Luigi Pirandello: “Sagra del Signore della Nave”.
La regia di Marcello Amici propone una lettura che restituisce al testo tutta la sua forza arcaica e simbolica.
Ispirata ad un’antica festa contadina, “Sagra del Signore della Nave” è un’incursione nel teatro delle origini, là dove il rito precede la rappresentazione e il mito si intreccia con la vita della comunità.
Ne nasce un affresco nel quale il dramma si mescola alla festa e la comicità lascia spazio all’inquietudine.
L’allestimento della compagnia La Bottega delle Maschere valorizza proprio questa dimensione rituale.
La presenza di un grande ensemble richiama l’universo della commedia dell’arte, evocando un teatro fatto di maschere, gesti collettivi e figure archetipiche.
In scena un cast straordinario composto da Marcello Amici, Marco Bellizi, Camillo Campochiaro, Giorgio Corcos, Giulio Corcos, Emanuele De Robbio, Emilia Guariglia, Giuliano Mannoni, Mirella Martinelli, Massimiliano Mursia, Marianna Petronzi, Isabella Pezzi, Raffaella Pisanu, Simona Pistarà, Giovanna Pola e Marco Tonetti.
La coralità diventa così protagonista; mentre il palcoscenico si trasforma in uno spazio di incontro tra memoria popolare e arte.
L’intera stagione estiva è, infatti, concepita come un percorso attraverso le molteplici anime del teatro di Pirandello: dalla novella all’atto unico, dal grottesco al meta-teatro, fino alle grandi commedie.
In questo itinerario, la rappresentazione del lunedì rappresenta il ritorno alle radici, al momento in cui il teatro nasce come celebrazione collettiva, dei desideri e delle contraddizioni dell’uomo.
Da trent’anni la “Pirandelliana” rinnova sotto le stelle di Roma un appuntamento che è diventato molto più di una semplice stagione teatrale: una tradizione culturale che continua ad interrogare il presente attraverso la modernità di Pirandello, riportando il pubblico al cuore della sua riflessione sull’identità, sulle maschere sociali e sulla natura stessa della rappresentazione.
Nel fascino senza tempo del complesso di Sant’Alessio all’Aventino, “Sagra del Signore della Nave” invita gli spettatori a riscoprire un Pirandello ancestrale, visionario e profondamente popolare, capace ancora oggi di parlare con sorprendente forza al nostro tempo.
Foto dell’archivio personale di Marcello Amici







