Ultimo, la favola diventa storia: 250 mila persone a Tor Vergata per il concerto dei record
“Credo che per fare grandi cose si debba per forza partire da bambini. Magari non abbiamo cambiato e non cambieremo il mondo, ma possiamo dire che abbiamo un mare di gente che ha capito che se il mondo è quello che abbiamo dentro, allora lo hai salvato davvero. Con amore e profonda connessione…”, queste le parole di Ultimo
di Damiana Cicconetti
Sabato 4 luglio Roma scrive una pagina della storia della musica italiana: a Tor Vergata va in scena “Ultimo 2026 – La favola per sempre“, il concerto di Ultimo, cantautore romano destinato ad entrare negli annali come il live con il maggior numero di spettatori mai registrato nel nostro Paese.
Sono 250 mila le persone attese, un risultato senza precedenti, un primato assoluto che supera quello detenuto da Vasco Rossi.
Per accogliere un pubblico così imponente è stata messa in campo una macchina organizzativa senza precedenti: accessi dedicati, punti di distribuzione dell’acqua, aree di assistenza per le persone fragili, presidi sanitari e un articolato piano di sicurezza accompagneranno migliaia di persone nel corso dell’intera giornata.
Per i fan, però, questo non è soltanto un concerto. È “Il raduno degli Ultimi“, un appuntamento diventato negli anni un simbolo di appartenenza, una festa collettiva che unisce persone provenienti da ogni parte d’Italia.
Quello di Tor Vergata rappresenta il punto più alto di un viaggio iniziato dieci anni fa, fatto di sogni e canzoni che hanno accompagnato un’intera generazione.
Un percorso celebrato anche dal nuovo album “Il giorno che aspettavo”, scritto e prodotto da Ultimo, che continua ad occupare il primo posto della classifica FIMI per la seconda settimana consecutiva.
Alla vigilia dell’evento, il cantautore ha pubblicato sui social una lunga lettera e un video nel quale scorrono immagini della sua vita, dagli inizi fino ai grandi palchi: “Non so da dove arrivino le canzoni, da che magico mondo riescano a farsi conoscere o a volte anche solo farsi intravedere. Ho surfato su quest’onda anomala che chiamano successo, mi è arrivata incontro mentre credevo semplicemente di star facendo un bagno a riva tranquillo… Credo che per fare grandi cose si debba per forza partire da bambini. Intendo quella visione, mentre tutti rincorrono altro in qualche modo già nitida. E non sai perché, ma sai già che andrà così, esattamente come lo immagini, esattamente come l’hai grezzamente codificato…”.
“Sei protetto solo dalla tua pelle e dal sogno folle di far vivere gli altri nelle tue canzoni. Così riservate, cose solo tue, così nude. Fino a che ti rendi conto che in quella canzone non hai messo nient’altro che la tua timidezza e la tua ribellione. Oggi sono dieci anni che vivo in quella visione. Ero piccolo, ma chi mi ha visto crescere lo sa. Dicevo a tutti che le mie canzoni sarebbero servite a salvare il mondo. Ovviamente ero piccolo e ingigantivo tutto. Eppure Ni’, io ti credo ancora. Io ti credo…”.
Ultimo ha proseguito: “Magari non abbiamo cambiato e non cambieremo il mondo, ma possiamo dire che abbiamo un mare di gente che ha capito che se il mondo è quello che abbiamo dentro, allora lo hai salvato davvero… Con amore e profonda connessione…”.
Sul palco risuoneranno brani come “Sogni appesi”, “Ti dedico il silenzio”, “Cascare nei tuoi occhi”, “I tuoi particolari”, “Colpa delle favole”, “La stella più fragile dell’universo”, “Rondini al guinzaglio”, “Buongiorno vita”, “Ovunque tu sia”, “Poesia senza veli”, “Giusy”, “Amati sempre”, “Tutto questo sei tu”, “Fateme cantà”; Ti va di stare bene” e “Vieni nel mio cuore”.
Credit Photo by: Damiana Cicconetti







