“Umberto Eco e il nome delle cose”: a Roma un viaggio nel pensiero di un maestro del nostro tempo

“Umberto Eco e il nome delle cose”: a Roma un viaggio nel pensiero di un maestro del nostro tempo

“Umberto Eco è stato un testimone del nostro tempo in grado di interpretare la realtà, alla luce di un umanesimo attento alla persona…”, queste le parole di Andrea Riccardi, Presidente della Società Dante Alighieri e Fondatore della Comunità di Sant’Egidio

di Damiana Cicconetti 

A dieci anni dalla sua scomparsa, Roma rende omaggio a Umberto Eco con un ampio progetto espositivo e di approfondimento culturale che ne celebra il pensiero, la produzione letteraria e l’impatto sulla società contemporanea.

Dal 23 giugno, Palazzo Firenze, storica sede della Società Dante Alighieri, ospita la mostra Umberto Eco e il nome delle cose. Segni, realtà e interpretazione, promossa dalla Società Dante Alighieri e dalla Fondazione Umberto Eco, con la produzione di Arthemisia.

L’iniziativa si configura come un percorso immersivo attraverso l’universo intellettuale dello scrittore, semiologo, filosofo e accademico che ha saputo trasformare il modo di leggere i segni del mondo contemporaneo.

Un viaggio tra linguaggio, memoria, comunicazione e interpretazione, temi che oggi appaiono più attuali che mai nell’epoca della rivoluzione digitale e dell’informazione globale.

L’apertura ufficiale sarà affidata ad un convegno inaugurale in programma il 23 giugno alle ore 17.30, ad introdurre i lavori Andrea Riccardi Presidente della Società Dante Alighieri, nonché Fondatore della Comunità di Sant’Egidio; Stefano Eco, Presidente della Fondazione Umberto Eco; mentre il coordinamento sarà curato dal giornalista Paolo Conti.

Umberto Eco è stato un testimone del nostro tempo in grado di interpretare la realtà, alla luce di un umanesimo attento alla persona…”, ha dichiarato Andrea Riccardi.

La mostra propone un itinerario ricco di documenti, materiali d’archivio, opere d’arte e testimonianze che raccontano la straordinaria capacità di Eco di dialogare con discipline e linguaggi differenti.

Tra le opere esposte spiccano le tavole originali di Milo Manara e alcuni elementi scenografici realizzati dal premio Oscar Dante Ferretti per il celebre film “Il nome della rosa” diretto da Jean-Jacques Annaud.

Accanto a questi materiali, i visitatori potranno scoprire le collaborazioni artistiche che Eco intrattenne con protagonisti della cultura italiana come Eugenio Carmi, Enrico Baj e Tullio Pericoli.

Ad arricchire ulteriormente il percorso contribuisce una vasta sezione multimediale, con video e registrazioni: materiali preziosi che restituiscono direttamente la voce di Eco attraverso conferenze, interviste e interventi pubblici, offrendo al visitatore l’opportunità di confrontarsi con la sua straordinaria capacità divulgativa e con la profondità delle sue riflessioni.

La giornata inaugurale si concluderà nel giardino di Palazzo Firenze con una performance teatrale ispirata alle “Interviste impossibili”.

Gli attori Irene Giancontieri e Riccardo Rampazzo porteranno in scena Umberto Eco incontra Beatrice”, un dialogo immaginario che mette in luce l’ironia, l’intelligenza e la raffinata sensibilità culturale dell’autore.

Fino al 26 luglio Palazzo Firenze diventa il luogo ideale per incontrare il pensiero di un autore che ha saputo insegnare che ogni segno nasconde un significato e che comprendere la realtà significa, prima di tutto, imparare a leggerla.

Credit Photo by: Leonardo Cendamo

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