Malamovida a Trastevere, l’allarme dei residenti

Malamovida a Trastevere, l’allarme dei residenti

Intervista  a Simonetta Marcellini, Presidente del Comitato Emergenza Trastevere

di Damiana Cicconetti 

Risse, atti vandalici, spaccio di droga, fuochi d’artificio esplosi sotto le finestre delle abitazioni e un clima di crescente insicurezza che, secondo molti residenti, sta cambiando il volto di Trastevere, uno dei quartieri più iconici della Capitale.

È questo il quadro tracciato da Simonetta Marcellini, Presidente del Comitato Emergenza Trastevere, nato all’inizio del 2024 per contrastare il degrado e riportare l’attenzione sulle criticità del rione.

Da sempre residente nel quartiere, Simonetta Marcellini racconta una realtà che, a suo dire, va ben oltre il fenomeno del turismo di massa e che interessa soprattutto le ore notturne.

Secondo il Comitato, alcune aree comprese tra via Mameli, via Santini, via Tittoni, Vicolo Moroni e la Scala del Tamburino sarebbero diventate punti critici dove si concentrano episodi di violenza, vandalismo, consumo di alcol e sostanze stupefacenti.

Servizio di Damiana Cicconetti

Simonetta Marcellini, Presidente del Comitato Emergenza Trastevere ha rilasciato un’intervista ad Occhio sul mondo:

Com’è la situazione oggi a Trastevere?

“Trastevere ha un carattere popolare rispetto ad altri rioni, attraversato da un turismo sfrenato. Ma non è tanto il turismo a renderlo più difficile: è soprattutto quello che succede di notte. È un rione vivace, sì, ma non è mai stato così violento. Oggi è attraversato da una fascia d’età che va dai 13 ai 25 anni. Non si tratta semplicemente di ragazzi che vogliono divertirsi. Quello che vedo è una rabbia enorme, una voglia di distruzione e, secondo me, anche di autodistruzione. Si sballano, bevono e assumano sostanze. Si distruggono e tirano fuori questa rabbia, che poi si riflette in quello che Trastevere mostra il giorno dopo…”.

Che cosa trovate ogni mattina nel quartiere?

“Non c’è un muro che non sia imbrattato. Ci sono macchine danneggiate e specchietti rotti. Meno di dieci giorni fa è stata fatta esplodere una bomba carta dentro il bauletto di un motorino. Abbiamo trovato mazze di legno chiodate. Troviamo caschi abbandonati. I Carabinieri ci hanno spiegato che vengono utilizzati per un nuovo sistema di spaccio della droga: prendono i caschi dei motorini elettrici a noleggio e li nascondono nelle siepi o in altri punti appartati. Dopo averne trovati due e poi altri nello stesso posto, li ho portati all’AMA pensando fossero stati abbandonati. Successivamente sono andata dai Carabinieri, che mi hanno spiegato come vengono utilizzati…”.

Quali sono le zone più problematiche del rione?

“In Vicolo Moroni, nella zona del Cinema Trastevere, succede di tutto. Ho dei video girati in una sola notte, nell’arco di quaranta minuti, in cui si vedono risse, rapporti sessuali sulle auto, persone che urinano per strada e ragazze che si cambiano gli assorbenti in pubblico…”.

Perché proprio queste aree sono diventate così problematiche?

“Stiamo chiedendo un presidio fisso, ma non riusciamo ancora a ottenerlo. Tra via Mameli, via Santini, via Tittoni e la Scala del Tamburino succede di tutto. Ci sono anche alcune vie private che sbucano sulla Scala del Tamburino. Ed è proprio lì che accade di tutto. C’è poi il fenomeno dei fuochi d’artificio, che va avanti da sei o sette mesi. Li hanno fatti esplodere anche sotto le finestre delle case…”.

Come è cambiata la vita dei residenti?

“Di giorno si vive bene, ma di notte ci sentiamo quasi prigionieri in casa. Noi residenti di Trastevere siamo sempre stati abituati a vivere il rione, a passeggiare, a uscire la sera. Oggi è diventato difficile e pericoloso: devi stare attenta a chi guardi, a come guardi e perfino al motivo per cui guardi qualcuno, perché rischi di essere aggredita…”.

Qual è il lavoro che svolge il Comitato Emergenza Trastevere?

“Come comitato, continuiamo a presentare esposti, a sollecitare denunce e ad essere presenti sul territorio. Abbiamo una rete di iscritti distribuita in tutto il rione e questo ci permette di ricevere in tempo reale video e segnalazioni di quello che accade. Grazie a questo materiale possiamo fare denunce, esposti e mantenere alta l’attenzione…”.

Lei continua a esporsi in prima persona su queste battaglie. Ha mai avuto problemi?

“Io continuo a portare avanti le mie battaglie senza nascondermi, sempre mettendoci la faccia. I problemi sono tanti, a partire da quelli legati alla ristorazione e all’occupazione dello spazio pubblico. Quando vieni intervistata una volta ci metti la faccia, ma poi non puoi sparire…”.

C’è stato qualche episodio particolare che ricorda?

“Una volta un ristoratore mi è venuto contro, davanti anche alle telecamere, chiedendomi come mi fossi permessa di pubblicare un video in cui si vedeva che stava annaffiando con un idrante le persone in mezzo alla strada. Abbiamo avuto una discussione praticamente in diretta. Ma, alla fine, continuo a fare quello che ritengo giusto per il rione…”.

Credit Photo by: Giordana Fauci

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