Palazzo Poli e la Fontana di Trevi: storia, arte e musica nel cuore di Roma
Un palazzo aristocratico che diviene scenografia della fontana più famosa al mondo
di Giordana Fauci
Nel cuore di Roma, alle spalle della celebre Fontana di Trevi, sorge Palazzo Poli, un edificio che non è solo una cornice architettonica, ma un vero e proprio protagonista della storia urbana e culturale della città.
La sua vicenda costruttiva, complessa e stratificata, riflette secoli di trasformazioni, passaggi di proprietà e grandi progetti artistici che hanno contribuito a renderlo uno dei luoghi più significativi del centro storico romano.
Le origini del palazzo risalgono al XVI secolo, quando Lelio dell’Anguillara, Duca di Ceri, acquistò nel 1566 il precedente Palazzo Del Monte.
I lavori di trasformazione furono affidati all’architetto Martino Longhi il Vecchio e, dopo la sua morte, proseguiti da Ottaviano Mascherino. Già in questa fase si delinea l’impronta monumentale dell’edificio, destinato a cambiare volto più volte nei secoli successivi.
Nel 1678 la proprietà passò a Lucrezia Colonna e a Giuseppe Lotario Conti, duca di Poli, da cui il palazzo prese il nome definitivo.
Fu proprio la famiglia Conti a promuovere un’importante fase di ampliamento, inglobando edifici adiacenti come il palazzetto dei Carpegna e la casa dell’Arte della Lana.
Tra il 1728 e il 1730 il complesso raggiunse la sua configurazione definitiva, proprio pochi anni prima dell’evento che lo avrebbe reso immortale: la costruzione della Fontana di Trevi, progettata da Nicola Salvi e completata nel 1732, che si innesta scenograficamente sulla facciata posteriore del palazzo.
Nel corso dell’Ottocento Palazzo Poli cambiò più volte proprietà, passando prima ai Cesarini e poi ai Boncompagni. In questo periodo divenne anche un importante centro di vita culturale e intellettuale.
Tra i suoi illustri abitanti e frequentatori si ricordano il poeta Giuseppe Gioachino Belli, che vi compose migliaia di sonetti in dialetto romanesco, nonché figure internazionali come il pittore Joseph Severn e il romanziere Nikolaj Gogol’.
Dal 1857 al 1885 ospitò il Collegio Poli, oggi noto come Collegio San Giuseppe De Merode, frequentato anche dal poeta Trilussa. Questo confermò il ruolo del palazzo come luogo di formazione e cultura, oltre che di rappresentanza aristocratica.
Oggi Palazzo Poli è sede dell’Istituto Centrale per la Grafica e continua ad essere uno dei punti più suggestivi di Roma, grazie anche alla straordinaria Sala Dante.
Questo ambiente monumentale, che si sviluppa su due piani e si affaccia direttamente sulla Fontana di Trevi, fu originariamente progettato negli anni Venti del Settecento come biblioteca del duca di Poli. In seguito divenne un prestigioso salone per eventi e concerti, inaugurato nel 1866 con la Sinfonia Dantesca di Franz Liszt.
Tra Ottocento e primo Novecento la Sala Dante si affermò come uno dei centri musicali e culturali più raffinati della Capitale, frequentato da compositori e intellettuali come Giacomo Puccini, Pietro Mascagni, Jules Massenet e Gabriele D’Annunzio.
Oggi osservare la Fontana di Trevi dalla Sala Dante significa rivivere secoli di storia, in cui architettura, arte e musica si intrecciano in uno dei panorami più iconici del mondo.
Credit Photo by: Turismo Roma







