Mischa Kuball alla Casa di Goethe tra Newton, Goethe e Galileo

Mischa Kuball alla Casa di Goethe tra Newton, Goethe e Galileo

A Roma una mostra trasforma la storia della scienza in esperienza visiva, mettendo in dialogo percezione, conoscenza e potere, attraverso le installazioni luminose dell’artista tedesco

di Giordana Fauci 

Dal 30 aprile al 4 ottobre il Museo Casa di Goethe ospita la mostra personale “NEWTON | GOETHE | GALILEO. Riflessioni di Mischa Kuball, un progetto espositivo che intreccia arte contemporanea, filosofia della percezione e storia della scienza.

Curata da Gregor H. Lersch, l’esposizione presenta due importanti cicli di opere dell’artista concettuale tedesco Mischa Kuball, da oltre trent’anni impegnato in una ricerca artistica fondata sul mezzo della luce.

La mostra prende avvio dall’installazione “Newton/Goethe, concepita appositamente per gli spazi della Casa di Goethe.

Qui Kuball rilegge uno dei più celebri dibattiti scientifici dell’età moderna: quello tra Johann Wolfgang von Goethe e Isaac Newton sulla natura del colore e della luce.

Nel suo trattato “Zur Farbenlehre del 1810, Goethe si oppose apertamente alla teoria newtoniana secondo cui il colore nasce dalla scomposizione della luce bianca nello spettro visibile.

Newton considerava il colore una proprietà oggettiva della luce; mentre Goethe poneva al centro l’esperienza umana della percezione: i colori, secondo lui, emergono dall’incontro tra luce e oscurità, non potendo essere separati dallo sguardo di chi osserva.

Le differenti concezioni della luce vengono proiettate su un corpo rotante, generando continue sovrapposizioni cromatiche e configurazioni instabili. Il colore smette così di essere un dato fisso e diviene un processo mutevole, determinato dal tempo, dal movimento, dallo spazio e dalla prospettiva dello spettatore. L’opera invita il pubblico ad interrogarsi sui limiti della conoscenza scientifica e sulla dimensione soggettiva del vedere.

La seconda sezione della mostra è dedicata all’installazione “five suns / after Galileo, in questo lavoro la luce attraversa cinque vetri rotanti colorati, evocando gli studi di Galileo Galilei sulle macchie solari.

Le osservazioni astronomiche di Galileo all’inizio del XVII secolo contribuirono a mettere in discussione la visione geocentrica sostenuta dalla Chiesa cattolica, aprendo la strada ad una nuova idea di universo.

Kuball interpreta questa svolta scientifica come una rivoluzione dello sguardo. Con Galileo nasce infatti una forma di visione strumentalmente ampliata, individuale e verificabile, capace di sottrarsi all’autorità dogmatica. La mostra suggerisce come ogni forma di visibilità sia inevitabilmente legata a rapporti di potere e a sistemi culturali che stabiliscono ciò che può essere visto, compreso e accettato.

La luce, elemento centrale nella ricerca di Kuball, diviene qui metafora di conoscenza e trasformazione.

L’inaugurazione della mostra si è tenuta il 29 aprile con una visita guidata dell’artista, con gli interventi istituzionali di Gregor H. Lersch, Monika Schnetkamp e Andreas Krüger.

Autore