Le Case del Celio: la Roma sotterranea tra fede e memoria

Le Case del Celio: la Roma sotterranea tra fede e memoria

Un complesso archeologico unico sotto la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, ove si intrecciano domus romane, affreschi cristiani e tracce di vita quotidiana tra II e VII secolo d.C.

di Giordana Fauci 

Nel cuore del colle Celio, a Roma, sotto la maestosa Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, si nasconde uno dei complessi archeologici più sorprendenti della città: le Case del Celio.

Questo straordinario sito ipogeo, il più affascinante della Roma sotterranea, racconta quasi mille anni di trasformazioni urbane, sociali e religiose, stratificate in oltre venti ambienti conservati su più livelli.

Scoperte nel 1887 da Padre Germano di San Stanislao, le Case del Celio costituiscono un vero e proprio viaggio nel tempo: da elegante residenza aristocratica a condominio popolare; da spazio commerciale a luogo di culto cristiano, fino alla costruzione della basilica sovrastante che ne sigilla la memoria.

Il complesso nasce come una raffinata domus del II secolo d.C., dotata di ambienti residenziali e impianti termali privati.

Accanto a questi ambienti si trovano spazi funzionali come la cella vinaria, utilizzata come magazzino fino al VII secolo, nonché ambienti di servizio che testimoniano la continuità dell’uso abitativo.

Tra IV e V secolo il complesso assume una forte valenza religiosa. Secondo la tradizione, qui hanno vissuto e subito il martirio i santi Giovanni e Paolo, durante il regno dell’imperatore Giuliano l’Apostata.

La Confessio, piccolo ambiente cultuale, diventa il fulcro della memoria dei martiri, con affreschi che raccontano episodi di persecuzione e devozione cristiana. Sopra di essa, nel V secolo, è stata costruita la basilica che ha trasformato definitivamente lo spazio sotterraneo in luogo di memoria sacra.

Il percorso si conclude nell’Antiquarium, ove sono conservati reperti romani e medievali che raccontano l’evoluzione del sito fino all’età moderna.

Le Case del Celio non sono soltanto un sito archeologico, bensì una narrazione stratificata della città: aristocrazia e vita popolare, culto pagano e cristiano, arte e quotidianità convivono negli stessi spazi.

Visitare questo complesso significa entrare in una Roma invisibile, in cui ogni muro conserva tracce di trasformazioni profonde, ove la storia non è mai lineare, ma costruita per sovrapposizioni, cancellazioni e rinascite.

Credit Photo by: Turismo Roma

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