“Qui si va nel penale”: lo spettacolo del magistrale attore e regista Marco Todisco al Teatro Parioli Costanzo
Uno spettacolo coraggioso che trasforma ansie quotidiane, precarietà e contraddizioni sociali in un potente sfogo teatrale contemporaneo
di Damiana Cicconetti
Dall’8 al 10 maggio va in scena “Qui si va nel penale“, lo spettacolo scritto da Marco Todisco e Filippo Maria Macchiusi, con la regia dello stesso Todisco, aiuto regia di Martina D’Adamo e i costumi di Monica Rosini.
Uno spettacolo che già dal titolo dichiara la propria natura: provocatoria, diretta, senza filtri. “Qui si va nel penale” affonda nelle contraddizioni della vita contemporanea trasformandole in materia scenica viva, feroce e irresistibilmente comica.
Al centro vi è Marco, attore e giovane adulto alle prese con una domanda tanto semplice quanto destabilizzante: come si affronta uno spettacolo che non si vuole fare?
È da questa premessa apparentemente paradossale che prende forma un monologo teatrale che si muove continuamente tra realtà e finzione, confessione e satira, rabbia e ironia.
Marco Todisco costruisce una narrazione che intercetta un sentimento diffuso, tasselli di un racconto collettivo in cui il pubblico finisce inevitabilmente per riconoscersi.
La forza dello spettacolo sta proprio nella capacità di Marco Todisco e Filippo Maria Macchiusi di saper trasformare il disagio in linguaggio teatrale.
La comicità non è mai evasione, ma uno strumento affilato per smontare le ipocrisie del presente.
Ogni battuta nasconde una verità scomoda; ogni eccesso scenico diventa il riflesso di una realtà che troppo spesso supera la caricatura.
Con uno stile irriverente e contemporaneo “Qui si va nel penale” si presenta come uno “sfogo artificiale”, definizione che racchiude perfettamente l’anima dello spettacolo: un’esplosione controllata di pensieri, frustrazioni e paure che sul palco trovano finalmente spazio e voce.
Marco Todisco dimostra, ancora una volta, una presenza scenica autentica, capace di alternare momenti di comicità travolgente a passaggi più amari e profondi, senza mai perdere il contatto con il pubblico.
La regia accompagna questo flusso emotivo con ritmo e lucidità, lasciando emergere tutta la forza del testo e della performance. Ne nasce uno spettacolo che diverte, provoca e soprattutto costringe a guardarsi dentro.
Perché “Qui si va nel penale” non è soltanto teatro comico, è il ritratto spietatamente onesto di una generazione che cerca di restare lucida mentre tutto intorno sembra andare fuori controllo. E, forse, è proprio questa sincerità radicale a renderlo necessario.







