“Tutti gli uomini che non sono”: Paolo Calabresi al Teatro Ambra Jovinelli, tra comicità e identità
Dal 6 al 17 maggio lo spettacolo tratto dal libro omonimo dell’attore porta in scena una storia vera fatta di personaggi rubati, video inediti e riflessioni sul confine tra realtà e finzione
Dal 6 al 17 maggio il Teatro Ambra Jovinelli ospita “Tutti gli uomini che non sono”, spettacolo scritto, diretto e interpretato da Paolo Calabresi, affiancato in scena da Carolina Di Domenico.
Tratto dall’omonimo libro di Calabresi, lo spettacolo racconta una vicenda realmente accaduta e rimasta a lungo sconosciuta al pubblico: gli anni in cui l’attore, parallelamente alla propria carriera, iniziò a fingersi personaggi famosi in contesti pubblici e privati, senza che nessuno si accorgesse dell’inganno.
Tra gli episodi più noti c’è quello del falso Nicolas Cage accolto allo stadio con tutti gli onori dal Presidente del Milan. Ma nel tempo le trasformazioni si sono moltiplicate: John Turturro, Marilyn Manson, un cardinale, un capo africano e molti altri.
Performance sorprendenti che, come spiega lo stesso Calabresi, “nascono da un periodo personale difficile, segnato da eventi traumatici affrontati attraverso un uso improprio del mestiere d’attore…”.
“Tutti gli uomini che non sono” diventa così una commedia-verità, ove il racconto teatrale si intreccia con materiali video originali e inediti girati dallo stesso Calabresi durante quelle incredibili incursioni nella vita reale.
Filmati che entrano direttamente nella messinscena e contribuiscono a creare un continuo gioco tra vero e falso, autenticità e interpretazione, alternando momenti di comicità esilarante a riflessioni più profonde sul tema dell’identità, sul bisogno di reinventarsi e sulla sottile linea che separa la persona dal personaggio.
Al centro della narrazione c’è anche la dimensione familiare: Carolina Di Domenico nel ruolo della moglie è una figura fondamentale nel percorso umano raccontato in scena.
Con questo progetto Paolo Calabresi porta a teatro una storia personale fuori dagli schemi, trasformando esperienze estreme e paradossali in uno spettacolo che diverte ma allo stesso tempo invita il pubblico a interrogarsi sul significato dell’identità e sulle maschere che, spesso, ciascuno di noi sceglie di indossare.
Credit Photo by: Teatro Ambra Jovinelli







