“Borderlife – La nostra vita dall’altra parte”, al Teatro Sala Umberto di Roma
Francesca Merloni e Yaser Mohamed in una storia d’amore ai confini del mondo, tra teatro e musica dei Radicanto
di Damiana Cicconetti
Martedì 28 aprile il Teatro Sala Umberto ha ospitato “Borderlife – la nostra vita dall’altra parte”, spettacolo tratto dal romanzo “Borderlife” di Dorit Rabinyan.
In scena Francesca Merloni e Yaser Mohamed, affiancati dalla musica dal vivo dei Radicanto, per la regia di Nicoletta Robello.
Lo spettacolo si presenta come una forma di “concerto teatrale”, ove la parola e la musica si intrecciano per raccontare una storia d’amore intensa e fragile: quella tra Liat e Hilmi, due giovani provenienti da mondi e identità in apparente conflitto.
Sullo sfondo di una New York ancora segnata dalle ferite dell’11 settembre, i due protagonisti si incontrano e si riconoscono in un legame che supera confini geografici, politici e culturali.
Liat è una traduttrice di Tel Aviv, con un passato militare; Hilmi è un giovane pittore palestinese che vive a Brooklyn, portando nei suoi quadri il ricordo della sua terra e il desiderio di libertà.
Il loro incontro diventa un cortocircuito emotivo: un amore inevitabile e al tempo stesso destinato a confrontarsi con le barriere del mondo reale.
La forza dello spettacolo risiede nella componente musicale affidata ai Radicanto, formazione pugliese che attraversa le tradizioni del Mediterraneo e le rielabora in chiave contemporanea.
Le musiche originali accompagnano la narrazione trasformandola in un flusso emotivo continuo, in cui il conflitto globale si riflette nella dimensione intima dei personaggi.
Accanto ai protagonisti, le voci off di Pavel Zelinskiy e Christian La Rosa contribuiscono a creare una stratificazione sonora e narrativa che amplifica la tensione del racconto.
“Borderlife” si configura come un’opera teatrale profondamente attuale: una riflessione sulle identità, sulle appartenenze e sulle fratture del presente, ma anche sulla possibilità dell’incontro.
Un “Romeo e Giulietta” contemporaneo che non si consuma nella tragedia, ma nella domanda costante su cosa significhi amare oltre ogni confine.
Un progetto che porta la firma artistica e culturale di una squadra eterogenea, ove teatro, poesia e musica si fondono per restituire al pubblico un’esperienza immersiva e profondamente umana.
Credit Photo by: Teatro Sala Umberto







