“Lanterne magiche. Fotografia dalla collezione Valerio De Paolis“, al Museo Carlo Bilotti
Al Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese, una grande mostra attraversa le immagini della collezione De Paolis tra memoria, cinema e fotografia internazionale
di Giordana Fauci
Al Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese prende vita, dal 14 febbraio al 6 settembre, la mostra “Lanterne magiche. Fotografie dalla collezione Valerio De Paolis“, un percorso espositivo che trasforma la fotografia in narrazione, evocando le origini stesse dell’immagine proiettata.
Il titolo richiama infatti la “lanterna magica”, antico dispositivo ottico considerato uno dei primi strumenti di racconto per immagini.
Come in una proiezione continua le opere costruiscono un flusso visivo che attraversa epoche, linguaggi e sensibilità differenti, restituendo allo spettatore una sorta di cinema immobile fatto di fotografie.
Curata da Alessandra Mauro e Roberto Koch con Suleima Autore, la mostra è promossa da Roma Capitale e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con l’organizzazione di Cinema e la collaborazione di Contrasto.
Il percorso si sviluppa in tre sezioni tematiche: la prima esplora la rappresentazione del corpo femminile attraverso sguardi differenti; la seconda si concentra sul paesaggio urbano e sulla sua interpretazione fotografica, con un focus particolare sull’opera di Luigi Ghirri e, infine, l’ultima mette in relazione avanguardie e sperimentazioni visive, in un dialogo tra autori e installazioni.
La collezione riunisce oltre cento fotografie firmate da alcuni dei più grandi nomi della scena internazionale, tra cui Henri Cartier-Bresson, Cindy Sherman, Man Ray, Tina Modotti, Shirin Neshat, Saul Leiter e Francesca Woodman.
Un insieme eterogeneo che riflette la visione del collezionista Valerio De Paolis, legato al mondo del cinema e da sempre interessato all’immagine come memoria e racconto.
Ne emerge un viaggio visivo che attraversa stili e generazioni, ove la fotografia non è solo documento ma esperienza emotiva, in grado di evocare mondi lontani e restituire nuove forme di sguardo sul presente.
Credit Photo by: Museo Carlo Bilotti







