Una grande installazione pittorica al Palazzo delle Esposizioni, tra memoria, visione e cosmo interiore

Una grande installazione pittorica al Palazzo delle Esposizioni, tra memoria, visione e cosmo interiore

Dal 17 marzo al 12 luglio Palazzo delle Esposizioni ospita la mostra “Anni luce”, la nuova e monumentale installazione di Marco Tirelli

di Giordana Fauci

Dal 17 marzo al 12 luglio Palazzo delle Esposizioni ospita “Anni luce”, la nuova e monumentale mostra-installazione di Marco Tirelli, tra i protagonisti della ricerca pittorica contemporanea italiana e internazionale.

Promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, con il supporto della Fondazione Silvano Toti, la mostra è curata da Mario Codognato.

Con “Anni luce” Tirelli costruisce un ambiente immersivo e unitario composto da quarantadue opere inedite, concepite come un unico ciclo pittorico e mentale.

Le sale del Palazzo Esposizioni diventano un “teatro della memoria”, in cui ogni lavoro mantiene la propria autonomia ma si inserisce in una trama continua e organica.

L’artista sviluppa un linguaggio visivo che intreccia stratificazioni di memoria, suggestioni cinematografiche, riferimenti letterari e rimandi alla storia dell’arte, fino a trasformare lo spazio espositivo in un atlante cosmico e interiore.

Le opere sono realizzate con un metodo complesso e originale che prevede tempi lunghi di esecuzione, nonché l’uso di tecniche miste su tavola.

Il risultato è un sistema visivo coerente, in cui luce e oscurità, pieno e vuoto, costruiscono una dimensione sospesa, quasi astronomica.

Il titolo “Anni luce” suggerisce proprio questa tensione: una distanza che è al tempo stesso fisica e mentale, un viaggio attraverso immagini che sembrano provenire da una memoria cosmica più che individuale.

La mostra è accompagnata da un catalogo, concepito come un vero libro d’artista ove al suo interno trovano spazio le riproduzioni integrali delle opere, le fotografie dell’allestimento e i testi critici di Marco Lodoli e dello storico dell’arte Victor I. Stoichita, che approfondiscono la poetica e la struttura concettuale del progetto.

“Anni luce” conferma la centralità di Tirelli nel panorama contemporaneo, ribadendo la sua capacità di trasformare la pittura in un dispositivo di pensiero e percezione.

Le sale del Palazzo diventano così un unico spazio espanso, ove lo spettatore è invitato a muoversi tra immagini che non raccontano semplicemente, ma evocano frammenti di tempo, ombre di visioni, tracce di un universo in continua espansione.

Credit Photo by: Stefano Bonilli

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