“Roma Terzo Millennio” al WeGil: il racconto della Capitale tra contemporaneità, trasformazioni urbane e visioni future
“Roma Terzo Millennio” ridisegna la Capitale come organismo vivo e proiettato nel futuro, tra architetture contemporanee, visioni urbane e nuove connessioni globali
di Damiana Cicconetti
Inaugurata il 22 gennaio e visitabile fino al 30 giugno la mostra “Roma Terzo Millennio“ trasforma gli spazi del WeGil di Trastevere in un dispositivo critico e progettuale dedicato alla città contemporanea,
Promossa dalla Regione Lazio e realizzata in collaborazione con LAZIOcrea, la mostra è ideata da Umberto Vattani e curata insieme ad Andrea Bruschi, Giuseppe D’Acunto e Rosalia Vittorini.
Il progetto parte da una constatazione radicale: Roma non è solo la città dei Cesari e dei Papi, ma un organismo vivo, in continua trasformazione.
“Roma Terzo Millennio” propone una visione dinamica, in cui la città emerge come spazio di evoluzioni.
Il percorso espositivo individua un punto di svolta simbolico nel Palazzo della Farnesina, sede del Ministero degli Affari Esteri. Qui, a partire dagli anni Novanta, l’introduzione dell’arte contemporanea negli spazi istituzionali, con la nascita della Collezione Farnesina, ha segnato un cambiamento profondo nella percezione della città, portando il presente dentro l’architettura del potere.
Lungo l’ansa nord del Tevere si concentra un sistema di architetture moderne e contemporanee – dal Foro Italico alle opere di Pier Luigi Nervi, fino ai progetti di Renzo Piano e Zaha Hadid – oggi riconosciuto come Distretto del Contemporaneo.
L’allestimento, progettato dall’architetta Anna Fresa, dialoga con l’edificio razionalista di Luigi Moretti, traducendone la geometria in una struttura contemporanea: “un’architettura nell’architettura…”, che ospita contenuti multimediali, mappe e dispositivi di lettura urbana.
Il percorso si articola in due spazi principali: il primo presenta il progetto attraverso video e pannelli, costruendo una narrazione visiva della città; il secondo è pensato come laboratorio attivo, aperto a incontri, dibattiti. Qui, la mostra si estende oltre l’esposizione, diventando piattaforma di confronto sul futuro urbano.
A completare il progetto, l’opera “Roma è una cometa“ realizzata da Mimmo Paladino, che sintetizza visivamente l’identità della mostra: una città che continua a generare forme, idee e visioni.







