Palazzo Altemps: da residenza cardinalizia a sede del Museo Nazionale Romano
Palazzo Altemps: storia, arte e trasformazioni di una dimora rinascimentale nel cuore di Roma
di Giordana Fauci
Palazzo Altemps, situato a pochi passi da Piazza Navona, rappresenta uno degli esempi più significativi di architettura rinascimentale e barocca a Roma.
Oggi è una delle sedi del Museo Nazionale Romano, ma la sua storia è lunga, complessa e intrecciata con alcune delle più importanti famiglie nobili ed ecclesiastiche della città.
L’edificio venne eretto nel 1477 per volontà di Girolamo Riario, Duca di Imola e nipote di Papa Sisto IV.
La costruzione si sviluppò su strutture preesistenti di epoca medievale, comprendenti case a terrazza, torri e giardini.
Alla realizzazione del palazzo contribuirono figure di grande rilievo culturale, tra cui Melozzo da Forlì e Luca Pacioli.
Nel 1511 il palazzo passò al Cardinale Francesco Soderini. In questo periodo e, anche dopo la sua morte, avvenuta nel 1524, l’edificio fu ulteriormente ristrutturato e divenne residenza del Cardinale Innocenzo Cybo.
Alcuni interventi sono attribuiti all’architetto Baldassarre Peruzzi, che contribuì a definire il carattere rinascimentale della struttura.
La svolta decisiva nella storia del palazzo avvenne nel 1568, quando fu acquistato dal Cardinale Marco Sittico Altemps, appartenente ad una famiglia di origine tedesca legata alla nobiltà medicea. Tra il 1577 e il 1595, il cardinale promosse un vasto programma di ristrutturazione che trasformò profondamente l’edificio.
I lavori furono affidati a Martino Longhi il Vecchio, con il contributo di importanti architetti come Giacomo Della Porta, Flaminio Ponzio e Girolamo Rainaldi. A questo periodo risalgono elementi distintivi come l’altana angolare, un tempo coronata da guglie e simboli araldici della famiglia Altemps.
Nel XVII secolo il palazzo si arricchì ulteriormente grazie al Duca Giovanni Angelo Altemps. In questo periodo vennero realizzati la Cappella di Sant’Aniceto, il Teatro Goldoni e una biblioteca privata.
La cappella custodiva le reliquie di Papa Aniceto, provenienti dalle catacombe di San Callisto e concesse da Papa Clemente VIII nel 1603, un evento eccezionale nella storia della Chiesa.
Le decorazioni artistiche furono affidate a maestri come Pomarancio e Ottavio Leoni, contribuendo a rendere il palazzo un vero centro culturale e religioso.
Nel 1887 il palazzo passò alla Santa Sede e divenne sede del Pontificio Collegio Spagnolo. Successivamente, nel 1982, lo Stato italiano lo acquisì e avviò un lungo restauro che lo trasformò nella sede museale attuale.
Oggi Palazzo Altemps ospita importanti collezioni di arte antica, tra cui la collezione Altemps, Boncompagni Ludovisi, Mattei e Del Drago Albani, offrendo un percorso unico tra scultura classica, archeologia e storia del collezionismo romano.
Il palazzo presenta una pianta ad L e si sviluppa su tre piani. La facciata alterna finestre semplici, architravate e balconate, mentre l’edificio è coronato da un elegante cornicione. Il cortile interno, arricchito da portici e stemmi nobiliari, rappresenta uno degli spazi più suggestivi del complesso.
Ancora oggi, tra statue antiche e architetture rinascimentali, Palazzo Altemps racconta la stratificazione della storia di Roma, ove arte, potere e cultura si intrecciano in modo indissolubile.
Credit Photo by: Museo Nazionale Romano







