Agnès Varda in mostra a Villa Medici: lo sguardo che unisce Parigi e Roma
Dal 25 febbraio al 25 maggio, la prima grande retrospettiva italiana dedicata alla fotografia della regista francese
di Giordana Fauci
Villa Medici, sede dell’Accademia di Francia a Roma, ospita dal 25 febbraio al 25 maggio, “Agnès Varda. Qui e là, tra Parigi e Roma”, la prima grande retrospettiva in Italia dedicata all’opera fotografica di Agnès Varda.
La mostra si inserisce nelle celebrazioni per il settantesimo anniversario del gemellaggio tra Parigi e Roma, restituendo attraverso immagini e materiali d’archivio il legame profondo tra l’artista e queste due città, centrali nella sua formazione e nella sua ricerca.
Il percorso espositivo si articola come una biografia visiva, costruita attraverso circa 130 opere tra fotografie originali, estratti di film, documenti e oggetti personali.
Al centro emerge la pratica di Varda come una “scrittura per immagini”, in cui fotografia e cinema dialogano costantemente: la prima come gesto immediato, quasi diaristico, il secondo come sviluppo narrativo di quello stesso sguardo.
Fulcro simbolico della mostra è la Parigi vissuta dall’artista, in particolare il cortile-atelier di rue Daguerre, spazio di vita e creazione per quasi settant’anni.
Da questo luogo prende forma una visione della città intima e quotidiana, fatta di strade, volti e relazioni, osservati con attenzione partecipe e una sottile ironia.
Varda racconta una Parigi “dal basso”, capace di restituire il tessuto umano e sociale del Dopoguerra attraverso dettagli apparentemente marginali.
Accanto a questo universo la mostra esplora anche il rapporto con l’Italia, altra tappa fondamentale del suo percorso.
I viaggi tra Venezia e Roma, le visite a set cinematografici e gli incontri con figure chiave del cinema europeo restituiscono una dimensione internazionale e profondamente curiosa del suo lavoro.
Tra i soggetti ritratti figurano Luchino Visconti e Jean-Luc Godard, testimonianze di un’epoca in cui cinema e fotografia si intrecciavano in modo vitale.
Il percorso, suddiviso in nove capitoli, attraversa temi ricorrenti della sua ricerca: dagli esordi ai paesaggi urbani, dalla pratica del reportage alla rappresentazione delle donne e delle vite marginali, fino alla città intesa come spazio emotivo e politico.
In ogni sezione emerge la capacità di Varda di trasformare la realtà quotidiana in racconto visivo, senza mai separare osservazione e invenzione.
Curata da Anne de Mondenard e Carole Sandrin, la mostra nasce da un lungo lavoro sugli archivi dell’artista e sulla produzione della sua società Ciné-Tamaris, offrendo uno sguardo approfondito su una figura che ha ridefinito i confini tra arti visive e cinema.
Credit Photo by: Villa Medici







