“UNAROMA“: la mostra collettiva a cura di Luca Lo Pinto e Cristiana Perrella
Al MACRO, “UNAROMA” trasforma la Capitale in un flusso continuo di linguaggi, generazioni e visioni
di Giordana Fauci
Dall’11 dicembre al 3 maggio il MACRO inaugura la sua nuova stagione espositiva con “UNAROMA“, una grande mostra collettiva a cura di Luca Lo Pinto e Cristiana Perrella.
Più che una semplice esposizione, il progetto si presenta come un dispositivo narrativo complesso, capace di restituire l’immagine di una scena artistica romana viva, ibrida e in costante trasformazione.
“UNAROMA” si configura come un’esperienza immersiva che attraversa discipline e generazioni.
Arti visive, musica, cinema e performance convivono in un unico flusso, dando forma a una narrazione continua della città.
Roma viene così reinterpretata come un piano-sequenza, girato su un ideale green screen: una superficie simbolica che permette la sovrapposizione di storie, pratiche e comunità differenti.
Il riferimento al linguaggio cinematografico non è casuale: se il green screen nel cinema consente di costruire mondi attraverso la stratificazione delle immagini, nella mostra diventa un dispositivo curatoriale che accoglie e intreccia le opere di oltre settanta artiste e artisti.
Il risultato è una mappa in movimento, un racconto corale fatto di gesti, azioni e visioni che si contaminano reciprocamente.

L’allestimento occupa le due grandi sale dell’edificio e si sviluppa come una narrazione in tre atti: UNAROMA SET, UNAROMA LIVE e UNAROMA OFF.
Questa struttura richiama il ritmo del cinema, alternando momenti di sospensione a fasi dinamiche e performative.
Nel primo capitolo, UNAROMA SET, lo spazio al piano terra è attraversato da una lunga “lingua verde” che guida il visitatore lungo una sequenza di opere. Pittura, fotografia, video, scultura e installazione si dispongono come fotogrammi di un racconto visivo.
Tra gli artisti presenti figurano Micol Assaël, Elisabetta Benassi, Tomaso Binga, Rä di Martino, Isabella Ducrot e Nico Vascellari.
Il secondo atto, UNAROMA LIVE, amplia ulteriormente il concetto di green screen trasformando il primo piano in uno spazio scenico in continua attivazione.
Qui il museo diventa una piattaforma performativa: concerti, dj set, conversazioni, laboratori e proiezioni si susseguono con cadenza settimanale, coinvolgendo artisti, collettivi e realtà indipendenti. Ogni intervento lascia una traccia, contribuendo a costruire un archivio vivo, un film collettivo in divenire.
Attraverso questa operazione, Roma emerge come protagonista attiva: una città che si racconta attraverso le sue energie culturali. Un organismo vivo, che trova nel museo un luogo di risonanza e amplificazione.
Credit Photo by: Damiana Cicconetti







