“Tragicomica” al MAXXI ripercorre oltre ottant’anni di cultura visiva italiana

“Tragicomica” al MAXXI ripercorre oltre ottant’anni di cultura visiva italiana

“Tragicomica”: un viaggio tra tragico e comico che ridefinisce il canone dell’arte nazionale al MAXXI di Roma

di Giordana Fauci

Al MAXXI di Roma, dal 2 aprile al 20 settembre arriva “Tragicomica. Prospettive sull’arte italiana dal secondo Novecento a oggi”, una mostra ambiziosa che propone una rilettura ampia e multidisciplinare della produzione culturale italiana dal secondo Dopoguerra fino ai giorni nostri.

Curata da Andrea Bellini e Francesco Stocchi, l’esposizione riunisce più di 300 opere di oltre 130 artisti, offrendo un percorso che attraversa linguaggi, generazioni e discipline differenti.

Il filo conduttore è l’ironia, intesa non come semplice registro espressivo ma come vera e propria chiave di lettura della cultura italiana.

La mostra si ispira anche alla riflessione del filosofo Giorgio Agamben, che descriveva una “caparbia intenzione anti-tragica” come tratto distintivo della sensibilità nazionale.

Tragicomica” individua nella tradizione della Commedia dantesca un’origine simbolica di questa attitudine: affrontare il complesso attraverso il quotidiano, mescolando alto e basso, sacro e profano.

Il percorso espositivo si estende per oltre ottant’anni di storia, soffermandosi su artisti che hanno fatto della tensione tra tragico e comico il cuore della propria ricerca.

Ne emerge un racconto alternativo dell’arte italiana, in grado di mettere in discussione il canone consolidato e di proporne uno più fluido, stratificato e aperto a contaminazioni.

Tra i nomi presenti in mostra figurano protagonisti fondamentali dell’arte italiana e internazionale come Lucio Fontana, Piero Manzoni, Alighiero Boetti, Giuseppe Penone, Gino De Dominicis, Carol Rama, Maurizio Cattelan, Paola Pivi, Monica Bonvicini e Roberto Cuoghi.

Le opere dialogano tra loro creando accostamenti inediti, dove lavori iconici convivono con produzioni meno note ma altrettanto significative.

La mostra si apre anche ad altri linguaggi – cinema, teatro, architettura, letteratura e filosofia – costruendo un vero e proprio ecosistema culturale che supera i confini tradizionali dell’arte contemporanea.

Tra le opere più emblematiche spicca “Comedian” di Maurizio Cattelan, immagine simbolo della mostra, che sintetizza perfettamente la tensione tra provocazione, ironia e riflessione sul sistema dell’arte.

“Tragicomica” si configura così come un’indagine sul modo in cui l’arte italiana ha saputo raccontarsi, costruendo una narrazione che è al tempo stesso storica e profondamente attuale.

Credit Photo by: Damiana Cicconetti

Autore