Sulle strade blu dell’America: il viaggio fotografico di Francesco Conversano

Sulle strade blu dell’America: il viaggio fotografico di Francesco Conversano

Al Museo di Roma in Trastevere novanta scatti tra realtà, memoria e poesia raccontano l’anima profonda degli Stati Uniti

di Giordana Fauci

Dal 18 marzo al 4 ottobre il Museo di Roma in Trastevere ospita un intenso progetto fotografico a cura della Fondazione Massimo e Sonia Cirulli, dedicato allo sguardo unico del regista del “cinema del reale” Francesco Conversano.

In mostra novanta fotografie in bianco e nero e a colori, realizzate negli Stati Uniti tra il 1999 e il 2017, durante le riprese dei documentari firmati insieme a Nene Grignaffini e prodotti con Rai Cinema per Rai 3.

Promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina -, l’esposizione nasce dalla collaborazione con la stessa Fondazione Cirulli e con Zètema Progetto Cultura.

Il risultato è un percorso visivo e narrativo che attraversa le “strade blu” dell’America, quelle rotte secondarie che si snodano lontano dalle metropoli, nei territori della provincia e dell’immaginario collettivo.

Il viaggio proposto da Conversano è al tempo stesso geografico e antropologico.

Le immagini catturano frammenti di quotidianità, rivelando connessioni profonde tra l’uomo e il paesaggio, tra la memoria e il presente.

Ne emerge un’America complessa, sospesa tra mito e realtà, in cui le vite individuali si intrecciano con i grandi eventi storici e con le narrazioni sedimentate nel tempo.

Questa visione si inserisce in una ricerca più ampia che attraversa Europa, Asia e America, raccontate nei loro momenti di trasformazione sociale.

Villaggi e megalopoli, relazioni e solitudini, macro-cosmi e micro-cosmi convivono in uno sguardo capace di cogliere l’incanto del quotidiano e la poesia dell’istante.

La mostra si sviluppa lungo un dialogo continuo tra realtà, memoria e immaginario.

Le fotografie evocano universi culturali e letterari che hanno contribuito a costruire il mito americano: dalla poesia di Walt Whitman agli epitaffi di Edgar Lee Masters, dall’epica di John Steinbeck all’America minimale di Raymond Carver, fino alla narrazione giornalistica di Truman Capote in “A sangue freddo”.

Accanto alla letteratura, emergono riferimenti visivi e sonori: i paesaggi sospesi di Edward Hopper, la fotografia sociale di Walker Evans e Dorothea Lange durante la Grande Depressione e una colonna sonora ideale che attraversa folk, blues e rock, da Woody Guthrie a Bob Dylan.

Non mancano suggestioni cinematografiche: le atmosfere oniriche di David Lynch e il cinema della memoria di Peter Bogdanovich, evocato anche attraverso “The Last Picture Show”, diventano chiavi di lettura per interpretare gli scatti di Conversano, sospesi tra documentazione e visione poetica.

Il suo lavoro è stato premiato a livello nazionale e internazionale, tra cui il David di Donatello per “Il bravo gatto prende i topi” e il Premio Ilaria Alpi, Premio della Critica per la serie “Megalopolis”.

Ad arricchire l’esperienza espositiva un catalogo con testi curatoriali di Peppino Ortoleva e Laura Gasparini, oltre a dieci podcast associati ad altrettante fotografie, in cui è lo stesso autore a guidare il visitatore attraverso storie, suggestioni e retroscena degli scatti.

Questa mostra non è solo una raccolta di immagini, ma un invito ad intraprendere un viaggio: lungo strade reali e simboliche, dove l’America si rivela nella sua dimensione più intima, tra memoria, identità e poesia.

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