L’Ara Pacis si colora: un’esperienza immersiva tra storia, arte e tecnologia
Un viaggio immersivo tra luce, colori e suoni che dà voce alla storia millenaria dell’Ara Pacis, rivelandone i segreti e le mille vite attraverso video-mapping e narrazione multimediale
di Giordana Fauci
A partire da venerdì 27 marzo il Museo dell’Ara Pacis propone al pubblico un nuovo percorso multi-mediale, che trasforma la visita in un’esperienza immersiva e sensoriale.
Il progetto “L’Ara si rivela” combina video-mapping, narrazione e musiche suggestive per accompagnare i visitatori alla scoperta delle mille vite di uno dei monumenti simbolo di Roma, dalle origini augustee fino ai complessi processi di riscoperta e conservazione che ne hanno caratterizzato la storia nei secoli successivi.
Grazie ad un sofisticato sistema di otto video-proiettori 4K laser, i bassorilievi dell’Ara Pacis prendono vita davanti agli occhi del pubblico.
Le proiezioni, sincronizzate con luci, suoni ed effetti visivi illuminano in modo dinamico dettagli, scene e colori originari, rendendo leggibili le forme e le cromie che un tempo adornavano il monumento.
Le singole colorazioni sono state ricostruite, attraverso approfondite analisi di laboratorio e confronti con la pittura romana, in particolare pompeiana, nonché con altre architetture e sculture greco-romane, fino ad identificare anche più di cinquanta specie vegetali presenti nei rilievi.
L’esperienza è arricchita da una narrazione che dà voce ai protagonisti del monumento: dai collezionisti cinquecenteschi ai restauratori e agli archeologi, passando per chi nel corso dei secoli ha studiato, interpretato e riportato alla luce l’Ara Pacis.
Promosso da Roma Capitale e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, organizzato da Zètema Progetto Cultura e realizzato da AV Set Produzioni con Luca Scarzella, il progetto rappresenta un esempio di come la tecnologia possa valorizzare il patrimonio culturale, rendendo i musei luoghi capaci di emozionare e coinvolgere un pubblico sempre più ampio.
L’Ara Pacis, dunque, non è più solo un monumento da ammirare, ma diventa un luogo da vivere e ascoltare, in cui storia, arte e innovazione si fondono per offrire un’esperienza unica nel cuore di Roma.






