“That’s All Folks”: il progetto psytrance di Mattia Pajé a Trastevere
Tra sculture in paracetamolo e l’apparizione inattesa del Gabibbo, “That’s All Folks” trasforma lo spazio di Supernova in un’esperienza immersiva che mescola festa e riflessione sociale
di Damiana Cicconetti
Mattia Pajé, artista visionario, ha trasformato lo spazio di Supernova a Trastevere in un vero e proprio scenario da party: liberatorio, trasgressivo e contemplativo.
Dal 23 febbraio al 5 aprile, il progetto site-specific “That’s All Folks” visitabile solo dopo il crepuscolo, catapulta il pubblico in un universo surreale e post-apocalittico: il “day after” di un rave psytrance, tra corpi esausti, installazioni fluorescenti e generatori che diffondono un suono ipnotico.
Le pareti di Supernova si animano grazie alle immagini frattali dell’artista ucraino Shiva Om, evocando stupore e meditazione.
Il percorso culmina nelle segrete con il Gabibbo, metafora di una rivelazione che svela il senso dell’opera: un racconto collettivo e personale che intreccia memorie intime dell’artista con riflessioni sulla comunità.
Credit Video by: Damiana Cicconetti
Le sculture in paracetamolo, ispirate ai “rimastini” – ultimi reduci dei rave – e la presenza del Gabibbo diventano simboli di resistenza culturale, critica all’omologazione e al consumo estetico della pop culture.
A chiudere l’esperienza il testo di Niccolò Giacomazzi funge da vero e proprio “bugiardino”, ricordando il potere taumaturgico dell’arte e della festa: ogni dettaglio diventa cura, riflessione e occasione di stupore.







