“L’ultimo Matisse – Morfologie di carta” al Museo Storico della Fanteria di Roma
Al Museo Storico della Fanteria di Roma un viaggio nell’essenza dell’arte tra linea, colore e materia
di Damiana Cicconetti
Dal 28 febbraio al 28 giugno Roma accoglie una mostra di straordinario valore artistico e culturale: “L’ultimo Matisse – Morfologie di carta”, a cura di Vittoria Mainoldi.
Ospitata negli spazi del Museo Storico della Fanteria, l’esposizione si concentra sulla produzione grafica e su carta di Henri Matisse, offrendo uno sguardo intimo e profondo sull’ultima fase della sua ricerca artistica.
Lontano dall’immagine più nota del maestro del Fauvismo, la mostra mette in luce un Matisse diverso, più essenziale e radicale.
Dopo la Prima Guerra Mondiale, infatti, l’artista abbandona progressivamente la pittura per esplorare nuovi linguaggi espressivi: il disegno, la grafica, l’illustrazione editoriale, fino alle celebri gouaches découpées, le carte ritagliate che diventeranno il segno distintivo della sua maturità.
È proprio in questa fase che emerge con forza la volontà di riduzione all’essenziale.
Servizio di Giordana Fauci
Linea e colore diventano strumenti assoluti, capaci di costruire immagini attraverso la sottrazione piuttosto che l’accumulo.
Le figure non sono più definite da contorni rigidi, ma sembrano affiorare da una tensione interna, come se nascessero da un gesto improvviso, in realtà frutto di un lungo processo mentale.
Il bianco della carta assume un ruolo centrale: non più semplice sfondo, ma spazio attivo, elemento costitutivo dell’opera.
Particolarmente significativa è la sezione dedicata ai “cut-outs”.
È in questa condizione che l’artista reinventa il proprio modo di creare: dipinge fogli di carta con colori vivaci, li ritaglia e li ricompone in nuove forme.
Nasce così un linguaggio innovativo, che unisce pittura e scultura, gesto e progettazione.
Queste opere, apparentemente semplici, sono in realtà il risultato di una complessa ricerca.
La mostra non è solo un’occasione per ammirare alcune delle opere più preziose su carta di Matisse, ma rappresenta anche un’opportunità per comprendere il ruolo centrale della grafica nella produzione artistica del Secondo Dopoguerra.
In un’epoca in cui molti artisti si avvicinano all’editoria e alla stampa come spazi autonomi di sperimentazione, Matisse si conferma ancora una volta un pioniere.
“L’ultimo Matisse – Morfologie di carta” è, dunque, un invito a riscoprire l’essenza dell’arte attraverso la semplicità.
Un percorso che mostra come, nel gesto minimo e nella forma ridotta, possa nascondersi una straordinaria potenza espressiva.







