Famiglia nel bosco: allontanare i figli dai genitori è innaturale. Perciò deve essere l’extrema ratio
La Giustizia deve trovare una soluzione compatibile coi sentimenti umani, nel superiore interesse dei minori
di Giordana Fauci
Come può la Giustizia dividere due amati genitori dai loro figli?
…Tre bambini vissuti, fin dalla nascita, in modo sereno all’interno di una casa nel bosco, in compagnia degli affezionati animali.
Come possono le Istituzioni decidere cos’è più giusto per tre bimbi che mai hanno incontrato pericoli in famiglia, perché figli di persone per bene, non maltrattanti, nè adusi a delinquere?
Come possono dei Periti del Tribunale decidere cos’è bene e meglio per i figli altrui?
Come possono degli Assistenti Sociali arrivare ad allontanare questi stessi bimbi da tanti e tali affetti, semplicemente perché i genitori hanno pensieri diversi dai loro?
Come può la Legge strappare tre minori da affetti tanto importanti ma, invero, insostituibili, perché i genitori di questi tre figli hanno abitudini di vita lontane da quelle aduse alla maggior parte degli altri genitori, seppur profondamente rispettose della natura e del monto intero?
Come si può rimanere insensibili, continuando ad assistere ad ingiustizie che non pochi traumi indelebili hanno già creato a bimbi di cui si sarebbe dovuto tutelare il supremo interesse: il benessere, fisico e psichico.
È necessario fare in modo che Giustizia, Istituzioni, Periti, Assistenti Sociali, Legge cambino e trovino una soluzione compatibile con i sentimenti umani, nel superiore interesse dei minori.
Perché non vi è dubbio che dietro ogni Legge, ogni figura che ricopre il ruolo di Assistente Sociale, Perito e Magistrato vi è un essere umano che deve essere umano, mai dimenticando che è innaturale dividere dei figli da una madre e che, perciò, tale soluzione deve essere l’extrema ratio.
Graphic created by: Damiana Cicconetti







