Leo Gassmann: “Naturale”, una canzone che trasforma l’addio in speranza, tra amore, memoria e futuro
Con “Naturale” Leo Gassmann porta un messaggio coerente con il filo conduttore della sua musica: la speranza
di Giordana Fauci
Leo Gassmann torna sul palco dell’Ariston con “Naturale”, un brano che parla di arrivederci più che di addii; di sentimenti che cambiano forma ma non perdono intensità.
Per il cantautore romano, classe 1998, Sanremo non è solo una gara: è un luogo di memoria e crescita personale.
Nel 2020 aveva conquistato il pubblico vincendo tra le Nuove Proposte con “Vai bene così”; mentre nel 2023 era tornato tra i Big con “Terzo cuore”.
Con “Naturale” Leo Gassmann porta un messaggio coerente con il filo conduttore della sua musica: la speranza.
Il testo racconta un amore vissuto tra le strade di Roma, tra motorini, estati roventi e ritorni improvvisi.
Un rapporto fatto di incontri e separazioni, lacrime e riconciliazioni, ove “fare la pace alla fine è più naturale…”.
La canzone si muove tra immagini intime e quotidiane: la felpa macchiata dall’eyeliner; le guance pallide; le estati che sembrano non finire mai, costruendo un racconto generazionale in cui molti possono riconoscersi.
L’arrivederci non è una fine definitiva, bensì uno spazio sospeso ove può nascere qualcosa di nuovo.
Durante la serata delle cover, Gassmann rende omaggio alla grande tradizione della musica italiana reinterpretando “Era già tutto previsto” di Riccardo Cocciante, brano pubblicato nel 1975 nell’album “L’alba”.
Un ponte tra passato e presente, che conferma la volontà dell’artista di dialogare con la storia della canzone d’autore.
Figlio degli attori Alessandro Gassmann e Sabrina Knaflitz; nonché nipote di Vittorio Gassmann, Leo porta con sé un’eredità artistica importante, ma ha scelto una strada personale, fatta di autenticità e ricerca emotiva.
Con il nuovo album “Vita vera paradiso”, in uscita il 10 aprile, Gassmann promette di approfondire ulteriormente questo percorso: un viaggio tra fragilità e consapevolezza, ove l’amore, anche quando fa male, resta un motore vitale.
Perché, come suggerisce “Naturale”, non sempre dirsi addio significa perdersi per sempre: a volte è solo il modo più sincero per lasciare aperta una porta sul futuro.
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