Patty Pravo, l’eterna musa di Sanremo

Patty Pravo, l’eterna musa di Sanremo

Con “Opera” celebra 60 anni di carriera: “Siamo tutti unici, belli come opere d’arte…”

di Giordana Fauci 

Patty Pravo torna al Festival di Sanremo 2026 con “Opera”, brano che è insieme dichiarazione poetica e manifesto identitario. 

Un inno all’unicità dell’essere umano: “Siamo tutti meravigliosi come opere d’arte…”, racconta l’artista veneziana, pronta a vivere la sua undicesima partecipazione in gara.

Il debutto risale al 1970, quando – poco più che ragazza – salì per la prima volta sul palco grazie ad Ennio Melis della RCA. 

“Ero emozionatissima…“, ricorda oggi. Nel 2026 festeggia 60 anni di carriera e lo fa con la consapevolezza di chi ha attraversato mode e rivoluzioni musicali restando sempre fedele a se stessa.

Opera”, scritta da Giovanni Caccamo, nasce da un’immagine onirica: “Il mio assistente mi ha sognata ricoperta di brillantini. Si è svegliato alle tre del mattino e abbiamo affidato quell’immagine a Caccamo perché ne ricavasse una canzone splendida…”. 

Il risultato è un brano classico e intenso, che Patty invita ad ascoltare “guardando il mare da una scogliera, come piace a me…”.

Nel testo risuonano parole che sono filosofia di vita: Semplicemente la vita, semplicemente follia… Io sono Musa, colore tagliente…”.

Un autoritratto potente, che intreccia poesia e visione, notte e respiro, identità e trasformazione.

Per la serata delle cover Patty Pravo interpreterà “Ti lascio una canzone” di Gino Paoli, accompagnata da Timofej Andrijashenko, primo ballerino del Teatro alla Scala. Un incontro tra musica e danza che promette raffinatezza e intensità.

Nicoletta Strambelli – questo il suo vero nome – ha venduto oltre 120 milioni di dischi nel mondo. Diva libera, anticonformista, raffinata, ha regalato al Festival pagine memorabili, da “Per una bambola” a “…E dimmi che non vuoi morire”, entrambe Premio della Critica.

Credit Photo by: RAI

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