Nayt, “Prima che”: mettersi a nudo prima del giudizio
Debutto a Sanremo e un omaggio a De André per Nayt, con Joan Thiele
di Damiana Cicconetti
Nayt scrive in minuscolo per scelta, per togliere peso al proprio nome e lasciarlo alle parole, al secolo William Mezzanotte, debutta al Festival di Sanremo con “Prima che”, un brano intimo e diretto che racconta il bisogno – e la paura – di mostrarsi davvero.
“Non amo usare le maiuscole all’inizio delle frasi, le uso soltanto per i nomi propri degli altri, non del mio. Il motivo? Per togliere importanza a me, fare un passo indietro e spostare i riflettori su quello che scrivo…”, confessa.
Anche il nome d’arte segue questa logica: arriva dal cognome della madre, Mezzanotte, rielaborazione personale di “night”. E deve essere minuscolo.
“Prima che” è venuta alla luce a maggio dello scorso anno. È venuta fuori tutta d’un fiato in un pomeriggio e l’ho registrata subito. Ho sentito dai primi accordi che c’era qualcosa che mi emozionava parecchio. È una canzone onesta, esplicita e molto intima…”, dichiara Nayt.
Il testo è un flusso di coscienza che attraversa paure, fallimenti, amicizie perdute e il timore del giudizio.
…Un invito a guardarsi davvero: “La realtà non si vede finché io non ti vedo, finché tu non ci vedi me…”, spiega.
Nella serata delle cover Nayt si esibirà insieme a Joan Thiele in “La canzone dell’amore perduto” (1966) di Fabrizio De André, uno dei brani più intensi della scuola cantautorale italiana.
Classe 1994, Nayt vive il debutto come un passaggio importante. In valigia la prima cosa che mette sono le cuffie: la musica come rifugio, concentrazione e identità.
“Prima che” è un brano che parla di esposizione e vulnerabilità, ma anche di sostegno reciproco: “Supportarci a vicenda, sopportarci dicendo che ne vale la pena…”.
In un mondo che corre Nayt sceglie di fermarsi un attimo. E di scrivere, per scelta artistica, in minuscolo.
Credit Photo by: RAI







