Michele Bravi, l’ironia per sconfiggere i supereroi

Michele Bravi, l’ironia per sconfiggere i supereroi

A Sanremo con “Prima o poi”: “Un inno a non essere sempre ultra performanti…”

di Giordana Fauci

L’ultima presenza al Festival di Sanremo risale al 2022 con “Inverno dei fiori”. Prima ancora, Michele Bravi era stato ospite nelle serate dei duetti di Annalisa (2018) e Arisa (2021); mentre il suo debutto all’Ariston è datato 2017 con “Il diario degli errori”.

Oggi, a 31 anni, torna con “Prima o poi”. 

Sono tranquillo e sereno, ho un certo distacco emotivo, niente ansia da prestazione. Non c’è paragone rispetto al mio primo Sanremo: se avessi avuto una macchina di fronte al teatro prima di esibirmi, sarei scappato volentieri!…”, racconta con il sorriso.

Prima o poi” fa parte di un progetto musicale più ampio: “Quando ho scritto il testo stavo cercando di capire come l’ironia potesse tradursi in musica. Per me l’ironia sta nel tragicomico, nella goffaggine e nel sentirsi fuori posto…”.

Bravi elenca immagini quotidiane; due calzini spaiati senza accorgersene, restare zuppi sotto la pioggia davanti ad un citofono e non ricordarsi il cognome dell’ospite. Piccole fragilità che diventano poesia pop.

Il brano è una riflessione sentimentale che mescola malinconia e autoironia: un amore finito che continua a riaffiorare nei gesti più semplici, nelle foto scorse all’infinito, in una casa in disordine e in un cane che sembra cercare ancora qualcuno. 

È un inno a non essere sempre e per forza ultra performanti…”, spiega. 

Un modo per smontare l’idea dei “supereroi” perfetti e invincibili.

Tra i ricordi più buffi legati al suo primo Festival ce n’è uno esilarante: “Ho passato un’ora a parlare con Renato Zero: tutti ridevano e… Ho scoperto solo poi che era un suo sosia!…”.

Prima di salire sul palco, invece, segue un rito preciso: recita come un mantra la “Preghiera degli artisti”, un modo per ritrovare la concentrazione.

Nella serata delle cover duetterà con Fiorella Mannoia sulle note di “Domani è un altro giorno” (1971), classico del repertorio di Ornella Vanoni. Una scelta elegante e intensa, in linea con la sua sensibilità interpretativa.

Bravi confessa: “Faccio fatica a rispettare le consegne… Tranne che per Sanremo!…”. 

Una battuta che racconta bene il suo rapporto con il tempo e con la pressione: più che inseguire la perfezione, preferisce abbracciare l’imperfezione.

Con “Prima o poi” Michele Bravi porta all’Ariston una canzone che ride delle proprie crepe e trasforma la vulnerabilità in forza. Perché, prima o poi, anche i supereroi devono imparare a togliersi il mantello.

Credit Photo by: RAI

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