Fulminacci: tra fortuna e malinconia con “Stupida sfortuna”

Fulminacci: tra fortuna e malinconia con “Stupida sfortuna

Il cantautore romano racconta solitudine e piccoli imprevisti

di Damiana Cicconetti 

Fulminacci torna a Sanremo con “Stupida sfortuna, un brano che, nonostante il titolo, riflette la gratitudine e la serenità del cantautore romano. 

Classe 1997, al secolo Filippo Uttinacci, Fulminacci ha già vissuto l’Ariston in diverse vesti: prima nel 2021 senza pubblico per le restrizioni Covid, poi come ospite nel 2024 per la serata cover con Gazzelle.

Stupida sfortuna” è un racconto poetico e visivo della solitudine, descritta come un malinconico pomeriggio invernale, pieno di piccoli inciampi e imprevisti quotidiani. 

Tra chiavi di casa smarrite, venti gelidi in metropolitana e manifesti in mezzo alla folla; il brano esplora le ansie e le fragilità con leggerezza e delicatezza, trasformando la banalità degli imprevisti in immagini emozionanti.

Durante la serata delle cover, Fulminacci interpreterà “Parole parole di Mina e Alberto Lupo, offrendo una nuova prospettiva su un classico del 1972.

Nonostante il titolo pessimista del suo brano, Fulminacci si considera “fortunatissimo per quello che mi è successo nella vita…”, ridimensionando le ansie da palco e approcciando Sanremo con leggerezza e curiosità. 

La sua musica unisce immagini a concetti, creando un quadro emotivo che arriva dopo l’ascolto e lasciando spazio all’interpretazione del pubblico.

Tra romanzi in valigia, come “Uomini e topi “di John Steinbeck e la poesia della vita quotidiana, Fulminacci dimostra che anche la “sfortuna” si può trasformare in un’occasione per guardare con dolcezza alle piccole sfide e alla bellezza dell’imprevisto.

Credit Photo by: RAI

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