Jack Vettriano in mostra: sensualità e noir a Palazzo Velli

Jack Vettriano in mostra: sensualità e noir a Palazzo Velli

Ad un anno dalla scomparsa Palazzo Velli ospita oltre 80 opere del noto “people’s painter”, tra spiagge ventose, sale da ballo e atmosfere hollywoodiane

di Giordana Fauci

Roma celebra l’arte di Jack Vettriano, ad un anno dalla sua morte, con una mostra che ripercorre l’immaginario unico del pittore scozzese. 

Dal 12 febbraio al 5 luglio, le sale di Palazzo Velli, a Trastevere, accolgono oltre 80 opere tra olii su tela, lavori su carta a tiratura unica, fotografie e un video in cui Vettriano racconta la propria evoluzione stilistica.

L’esposizione, curata da Francesca Bogliolo e organizzata da Pallavicini, in collaborazione con Jack Vettriano Publishing, non intende essere una semplice retrospettiva: l’obiettivo è raccontare la carriera di un artista amatissimo dal grande pubblico ma a lungo snobbato dalla critica ufficiale. 

Nato Jack Hoggan nella contea di Fife, figlio di una famiglia di minatori, Vettriano ha scoperto la pittura da autodidatta a ventuno anni, grazie ad un set di acquerelli ricevuto dalla fidanzata. 

La sua carriera decolla nel 1988 alla Royal Scottish Academy di Edimburgo e il cambio del cognome materno in “Vettriano” diviene presto il suo marchio riconoscibile.

La mostra mette in luce le scene più iconiche del suo repertorio: coppie eleganti in controluce, camere d’albergo, club esclusivi, sale da ballo e spiagge battute dal vento. 

L’amore è centrale, in un mood che ricorda Edward Hopper senza replicarne la drammaticità. 

Per Vettriano la pittura è introspezione: luce e ombra diventano metafora di conflitti interiori, con il jazz come colonna sonora ideale.

Il pubblico italiano conosce soprattutto “The Singing Butler, la coppia che danza sulla battigia sotto gli ombrelli, venduta da Sotheby’s nel 2004 per quasi un milione di euro. 

Nello stesso anno l’artista entra ufficialmente nell’establishment che per anni lo aveva ignorato.

Palazzo Velli, dimora nobiliare trecentesca nel cuore di Trastevere, contribuisce al dialogo tra opere e città: un luogo ove storia e immaginario cinematografico si intrecciano, già teatro di sequenze iconiche come la scena finale di “Roma” di Fellini. 

Una cornice perfetta per celebrare la pittura popolare e raffinata di Jack Vettriano, in grado di trasformare il quotidiano in noir romantico.

Credit Photo by: Damiana Cicconetti

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