Dal mito al diamante: Cartier celebra la bellezza eterna ai Musei Capitolini

Dal mito al diamante: Cartier celebra la bellezza eterna ai Musei Capitolini

Tra marmi millenari e gioielli iconici, la maison francese dialoga con l’antichità e racconta un patrimonio di eleganza senza tempo

di Damiana Cicconetti 

Dal 14 novembre 2025 al 15 marzo 2026, Palazzo Nuovo ai Musei Capitolini si trasforma in un palcoscenico senza pari, ove l’arte classica incontra la gioielleria.

La mostra “Cartier e il Mito” porta a Roma oltre 200 capolavori della storica maison francese, mettendo in dialogo le creazioni con busti antichi e reperti archeologici.

Il risultato è un percorso unico, in cui il lusso si fa narrazione e la bellezza eterna diventa tangibile.

Entrare nelle sale di Palazzo Nuovo significa attraversare un mondo ove il gioiello è simbolo di un heritage che fonde storia, arte e mito.

Dai primi anni della maison la creatività di Cartier si è nutrita dell’antico: animali fantastici, creature marine e motivi ornamentali classici si trasformano in spille, collane e diademi.

La pantera, ad esempio, trova le sue radici nella mitologia greca e romana, incarnando la sensualità irresistibile di Dioniso e l’attrazione del lusso.

Il percorso espositivo è curato da un team di altissimo livello, con lo scenografo Dante Ferretti, l’archeologo Stéphane Verger e la storica dei gioielli Bianca Cappello, che hanno lavorato per oltre due anni tra archivi e collezioni.

Il preludio immersivo tra proiezioni digitali, scale prospettiche e suggestioni dalle immagini del Grand Tour introduce i visitatori in un mondo di dei, eroi e leggende.

Tra i pezzi più memorabili spiccano la tiara in platino e diamanti, realizzata per Marie Bonaparte e ispirata alle corone di foglie romane, nonché la spada di Jean Cocteau del 1955, un oggetto scultoreo dove oro, argento, diamanti, smeraldi e onice si fondono con la forma sinuosa di una lira.

Non mancano creazioni ispirate all’Art Déco, come gli orologi a forma di uovo dai colori vivaci o la collana serpente del 1919, reinterpretata alla luce dei miti greci e romani.

Un dettaglio particolarmente emozionante è l’album fotografico del viaggio in Italia del 1923 di Louis Cartier.

Fotografie in bianco e nero catturano scorci di Venezia, Ferrara, Siena, Orvieto e Pompei.

Volevamo mostrare come Cartier abbia saputo reinterpretare l’antico, trasformandolo in linguaggio contemporaneo, senza mai tradirne l’eleganza e il fascino…”, racconta Pascale Lepeu, direttrice della Collezione Cartier.

Dal marmo delle statue che hanno educato lo sguardo dell’Occidente alle linee moderne dei gioielli in platino e diamanti, “Cartier e il Mito” offre uno sguardo privilegiato su un universo in cui arte, storia e lusso si incontrano.

Una celebrazione della bellezza eterna, tra dei e tigri di diamanti e collane leggendarie che trasformano Palazzo Nuovo in un tempio della meraviglia.

Credit Photo by: Damiana Cicconetti 

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