18 dicembre: Giornata Internazionale per i Diritti dei Migranti

18 dicembre: Giornata Internazionale per i Diritti dei Migranti

Per una società che riconosca la dignità di ogni essere umano! 

di Giordana Fauci

Ogni anno, il 18 dicembre, si celebra la Giornata Internazionale per i Diritti dei Migranti, istituita nel 2000 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. 

…Una data scelta per ricordare l’adozione della Convenzione Internazionale sulla Protezione dei Diritti di Tutti i Lavoratori Migranti e dei Membri delle Loro Famiglie, approvata nel 1990.

Questa giornata desidera rappresentare un momento di riflessione ma anche di azione, per richiamare la comunità internazionale – e, in primis, il Consiglio d’Europa – alla responsabilità di gestire il fenomeno migratorio con rispetto, giustizia e umanità.

…Perché i motivi che spingono milioni di persone a lasciare la propria terra sono spesso drammatici: guerre, persecuzioni, povertà estrema, violazioni dei diritti fondamentali. 

Così, negli ultimi anni, abbiamo assistito a ondate migratorie straordinarie: dal conflitto in Siria, che nel 2015 ha provocato una delle più gravi crisi umanitarie recenti, fino alla fuga di cittadini ucraini a seguito dell’invasione russa. 

Ma non sono solo i grandi conflitti a muovere i popoli: carestie, disastri ambientali e instabilità politica continuano ad alimentare un fenomeno che è strutturale, non emergenziale.

Molti lavoratori migranti, insieme alle loro famiglie, affrontano condizioni di vita precarie, sfruttamento lavorativo, discriminazione e violazioni dei diritti umani. 

Eppure, la Convenzione delle Nazioni Unite – composta da 93 articoli – stabilisce tutele fondamentali come l’accesso all’istruzione per i figli, il diritto alla salute, il divieto di trattamenti degradanti e il riconoscimento della dignità umana.

Eppure, troppe volte questi diritti restano solo sulla carta. In molte parti del mondo, i migranti sono vittime invisibili di sistemi iniqui, utilizzati come forza lavoro a basso costo, senza tutele, senza voce.

Pertanto, per affrontare in modo efficace le complessità della migrazione, il Consiglio d’Europa ha nominato un Rappresentante Speciale per le Migrazioni e i Rifugiati, incaricato di monitorare le condizioni dei migranti nei Paesi membri. E tale rappresentante non può non lavorare in sinergia con organizzazioni internazionali come UNICEF, FRONTEX e l’Unione Europea, con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione e garantire standard minimi di accoglienza e protezione.

Nel 2015, ad esempio, in piena crisi migratoria, il Segretario Generale del Consiglio d’Europa ha così pubblicato una serie di linee guida per il trattamento umano e dignitoso di migranti e rifugiati. E, in risposta, l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE) ha promosso iniziative concrete come le visite dei parlamentari nei centri di accoglienza per migranti e richiedenti asilo, con l’intento di monitorare le condizioni e promuovere percorsi di regolarizzazione.

Tra le iniziative più significative in occasione del 18 dicembre, spicca da anni il Global Migration Film Festival, promosso dall’OIM – Organizzazione Internazionale per le Migrazioni: un evento che coinvolge oltre 100 Paesi, proponendo film e documentari che raccontano le storie, le sfide e le speranze dei migranti, offrendo uno sguardo autentico e spesso commovente su un fenomeno che troppo spesso viene ridotto a numeri e statistiche.

Non meno toccanti sono le mostre fotografiche dedicate ai migranti: come quella che, qualche anno fa, immortalò volti e oggetti personali di chi cerca ogni giorno, da Ventimiglia, di raggiungere la Francia o il Regno Unito. Immagini che parlano più di mille parole, ricordando che dietro ogni viaggio c’è una persona, una famiglia, una storia.

Del resto, già nel 1989, Papa Giovanni Paolo II lanciò un appello, affermando: “Signore, fa’ che impariamo quanto è bello vivere tutti da fratelli e sorelle...”.

…Un invito che resta oggi più attuale che mai. 

…Perché, nonostante i progressi normativi e le campagne di sensibilizzazione, i migranti continuano a vivere situazioni di marginalità, invisibili per molti, scomode per altri.

Oggi più che mai quindi, è necessario ribadire un principio semplice ma essenziale: ogni essere umano – a prescindere da dove nasce, da dove arriva o da cosa fugge – ha diritto alla dignità, alla protezione, alla speranza.

Ecco perché il 18 dicembre non è solo una giornata da segnare sul calendario ma un’occasione per rivedere le nostre scelte, le nostre politiche e la nostra coscienza.

Perché i diritti dei migranti sono Diritti Umani. E i Diritti Umani riguardano tutti. Nessuno escluso!

Graphic created by: Nadia Di Mario

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