25 Novembre: la Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne

25 Novembre: la Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne

Un giorno istituito non solamente per ricordare ma, prima ancora, per agire contro una delle più gravi violazioni dei diritti umani 

di Giordana Fauci

Il 25 novembre ricorre la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, istituita ufficialmente dalle Nazioni Unite con la risoluzione n. 54/134 del 17 dicembre 1999. Da allora, governi, enti internazionali e organizzazioni della società civile sono invitati a promuovere iniziative di sensibilizzazione per contrastare ogni forma di violenza di genere.

…Un’occasione di riflessione che non può ridursi ad un semplice simbolo, ma deve trasformarsi in un impegno quotidiano.

I numeri dell’orrore, del resto, parlano chiaro, visto che oggi una donna su tre nel mondo subisce/ha subito violenza. 

In Italia i dati ISTAT sono a dir poco drammatici: oltre il 30% delle donne ha subito abusi fisici o sessuali da parte di partner, ex partner, familiari o conoscenti.

Ancora più inquietante è che la maggior parte di dette aggressioni si verifica all’interno delle mura domestiche e, più precisamente:

  • Il 55% dei femminicidi in ambito familiare;
  • Il 63% degli stupri è commesso da partner o ex;
  • Le vittime accertate tornano a ricevere cure mediche fino a sei volte, prima di trovare il coraggio di denunciare – o, nei casi più estremi, prima di essere uccise.

 

…Perché la violenza colpisce senza distinzioni di età, classe sociale o cultura. 

…Colpisce le giovani, le madri, le professioniste, le disabili e, quando non uccide, lascia ferite profonde: traumi psicologici, isolamento, perdita del lavoro, difficoltà nel costruire una vita autonoma.

Un problema, dunque, di salute pubblica e diritti umani. Perché non si tratta “solo” di disuguaglianza di genere, considerato che ogni violenza sulle donne rappresenta una grave questione di sanità pubblica ma, al contempo, di violazione sistematica dei diritti umani.

Un segnale chiaro, dunque, che unisce simbolicamente nella lotta contro la violenza sulle donne, adoperandosi per mettere in campo il più ampio impegno ai fini di garantire dignità e libertà ad ogni donna ma, invero, ad ogni essere umano.

Così, ogni anno, piazze, scuole, università e luoghi pubblici si tingono di rosso, il colore che richiama il sangue versato, ovvero di scarpe rosse, disposte ordinatamente a terra e che raccontano, senza parole, le innumerevoli storie di tante donne che non ci sono più, perché rimaste vittime di una violenza cieca, spesso ignorata o taciuta.

E se è vero che in Italia il Servizio Sanitario Nazionale garantisce servizi per la prevenzione, l’assistenza e l’accompagnamento, è ancor più vero che è doveroso riconoscere tempestivamente i segnali di violenza, spesso del tutto ignorati dalle stesse Istituzioni.

È, quindi, fondamentale formare adeguatamente tutti gli operatori – medici, psicologi, ostetriche, assistenti sociali, avvocati – affinché siano in grado di leggere tra le righe del silenzio e intervenire con percorsi mirati e multidisciplinari.

Senza dimenticare i servizi a cui potersi rivolgere, attivi h/24, nel caso in cui si subisse violenza, ovvero: 

  • 1522: Numero Gratuito Antiviolenza e Stalking, attivo 24 ore su 24, tutti i giorni;
  • App 1522: per contattare in chat operatrici esperte, in modo sicuro e discreto;
  • App YouPol della Polizia di Stato: per segnalare anche in tempo reale episodi di violenza domestica;
  • Centri Antiviolenza: consultabili online tramite mappa interattiva per trovare il più vicino;
  • Pronto Soccorso: per ricevere cure immediate e attivare, se necessario, un percorso protetto;
  • Farmacie aderenti: possono fornire informazioni in contesti sicuri;
  • Telefono Verde AIDS e IST (800 861 061): attivo dal lunedì al venerdì (13:00-18:00) per le vittime di violenza sessuale;
  • Numero di emergenza 112: da chiamare senza esitazione in caso di minacce, aggressioni fisiche, violenza psicologica, fuga con minori o presenza di armi.

 

…I numeri dei femminicidi, non a caso, parlano chiaro: nel mondo, 150 donne vengono uccise ogni giorno da partner o familiari. 

Ecco perché non è sufficiente limitarsi a ricordare queste vittime una sola volta l’anno. 

Perché la violenza sulle donne è una realtà che riguarda tutti: uomini e donne, giovani e adulti, istituzioni e società civile.

…Serve, senza dubbio, un cambiamento culturale profondo, duraturo e condiviso, affinché nessuna donna debba mai più avere paura di essere sé stessa.

Credit Photo by: Damiana Cicconetti

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