21 novembre: la Giornata Nazionale in Memoria delle Vittime della Strada
Ricordare per prevenire: la sicurezza stradale è una responsabilità collettiva
di Giordana Fauci
Il 21 novembre ricorre la Giornata Mondiale e Nazionale in Memoria delle Vittime della Strada, istituita nel 2005 dall’ONU e fortemente sostenuta dalla F.E.V.R. – Federazione Europea delle Vittime della Strada, di cui fa parte anche l’A.I.F.V.S. – Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada.
Nel nostro Paese questa ricorrenza è stata riconosciuta ufficialmente con la Legge n. 227 del 2017, che così statuisce: “La Repubblica riconosce la terza domenica di novembre come Giornata Nazionale in Memoria delle Vittime della Strada e promuove ogni iniziativa utile a migliorare la sicurezza stradale ed a informare gli utenti della strada; in particolare i giovani, sulle gravi conseguenze che possono derivare da condotte di guida non rispettose del codice della strada.”
Una giornata che assume un valore profondo: commemorare tutte le persone che hanno perso la vita in incidenti stradali ma, soprattutto, sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza del rispetto delle regole e della prudenza alla guida.
Perché, del resto, i numeri degli incidenti parlano da soli: si tratta di numeri drammatici. E ciò senza tralasciare le cause degli incidenti, altrettanto note: alta velocità, distrazione al volante (spesso per uso del cellulare), mancato rispetto di precedenze e semafori, assenza di cinture di sicurezza, guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti.
Eppure piccoli gesti ed accortezze possono fare la differenza. Perché la sicurezza stradale non è un concetto astratto ma una responsabilità quotidiana: è questione di attenzione, rispetto e consapevolezza.
Molteplici, pertanto, gli eventi organizzati in tutta Italia per onorare le vittime e promuovere una cultura della sicurezza. In primis, all’interno delle scuole, con incontri formativi atti a coinvolgere gli studenti delle scuole superiori, per affrontare temi come l’abuso di alcol e droghe alla guida, altresì diffondendo messaggi di responsabilità e prevenzione.
Un pensiero non può non essere rivolto finanche alle vittime non umane: migliaia di animali, infatti, vengono investiti ogni anno, spesso lasciati agonizzanti sull’asfalto e che, in ogni caso, al pari degli umani, meritano rispetto, tutela e memoria.
…Perché, se è vero che la strada appartiene a pedoni e automobilisti, é ancor più vero che è percorsa finanche da animali che devono poterla percorrere in sicurezza.
Del resto, nessuna sentenza potrà mai restituire un figlio, un amico, una madre.
Né alcun processo potrà colmare il vuoto lasciato da un giovane strappato alla vita per un attimo di superficialità.
Di contro, quel che è possibile è evitare che tutto ciò accada ancora.
…Perché i numeri globali sono una tragedia silenziosa: nel mondo, ogni anno, si contano oltre 7.000 morti, 20.000 disabili gravi e oltre un milione di accessi al pronto soccorso per incidenti stradali.
…Una vera emergenza globale, troppo spesso sottovalutata e che non tiene minimamente conto che la prima e vera prevenzione inizia da noi.
…Perché la sicurezza sulle strade non dipende solo da leggi ma, prima ancora, dalla coscienza di ciascuno.
Graphic created by: Nadia Di Mario







