Al Teatro de’ Servi va in scena “Bene, Bravi, Bis!”
Dall’11 al 30 novembre il Teatro de’ Servi ospita la commedia di Gianni Clementi, ove il divertimento incontra la commozione e la forza dell’umanità
di Giordana Fauci
Dall’11 al 30 novembre il Teatro de’ Servi di Roma accende le sue luci su una commedia dal sapore antico e irresistibilmente umano: “BENE, BRAVI, BIS“, scritta da Gianni Clementi e diretta da Matteo Vacca.
Una pièce che fonde il gusto della tradizione con la vitalità della commedia contemporanea, regalando al pubblico un’esperienza intensa, divertente e profondamente toccante.
Il titolo richiama l’applauso tipico dei teatri di varietà del Dopoguerra, ma qui diventa insieme ironico e malinconico: l’entusiasmo dello spettacolo si intreccia con la tragedia della Storia.
Siamo nella Roma del 1943, una città ferita e sospesa, bombardata ma ancora viva.
In un vecchio teatro trasformato in rifugio, la Compagnia di Varietà del Commendatore Diotallevi cerca disperatamente di mettere in scena una nuova rivista.
Bombe, paura e incertezze non fermano gli artisti: continuano a provare, a recitare, perché andare in scena – anche solo per un’ora – è la loro ragione di vita.
Gianni Clementi costruisce un micro-cosmo irresistibile: un gruppo di artisti, artigiani e sognatori uniti dal desiderio di far vivere il teatro come motore di vita.
Ci sono le ballerine rivali pronte a sfidarsi con sguardi e piroette; l’impresario incapace che parla d’arte ma pensa ai debiti; l’operaio che diventa artista per caso e l’attore carismatico, leader naturale della compagnia.
In questo mondo di sipari impolverati e sedie traballanti, passioni, gelosie e amori si accendono e si negano, ma sopra ogni cosa trionfa il desiderio di andare avanti, di portare in scena, tra sirene e bombardamenti, il grido di vitalità che solo il teatro sa dare.
La regia di Matteo Vacca imprime un ritmo serrato e una leggerezza che amplifica l’emozione.
Anche interprete in scena, Vacca calibra tempi comici e battiti umani, trasformando “BENE, BRAVI, BIS” in un omaggio sentito all’arte dell’attore, alla precarietà dell’arte e alla sua insostituibile necessità.
Il teatro nel teatro diviene metafora della vita: si recita, si cade, ci si rialza e si ricomincia.
Accanto a Matteo Vacca, un cast energico e affiatato: Valeria Monetti, Alessandro Tirocchi, Maurizio Paniconi, Floriana Corlito, Fabrizio Pallotta ed Elettra Zeppidanno danno vita ad una compagnia colorata e irresistibile.
Ognuno porta in scena frammenti di umanità: vanità, paura, generosità, voglia di ridere anche quando tutto sembra crollare.
La forza dello spettacolo risiede nella coralità: un gruppo che alterna ritmo incalzante e momenti sospesi, ove basta un silenzio per far emergere la verità.
La commedia è piena di vita, attraversata da un sottile velo di malinconia.
Clementi racconta la capacità tutta romana di sdrammatizzare, di trovare una battuta anche mentre il mondo cade a pezzi.
È una storia culturale e umana, in cui l’arte diviene un rifugio più solido delle spesse mura del teatro.
Si ride, ma ci si commuove altrettanto: dietro ogni risata ci sono paura, fame e nostalgia di una vita normale, ma soprattutto la dignità di chi non si arrende.
“Andare in scena a tutti i costi” è il motto dei protagonisti e il cuore dello spettacolo. “BENE, BRAVI, BIS“ è una dichiarazione d’amore al teatro e ai suoi interpreti: a chi recita anche quando nessuno guarda; a chi monta scene con le mani sporche di polvere; a chi crede che, nonostante tutto, “lo spettacolo deve continuare…”.
Quel “BENE, BRAVI, BIS“ diviene un applauso alla vita stessa, alla forza di chi continua a credere nella bellezza anche quando tutto sembra perduto.







