Le Terme di Bagnaccio: il ritorno di un gioiello della Tuscia

Le Terme di Bagnaccio: il ritorno di un gioiello della Tuscia

Straordinaria riapertura delle Terme di Bagnaccio alle porte di Viterbo: un luogo paradisiaco, che i residenti amano definire “piccolo paradiso

di Giordana Fauci

Vi è un luogo, alle porte di Viterbo, che i residenti amano definire “un piccolo paradiso immerso nel verde”: si tratta delle antiche Terme di Bagnaccio, che, dopo tre anni di chiusura e di attesa, accompagnata da polemiche e speranze, lo scorso agosto sono tornate finalmente a rivivere. 

Una riapertura che non è solo un fatto locale bensì un vero e proprio segnale di rinascita per l’intera Tuscia, che così riconquista uno dei suoi simboli più autentici.

Perché il Bagnaccio non è una semplice stazione termale: è storia, natura, tradizione e comunità. 

In effetti, proprio in questo luogo, lungo la Via Francigena, i pellegrini hanno trovato ristoro per secoli, immergendosi nelle acque calde e benefiche che già i Romani conoscevano con il nome di Aquae Passeris, in onore della vicina località di Paliano. 

Una tradizione millenaria che, dunque, oggi è tornata a disposizione di cittadini e turisti, grazie al lavoro di recupero e valorizzazione portato avanti con passione.

Passeggiando tra i viali del parco, lo sguardo incontra subito l’armonia di un paesaggio unico: ampie vasche di acqua solfurea calda, circondate da vegetazione spontanea; scorci che si aprono sulla campagna viterbese; tramonti che si specchiano nelle acque fumanti. 

Qui la bellezza è semplice, autentica, capace di riconnettere chi arriva con il ritmo lento della natura.

Le vasche, ognuna con la sua particolarità, rappresentano l’anima del Bagnaccio: vi è la storica B4, intima e raccolta, amata da chi frequenta da sempre queste terme; poi, vi è la B5, la più calda e protetta, perfetta nelle giornate fredde. Infine, vi sono le grandi B1, B2 e B3, cuore pulsante del parco, ideali per un bagno rigenerante dopo una giornata di lavoro. 

Ogni notte ciascuna vasca viene svuotata, pulita e riempita di nuova acqua termale, garantendo la freschezza di un’esperienza che si rinnova quotidianamente.

Del resto, le proprietà delle acque non necessitano di alcuna presentazione, vista la presenza di solfato e bicarbonato: acque alcalino-terrose ed ipertermali che sgorgano alla temperatura di 63°C, note da sempre per i benefici che generano alla pelle, alle articolazioni ed all’apparato respiratorio. 

…Una vera medicina naturale che i viterbesi conoscono bene, tanto che molti scelgono di concedersi una sosta anche solo di mezz’ora, magari al termine della giornata lavorativa.

Ma il Bagnaccio non è solo salute: è cultura e rispetto per il territorio. 

Non a caso, accanto alle vasche, è nato un orto botanico dedicato alla conservazione della flora autoctona, realizzato in collaborazione con l’Università della Tuscia: un progetto che arricchisce l’esperienza dei visitatori, rafforzando il legame tra il parco e la sua terra, così trasformando ogni visita in un’occasione per scoprire la biodiversità del viterbese.

La storia di questo luogo è lunga e affascinante: dai Romani agli Etruschi, passando per i pellegrini medievali, fino ai camperisti di oggi.

Le Terme di Bagnaccio hanno sempre saputo adattarsi, rimanendo punto di riferimento per chi è alla ricerca di benessere e contatto con la natura. 

Fin dal Novecento, pertanto, non pochi sono stati i progetti ambiziosi, purtroppo mai realizzati, come quello del 1919 per la costruzione di nuove terme, a cui sono seguiti decenni di frequentazioni spontanee e, infine, dagli anni ’90, Bagnaccio Terme è finalmente divenuta una riscoperta. Invero, sempre più viva. 

Così, oggi, grazie all’impegno dell’Associazione di Promozione Sociale “Il Bagnaccio”, il sito sta vivendo una nuova stagione, più organizzata, sicura e rispettosa delle sue radici.

…Una visita alla Terme di Bagnaccio diviene, infatti, occasione per celebrare insieme il ritorno di un tesoro che appartiene alla città ed alla sua storia, permettendo la conoscenza di un luogo che, ora più che mai, rappresenta pace, salute e bellezza.

Perché le Terme del Bagnaccio non sono più considerate unicamente un parco termale, bensì un’esperienza che consente un tuffo in acque millenarie, con tramonti che si riflettono nel vapore; mentre il silenzio della campagna è interrotto solo dal gorgoglio delle sorgenti. 

Ecco perché non vi è dubbio: la Tuscia ha finalmente ritrovato uno dei suoi gioielli ed è, perciò, pronta ad accogliere chiunque voglia lasciarsi conquistare dalla sua magia senza tempo.

Credit Photo by: Luigi Fauci

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