Limitato l’uso di smartphone e social network in ambito scolastico
L’Associazione Nazionale Presidi del Lazio ha ottenuto l’aggiornamento del Codice Deontologico, che era rimasto fermo al 2012
di Giordana Fauci
È tempo di nuove regole per la comunicazione scolastica: l’Associazione Nazionale Presidi del Lazio ha ottenuto l’aggiornamento del Codice Deontologico, che era rimasto fermo al 2012, con un capitolo inedito dedicato all’uso dei social network e dei cellulari in ambito scolastico.
L’obiettivo è chiaro: definire un uso più consapevole e responsabile della tecnologia tra docenti, studenti e genitori, limitando gli abusi e promuovendo un dialogo più rispettoso e istituzionale.
Non a caso, da ormai diversi anni i presidi proponevano di limitare le comunicazioni via chat, come WhatsApp, a situazioni eccezionali e urgenti, lasciando alle piattaforme ufficiali il ruolo centrale nei rapporti scuola-famiglia.
…Perché occorre maggiore attenzione a ciò che viene pubblicato sui social, giacché diffamare un istituto scolastico non è libertà di espressione, visto che, sebbene la critica è – e resta – legittima, talvolta non si può non ritenerla un vero e proprio insulto, anche semplicemente mettendo un like.
A sostenere la proposta di modifica, fin dallo scorso anno, il presidente nazionale dei presidi, Antonello Giannelli, che ha evidenziato come l’uso eccessivo delle chat “sia spesso inutile, dispersivo e fonte di malintesi…”, auspicando una comunicazione ufficiale, tracciabile e coerente con il ruolo pubblico della scuola.
Tra i temi più dibattuti, quello sull’uso del cellulare a scuola.
In effetti, perché permettere di portare il cellulare a scuola se poi è vietato usarlo?
Una domanda che sembra non avere risposta, mentre gli studenti contrari sostengono che occorre educazione digitale, non divieti.
Perché, a detta degli stessi studenti – che, forse, non hanno del tutto torto – non si può ignorare il ruolo che tecnologia e social hanno nella vita.
Dunque, la sfida vera è educare all’uso critico e consapevole dei nuovi strumenti, non reprimerne il potenziale.
Così, non si è potuto fare a meno di prevedere eccezioni nell’utilizzo del cellulare in classe, ovvero per particolari indirizzi scolastici ed in presenza di determinate patologie,
Ma, al contempo e, invero, per fortuna, sembra crescere la disaffezione verso i social.
In effetti, secondo un recente sondaggio commissionato dalla banca d’investimento Piper Sandler, condotto su oltre 7.000 ragazzi della Generazione Z (nati tra il 1995 e il 2010), Instagram ha perso il 31% delle preferenze rispetto agli anni precedenti.
Al contrario, TikTok domina con il 33% di gradimento, seguito da Snapchat al 31%.
Ciò che, poi, sorprende ancor di più è il fatto che un numero sempre più crescente di giovani sceglie la “disconnessione”, ritenendo i social “tossici” e “ossessivi”.
Pertanto, anche in Italia, recenti indagini hanno appurato che il 48% dei giovani intervistati ha ridotto il tempo passato sui social.
…Un trend che potrebbe diventare una vera e propria svolta culturale, forse anche utile a ridurre le tensioni legate al loro uso.
Graphic created by: Germano Fauci







