Le chiese sconsacrate di Trastevere: tra memoria, arte e nuove ritualità
In aumento gli antichi spazi sacri di Roma tramutati in ristoranti, gallerie e luoghi di comunità
di Damiana Cicconetti
Passeggiando per i vicoli di Trastevere, cuore autentico di Roma, capita di imbattersi in luoghi che sembrano trattenere il respiro del tempo.
Tra questi il più caratteristico è, senza alcun dubbio, La Canonica, un edificio che racchiude secoli di storia e metamorfosi: nato come oratorio nel XVII secolo e oggi divenuto ristorante tipico, è simbolo perfetto della capacità di Roma di reinventare i propri spazi senza cancellarne l’anima.

La Canonica, sorta nei primi anni del Seicento e dedicata a Santa Maria della Clemenza, venne affidata nel 1675 all’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento di Santa Maria in Trastevere.

Nel tempo fu soggetta a diverse ristrutturazioni, quali quella di cui si è occupato Papa Clemente XI, nel 1705.

La chiesa cadde in disuso e fu, perciò, sconsacrata dopo la Prima Guerra Mondiale e l’estinzione dell’Arciconfraternita.

Intorno al 1920, infine, i suoi locali vennero restaurati ed ampliati per essere riaperti come osteria prima e ristorante poi.
…Attività pionieristiche all’epoca per il quartiere di Trastevere.
Eppure, da allora, La Canonica ospita ogni giorno commensali provenienti da ogni parte del mondo, essendo divenuta un luogo magico ove riscoprire i sapori della tradizione romana: sia al suo esterno, immersi nel verde, sotto un bellissimo pergolato che ricorda la campagna romana; sia al suo interno, sotto straordinari affreschi seicenteschi che abbelliscono l’intero soffitto.

Così un antico luogo di preghiera è ora divenuto uno spazio di convivialità, pur senza smarrire la sua aura spirituale: chi vi entra oggi, dunque, respira insieme storia, poesia e quotidianità trasteverina.
…Un luogo che è arte, gusto e tradizione, come accade in altre chiese sconsacrate di Roma, sorte a nuova vita, perché divenute ristoranti, bar, discoteche o finanche gallerie d’arte.
È il caso di Sant’Andrea De Scaphis che, dal 10 settembre al 25 ottobre 2025, ospita “Cleaning Earth“, personale dell’artista Wangechi Mutu, figura di primo piano nella scena internazionale.
Le sue opere, consistenti in due sculture ed un video, trasformano lo spazio in un ambiente di contemplazione e ritualità.
A pochi passi dall’Isola Tiberina vi è poi Santa Maria in Cappella, presso la quale prende vita, tra giugno e settembre, L’Oratorio Trastevere, locale che offre ai visitatori un’esperienza intima e surreale, tra pietre medievali e moderni aperitivi.
Così dalla Canonica, che conserva a tutt’oggi nei suoi muri l’eco di antiche confraternite, alle installazioni di Wangechi Mutu, le chiese sconsacrate di Roma divengono scenari di una nuova ritualità.
…Non più meri spazi religiosi, bensì luoghi della memoria che continuano ad accogliere comunità, creando esperienze collettive che uniscono il sacro al profano, la fede all’arte e la devozione al piacere conviviale.
Credit Photo by: Giordana Fauci







