Alcolismo: allarmante l’aumento tra i giovanissimi

Alcolismo: allarmante l’aumento tra i giovanissimi

L’alcolismo è una malattia sociale che ogni anno determina elevati costi per la sanità, oltre a cagionare un numero esorbitante di vittime sempre più giovani

di Giordana Fauci

L’uso o meglio l’abuso di sostanze alcoliche è un fenomeno in netta crescita, sia in Italia che nel mondo intero.

Non a caso, vi sono insulse tendenze che prendono sempre più piede quali il binge drinking ovvero il bere al mero fine di ubriacarsi.

Ed è ovvio che i rischi generati da un consumo eccessivo di alcolici non possano non essere notevoli, finanche in termini di salute pubblica e costi sociali.

In effetti, la maggior parte degli incidenti stradali trova origine proprio nell’uso ed abuso di alcol.

E, a onore del vero, le stesse maxi-risse sono cagionate dai “fumi dell’alcol”.

A confermare questi allarmanti dati è l’Istat, che ha fatto emergere quanto segue: il 40% degli adolescenti beve regolarmente vino; il 50% birra; il 22,4% liquori e il 13,3% si è ubriacato almeno una volta al di sotto della maggiore età.

Del resto, il 27,3% dei giovani ha dichiarato di assumere alcol dai 16 anni di età.

Dati gravissimi, considerando che in Italia la vendita e il consumo di alcolici per i minorenni sono vietati dalla legge.

Non possono, a tal punto, non essere prese in esame le cause che comportano queste erronee scelte: in primis, i cambiamenti di natura socio-culturale e, poi, i conseguenti mutamenti dei modelli di consumo.

Senza, peraltro, dimenticare le insulse tendenze e mode alcoliche quali il binge drinking, ovvero l’assunzione in breve tempo di enormi quantità di alcol, fino a raggiungere uno stordimento e, in buona sostanza, l’ubriacatura più totale: una “moda” incomprensibile e insulsa in uso tra i giovani di 1124 anni, che causa gravi danni alla loro salute e non solo.

Con drelfie si intende, invece, il farsi fotografare ubriachi nelle peggiori condizioni,

Vi è poi il pub crawl che consiste nel bere una quantità varia e smisurata di alcolici in una sola sera.

Da ultimo, la più deleteria: l’eyeballing, ovvero la pratica del bere alcol attraverso gli occhi, che può comportare cecità, oltre a danni permanente alla retina oculare.

…Condotte che non meritano giustificazione alcuna…

…Azioni che, oltretutto, generano rilevanti problemi di carattere socio-sanitario.

…Dipendenze vere e proprie, al pari della droga e che, perciò, meritano massima attenzione da parte della sanità, che non può non preoccuparsi di introdurre modelli preventivi dalle dipendenze da alcol, soprattutto tra i giovanissimi, altresì esaminando le motivazioni che comportano l’uso e l’abuso di alcol, per poter intervenire precocemente.

Gli studiosi hanno appurato che è proprio per mettere alla prova se stessi e i propri limiti che i giovani sono portati ad un uso eccessivo e incontrollato di alcol, al fine di sentirsi più sicuri e, così, avere l’illusione di rafforzare la propria identità sociale.

Dunque, l’alcol è erroneamente sinonimo di ricerca di sensazioni gratificanti che, in realtà, annullano la propria volontà, col rischio di subire violenze da chi non saprà fare altro che approfittare di cotante situazioni.

E, del resto, laddove il consumo di alcol si protrae, tanti e tali abusi non potranno non portare ad abitudini in-salutari e pericolose per lo sviluppo cognitivo dell’adolescente.

Né va dimenticato quel che hanno permesso di far emergere altri studi: il consumo di alcol nei giovani è quattro volte più alto nello sviluppo di alcol-dipendenza in età adulta, perché è nell’età dell’adolescenza che si sviluppa la corteccia frontale e pre-frontale, deputate alla regolazione emotiva e alle funzioni cognitive ed esecutive.

Quindi, un eccessivo abuso di alcol nei più giovani non potrà non provocare un ostacolo alla formazione dei processi cognitivi, come pure alla pianificazione di obiettivi e alla regolazione emotiva dei loro comportamenti che, poi, resteranno altrettanto limitate nell’età adulta e, invero, per l’intera esistenza.

Non è, in effetti, un caso che chi abusa di alcol in gioventù abbia, poi, notevoli problemi della funzionalità cerebrale in età adulta, oltre a sviluppare ulteriori patologie, altrettanto gravi, quali cirrosi epatica, epatocarcinoma primitivo e, finanche, malattie cardiache, problematiche gastrointestinali, alterazioni ai polmoni, infertilità e impotenza.

Ecco perché l’alcolismo è stato inserito tra le malattie sociali, in quanto determina un costo esorbitante a carico dell’intera società.

…Perché l’impatto socio-sanitario ed economico del fenomeno è stimato, in Italia, in circa 22 miliardi annui.

E, di questi, il 60% delle spese è inerente il solo settore sanitario, visto che riguarda la salute di chi ne è dipendente; mentre il restante 40% attiene le spese farmacologiche, pari a ben 8 miliardi di euro l’anno.

Tutto ciò senza considerare la percentuale altrettanto elevata dei giovani che rimane inabile a vita, a seguito di incidenti stradali avvenuti dopo l’uso di alcol e che generano costi elevati a carico della società.

…Costi che si possono – anzi si devono – ridurre attivando mirate strategie di policy, oltre a valorizzare metodi precoci di identificazione delle persone a rischio.

Graphic created by: Damiana Cicconetti

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