Pirandelliana 2025: “Tutto per bene”, al Giardino di Sant’Alessio all’Aventino

Pirandelliana 2025: “Tutto per bene”, al Giardino di Sant’Alessio all’Aventino

Con un allestimento intenso e rigoroso firmato da Marcello Amici, la XXIX edizione della rassegna romana si apre con il dramma di un uomo che vive nel silenzio del sacrificio, tra verità negate, ipocrisia borghese e inquietudini morali 

di Damiana Cicconetti

Nella magica atmosfera del Giardino di SantAlessio allAventino, cuore verde e silenzioso di Roma, la XXIX edizione di PIRANDELLIANA si apre con una delle opere più dense e meno rappresentate di Luigi Pirandello: “Tutto per bene, in scena dal 1° al 26 luglio 2025, a cura della Compagnia La Bottega delle Maschere, per la regia di Marcello Amici.

Scritta nel 1920, “Tutto per bene” è un dramma psicologico che indaga, con precisione chirurgica, l’ambivalenza morale del comportamento umano, portando lo spettatore in un terreno ove il concetto di “bene” si frantuma sotto il peso delle convenienze sociali, del dolore taciuto e della verità rimossa.

Al centro della vicenda vi è il personaggio di Martino Lori, un vedovo apparentemente irreprensibile, interpretato con intensa sobrietà da Marcello Amici. Lori si è annullato per crescere come padre adottivo la figlia della moglie, frutto di una relazione extraconiugale. 

Tuttavia, quando la verità viene a galla, quel che fino ad allora era sembrato “giusto” inizia a incrinarsi: 

E, così Martino Lori, inizia a chiedersi se il sacrificio, il silenzio, l’accettazione passiva “sono davvero tutto per bene, o piuttosto solo il riflesso di una morale ipocrita”.

La regia, asciutta e precisa di Amici, sceglie il silenzio e la sospensione come linguaggi drammaturgici: le pause, i non detti, gli sguardi diventano parte integrante della narrazione, contribuendo ad un senso di inquietudine che cresce scena dopo scena.

Il cast – corposo e ben amalgamato – dà vita ad una coralità che funziona. Accanto ad Amici, si distinguono Francesca Di Gaetani, nel ruolo della giovane Palma, sospesa tra gratitudine e bisogno di emancipazione, nonché Marco Bellizi, che interpreta con sensibilità l’amico di famiglia incaricato di svelare la verità. 

Ma è l’ensemble nella sua totalità a reggere con efficacia il ritmo dell’opera, in cui ogni personaggio è una maschera – e, invero, una possibilità di verità.

La scenografia di Marcello de Lu Vrau e il disegno luci di Paolo Fortini lavorano per sottrazione, concentrandosi su geometrie di luci e spazi neutri che danno risalto alla dimensione interiore dei personaggi. 

I costumi, curati da Felicia Crisan e Licia Ciuco, restano fedeli ad un’epoca sospesa tra fine Ottocento e inizio Novecento, amplificando l’eco di una società che opprime e giudica.

Con “Tutto per bene”, La Bottega delle Maschere propone non solo un omaggio a Pirandello, ma una riflessione ancora viva sulla doppia morale, sulla paura del giudizio, sulla difficoltà di vivere autenticamente in un mondo che premia l’apparenza. 

In un’epoca come la nostra, in cui il concetto di verità è spesso manipolato, la pièce risuona come un monito necessario.

La rassegna proseguirà con “Il giuoco delle parti e “Il berretto a sonagli, altri due capolavori del drammaturgo siciliano. 

Ma è, indubbiamente “Tutto per bene” a dare il via con forza e lucidità ad una Pirandelliana 2025 che promette emozioni, riflessioni e teatro di qualità, anche per questa nuova edizione.

Credit Photo by: Giordana Fauci 

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