Microchimerismo fetale: un legame invisibile che lega per sempre ogni madre al proprio figlio

Microchimerismo fetale: un legame invisibile che lega per sempre ogni madre al proprio figlio

La scienza è certa che, al di là del legame affettivo tra madri e figli, ne esiste uno di tipo genetico, fisicamente inciso nelle cellule della madre e che è il figlio stesso a trasmetterle per l’intera vita

di Damiana Cicconetti 

Quando si pensa al legame tra madre e figlio non possono non emergere immagini e pensieri di amore incondizionato, protezione e connessione emotiva. Tuttavia, la scienza ha accertato una verità ancor più profonda e sorprendente: tale legame non è solo di tipo emotivo o genetico bensì inciso fisicamente nelle cellule della madre. Invero per l’intera esistenza ed è il figlio a trasmetterglielo, non il contrario.

A confermare tali scoperte è la Dottoressa Lorenza Driul, Direttrice della Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’Ospedale di Udine, che ha così dichiarato: “Durante la gravidanza la relazione tra madre e bambino va ben oltre il semplice scambio di nutrienti e ossigeno attraverso la placenta. Si verifica, infatti, uno straordinario fenomeno biologico chiamato microchimerismo fetale, un termine che indica la presenza di cellule fetali vive all’interno del corpo materno…”.

Pertanto, contrariamente a quanto si era finora pensato, non sono le cellule della madre ad “entrare” nel corpo del figlio per proteggerlo; di contro accade il contrario.

Sono, in effetti, le cellule staminali del feto ad attraversare la barriera placentare ed a stabilirsi nei tessuti e negli organi della madre…”: questo conferma la Dottoressa Driul. 

E sono, poi, proprio dette cellule, dotate di capacità rigenerative e staminali, a non venire eliminate al momento del parto, restando nel corpo materno per decenni e, talvolta, addirittura per l’intera vita.

Detta “impronta” biologica rappresenta, quindi, una sorta di ricordo vivente di ogni figlio nato e che ciascuna madre porta dentro di sé, integrata nel proprio organismo.

…Un collegamento che va ben oltre l’aspetto emotivo e che si traduce in una convivenza cellulare profonda e duratura.

La Dottoressa Driul ha altresì chiarito che “gli studi scientifici hanno evidenziato che tali cellule fetali possono localizzarsi in diversi tessuti, come il cuore, il cervello, il fegato e il sistema immunitario della madre e che le implicazioni di tale fenomeno sono ancor oggi oggetto di approfondite ricerche, con ipotesi che spaziano dal ruolo nella rigenerazione tissutale fino all’influenza sul sistema immunitario materno”.

Pertanto, al di là di potenziali applicazioni mediche, il microchimerismo fetale non può non offrire una visione poetica e meravigliosa del legame madre-figlio: come si trattasse di un filo invisibile che si snoda nel tempo e nello spazio e, invero, di una connessione che non si spezza mai, scritta non solo nel cuore ma nel tessuto stesso della vita.

Ed è, senza alcun dubbio questo il motivo per cui la maternità diviene un’esperienza non solo emotiva e psicologica ma finanche biologica e fisica, visto che è proprio un’eco cellulare a raccontare di amore, cura e unità profonda, grazie agli studi della scienza.

…Perché il legame con un figlio è scritto nelle cellule, così divenendo eterno.

…Un legame che continuerà a vivere dentro il corpo di ogni madre, come un segreto silenzioso e bellissimo: di certo, invisibile agli occhi di altri ma non anche a quelli della scienza.

Graphic created by: Nadia Di Mario

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