In aumento le giovani deturpate o che perdono la vita per trattamenti estetici praticati da sedicenti medici
Numerosi le giovani che perdono la vita, oltre a quelle che rimangono indelebilmente danneggiate, a seguito di trattamenti estetici praticati in luoghi inappropriati e finanche all’interno di abitazioni domestiche
di Giordana Fauci
In aumento il numero di giovani che rimangono indelebilmente deturpate e che arrivano finanche a pagare con la vita, a seguito della somministrazione di medicinali e/o trattamenti estetici praticati in luoghi inappropriati, addirittura all’interno di abitazioni private: l’ultimo caso è accaduto pochi giorni fa, a seguito di un intervento di liposuzione che ha comportato il decesso, a Roma, di una donna di appena quarantasette anni.
Trattamenti praticati e medicinali somministrati spesso non da medici bensì da sedicenti medici ma, invero, estetiste, quando non anche da influencer.
Veri e propri interventi fin troppo spesso praticati all’interno di studi medici o addirittura di abitazioni private.
Del resto, basta cliccare “aggiungi al carrello” per avere modo di acquistare on-line, per pochi Euro, fiale contenenti tossina botulinica: un medicinale che richiede necessariamente la prescrizione medica e che, invece, risulta facilmente acquistabile, perché reperibile illegalmente in rete.
…Medicinali che, una volta acquistati, non verranno di certo somministrati da mani abili e, dunque, da medici e professionisti ad hoc, con conseguenze terrificanti per chi ha il coraggio di sottoporsi a tali aberranti e illegali “interventi…”.
E, poi, vi è chi arriva a sottoporsi a vere e proprie operazioni chirurgiche, ricorrendo ad influencer che si “spacciano” per chirurghi, pur non possedendo alcuna competenza e neppure una laurea.
Dunque, accade di imbattersi in pseudo-chirurghi che si propongono a potenziali clienti con video convincenti sui social, ovvero con mere storie pubblicate su Instagram.
Così, in stanze appositamente “addobbate” e “truccate” in cliniche lussuose, accade che “operano” quotidianamente tanti e tali sedicenti medici – o, forse, addirittura, sedicenti estetisti –.
…Perché, in realtà, non si tratta di cliniche bensì di centri estetici.
Ed è proprio in cotanti luoghi che la vanità, anziché intrecciarsi con la scienza, si “nasconde” unicamente dietro parole rassicuranti, in realtà del tutto false, prese in prestito da marketing ben confezionati, o per meglio dire “confezionati ad arte”, dietro i quali si nascondono insidiosi pericoli per la salute umana.
E, di conseguenza, vi è chi arriva a pagare col prezzo più alto: la vita.
Fin troppo noto è il caso di Margaret Spada, la ragazza siciliana di appena 22 anni che, sottopostasi ad un intervento di rinoplastica presso uno studio medico di Roma, ha cominciato a manifestare tremori, nausea e vertigini dopo la somministrazione dell’anestesia, per poi morire dopo tre giorni di coma in ospedale.
Né si può tacere il recente caso di Ana Sergia Alcivar Chenche che ha perso la vita all’età di 47 anni, dopo aver deciso di sottoporsi ad un intervento di liposuzione all’interno di uno studio privato di Roma dal quale, però, è stata prelevata in barella per essere trasferita in tutta fretta da un’ambulanza – già priva di coscienza, gravissima ed agonizzante – presso il Policlinico Umberto I, ove nulla è stato possibile fare per salvarle la vita.
…Vergognose vicende di cui sono protagonisti da un lato giovani disposte ad affidarsi a chi non merita alcuna fiducia pur di migliorare la propria estetica a basso prezzo, anche laddove non ve ne è alcun bisogno; dall’altro sedicenti medici o, nei casi più fortunati, medici che operano comunque in strutture inadeguate a fronteggiare situazioni di pronto intervento, ma che mirano unicamente ad arricchirsi il più possibile, non curandosi affatto della salute delle pazienti.
…Vicende vergognose di cui unico e reale protagonista è, come sempre, il “vil denaro”: sia da parte di pazienti che intendono risparmiare per apparire più avvenenti – come imposto dalla società e, invero, propinato dai social –; sia da parte di chi si adopera a compiere tanti e tali scempi, così mettendo in pericolo vite umane, spesso giovanissime, pur di guadagnare sempre più soldi.
…Soldi indubbiamente guadagnati “in nero”, visto che questi pseudo-professionisti arrivano ad operare senza il rilascio di ricevute, di autorizzazioni e di consensi informati delle pazienti, oltretutto pretendendo di essere pagati “cash”.
Graohic created by: Nadia Di Mario







