I reality: programmi di intrattenimento sì criticati eppure seguitissimi
La televisione, nata con uno scopo prettamente educativo, propone oggi programmi di puro intrattenimento: i reality in primis
di Giordana Fauci
La televisione, nata e diffusa con scopo prettamente educativo, da anni propina sempre più programmi di mero intrattenimento, in larga parte privi di qualità, seguiti dal solo 40% di pubblico, visto che oltre il 60% li reputa “trash”.
Impossibile non ricordare personaggi del calibro di Alberto Manzi, valente maestro elementare, reso celebre proprio dalla TV, perché attraverso la televisione ha insegnato a leggere e scrivere a milioni di Italiani in anni in cui era enormemente diffuso l’analfabetismo.
La trasmissione di Manzi si intitolava “Non è mai troppo tardi” e fu trasmessa per circa un decennio, dal 1959 al 1968, nel tardo pomeriggio, poco prima di cena, di modo da essere vista dal maggior numero possibile di persone a cui poter insegnare a leggere e finanche a scrivere.
Si trattava di una TV educativa ed informativa, a differenza di quella attuale, in cui prevale, invece, il solo intrattenimento.
…Perché oggi sono i reality ad intrattenere il pubblico o, per meglio dire, quella parte di pubblico interessata a seguirli.
…Perché il restante pubblico preferisce seguirne altri: magari programmi di politica, in buona parte impegnati a veicolare “messaggi politicizzanti…”, in base al canale TV che si decide di seguire.
Programmi, di certo, più impegnativi, rispetto ai reality ma, in ogni caso, in maggioranza “veicolati…”: esattamente come i reality che, però, si limitano ad intrattenere il pubblico al puro fine di divertire.
In ogni caso, al di là del pensiero di ognuno, che è – e deve rimanere – libero di guardare ciò che desidera e, al contempo, considera più confacente alla propria persona, non si può non evidenziare che i reality non possono essere presi sul serio, poiché rappresentano il frutto di una sceneggiatura ben designata, in cui lo stesso pubblico non può far altro che limitarsi a seguire un canovaccio già preconfezionato, proprio per mero divertimento.
Del resto, in una società contraddistinta da non poche e gravissime problematiche, la ricerca di ciò che è leggero diviene oltremodo normale. Tanto più se è in grado di suscitare ilarità.
…Perché non si può non essere stanchi di notizie sì serie e, indubbiamente, utili ma, comunque, tristi e pedanti, al punto da seguire le vicissitudini d’amore di chi preferisce rinchiudersi all’interno di luoghi per molti mesi, continuando al contempo a vivere sotto i riflettori giorni o notte; ovvero rilassarsi a guardare le disavventure di improvvisati quanto improbabili naufraghi, che così emulano le vicende di Robinson Crosue, in versione più attuale e moderna.
…Perché la maggior parte dei reality è concepita proprio al fine di divertire, in fasce orarie in cui non si desidera altro che rilassarsi.
…Perché, in conclusione di giornate tanto stressanti, tra lavoro, studio e famiglia, le persone cercano solo un modo per non riflettere e, magari, pensare a luoghi remoti ove poter trascorrere ipotetiche vacanze future.
…Perché i reality non vanno seguiti mettendo a frutto l’intelletto, a differenza di programmi culturali, che richiedono attenzione e memorizzazione del discorso intavolato.
Indubbiamente questi i motivi per cui la maggior parte del pubblico considera i reality tanto accattivanti.
Proprio questo il segreto del successo di programmi che non possono non incuriosire il pubblico, rendendolo al contempo voglioso di scoprire come evolveranno le storie raccontate, pur consapevoli che nulla è abbandonato al caso.
Né si può dimenticare che, oltre ai pettegolezzi, non poca importanza è attribuita alle scene ed ai luoghi in cui cotante “avventure” sono rappresentate: case moderne ed eleganti, oppure isole paradisiache e deserte, studiate e analizzate nei minimi dettagli.
Luoghi in cui le telecamere sono sparse dappertutto e lo spettatore ha modo di frugare l’ambiente da ogni piccola angolatura, quasi come se entrasse egli stesso a far parte del programma.
…Perché è certo che, talvolta, nella vita occorre frivolezza, magari proprio per dare uno scossone alla pesante routine di tutti i giorni: questa è la verità.
Senza considerare che, se i reality non sono graditi, è sufficiente cambiare canale, anziché parlarne ancora, così alimentando ulteriori curiosità.
Graphic created by: Nadia Di Mario







